Siracusa
piazza bar

(tratto dal libro "Il papiro siracusano" di Raimondo Raimondi)

Ortigia di RaimondoL'isola di Ortigia, sacra ad Artemide, è stata sempre, nei secoli, il cuore di Siracusa. In questo estremo lembo di terra, descritta negli antichi testi talora come un'isola talaltra come penisola, sbarcarono i primi colonizzatori greci provenienti da Corinto, secondo la più accettata cronologia tucididea attorno al 734 a.C., sottraendo il territorio ai primitivi abitatori indigeni, i siculi. Capire l'isola è capire l'anima vera dei siracusani, i quali si riconoscono nell'isola delle quaglie, e per far questo è necessario rifarsi alla larga messe di miti e leggende che trasfigurano in chiave narrativa grandi realtà storiche.

 Tra questi il più importante è il mito di Aretusa e Orfeo, la mutazione della ninfa in fonte Aretusa, simbolo di Ortigia. In esso è simboleggiato il legame stretto che univa i primi fondatori greci della città con la madrepatria che non dimentica i propri figli e tesse con essi stretti e possenti legami. Siracusa in effetti nasce e rimane una città fondamentalmente greca anche dopo secoli di dominazione romana e circa duecento anni di dominazione araba. La cosa che più colpì i colonizzatori corinzi determinando la scelta del sito fu l'abbondanza di fonti d'acqua nell'isola e, sopra tutte, una che sfociava sotterranea in prossimità del mare.

Oggi a questa fonte bellissima si arriva scendendo da piazza Duomo, attraverso via Picherale, pervenendo a una grande terrazza sospesa sul mare, dalla quale si può ammirare lo spettacolo unico della fontana, ricca di maestose piante di papiro e popolata da anatroccoli e pesci e, alzando gli occhi oltre ad essa, lo stupendo panorama del porto grande e dei meravigliosi tramonti che incantarono poeti e letterati dei secoli scorsi. Intorno a questa sorgente d'acqua dolce che si fonde col mare si intrecciano varie leggende, le cui fonti esegetiche possono essere ricondotte a Pausania e ad Ovidio, che parla lungamente del mito di Aretusa nelle sue "Metamorfosi". Narra Ovidio che Aretusa era una delle ninfe care alla dea Artemide, dea della caccia, meravigliosa fanciulla che non teneva in gran conto l'ammirazione che la sua bellezza suscitava, fiera solo della propria virtù e dell'abilità venatoria.

Un giorno, al ritorno da una battuta di caccia nella foresta di Stinfalo, nell'Ellade, stanca ed ansante, decise di bagnarsi nel corso di un limpido fiume, liberandosi della tunica, che appoggiò ad un vicino salice, e tuffandosi nuda nelle fresche acque. D'improvviso al centro del fiume si formò un gorgo minaccioso, per cui la ninfa saltò fuori dalle acque sulla riva opposta a quella sulla quale aveva lasciato la sua tunica. Dal gorgo emerse Alfeo, dio fluviale, eccitato dalla bellezza di Aretusa, la quale, presagendo le intenzioni del dio e volendo sfuggirgli, cominciò a correre per i campi, inseguita da Alfeo mutatosi in agreste cacciatore.

La fuga si protrasse, attraverso la Grecia, fino alle sponde della Sicilia, allorchè la ninfa, sentendo le sue forze venir meno, invocò la dea Artemide, sua protettrice, affinchè impedisse al dio fluviale di raggiungerla e possederla. La dea la trasformò in una fonte che, scorrendo sotterranea, scaturiva poi nell'isolotto di Ortigia, in modo da sfuggire all'attenzione di Alfeo. Costui però consapevole della metamorfosi, tornato in Grecia e ridiventato fiume, si gettò nel mare con esso mescolandosi, fino a raggiungere Siracusa, dove le sue acque poterono finalmente fondersi con quelle della fonte Aretusa. Ortigia non è una perla rara e solitaria, ma un gioiello tra i tanti nello scrigno prezioso che Zeus ha donato generosamente agli abitanti di questo territorio baciato dalla natura e dalla storia.


GRAZIELLA PEZZINO


pezzinoGRAZIELLA PEZZINO fa parte della giuria del premio "Artisti Costruttori di Pace".

Poetessa, autrice di numerose raccolte di poesie e pluripremiata in concorsi letterari a livello nazionale ed internazionale. (Nella foto anche il Dott. Raimondo Raimondi)

SALVATORE ZITO


Salvatore ZitoSALVATORE ZITO fa parte della giuria del premio "Artisti Costruttori di Pace".

Fondatore e responsabile di Fototeca Siracusana, uno spazio aperto dedicato sia alla fotografia d'epoca, maggiormente rivolto alla iconografia fotografica della Sicilia ed in particolare di Siracusa, sia alla fotografia di artisti contemporanei ospiti delle mostre in programma o in permanenza nella galleria espositiva.

Ambasciatrici ed ambasciatori di Pace


colombaIndichiamo come ambasciatrici ed ambasciatori di Pace tutte le persone interessate all'arte che intendono sostenere il premio “Artisti Costruttori di Pace” promuovendone le iniziative presso i propri amici e le eventuali associazioni culturali da loro frequentate.
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