htLa commozione a Palazzo Reale, “Vita? o Teatro? di Charlotte Salomon tp://www.okarte.it
Chiusura 25/06/2017
di Clara Bartolini
Per la prima volta in Italia, la mostra, dopo essere stata nei più importanti musei del mondo, da Parigi a New York, da Tel Aviv a Chicago, da Tokyo a San Francisco, oltre che in molte città tedesche, ci racconta con tempere, testi e musica la vita di Charlotte, berlinese, unica ebrea accettata alla scuola d'arte della sua città.
Piazza del Duomo, 12 Milano mappa
Inaugurazione 30/03/2017
Dal 30 marzo al 25 giugno, vi pregherei di non perdere questa mostra che avvolge e sorprende per la sua forza, per la sua disperazione, per la voglia di afferrare la vita in tutta la sua tragedia e per rappresentare la morte nell'inferno della Shoah. C'è grande poesia in questa tavolozza di colori primari, in questi dialoghi che invadono gli spazi, in queste figure astratte e reali nello stesso tempo, il dramma viene dopo, prima c'è la bravura di lavorare su più piani, la bravura di Charlotte.

Per la prima volta in Italia, la mostra, dopo essere stata nei più importanti musei del mondo, da Parigi a New York, da Tel Aviv a Chicago, da Tokyo a San Francisco, oltre che in molte città tedesche, ci racconta con tempere, testi e musica la vita di Charlotte, berlinese, unica ebrea accettata alla scuola d'arte della sua città, che scopre, dopo il suicidio della nonna, che anche la madre e la zia dalla quale prende il nome, si sono suicidate. Una storia tragica quella della sua famiglia, che si innesta nella più grande tragedia del momento storico nel quale vive e nel quale morirà, per mano dei nazisti ad Auschwitz. Non vorrei però, che si pensasse che la mostra ha valore soltanto in quanto testimonianza della tragica fine di una giovane ebrea, no assolutamente.

Le 1325 opere realizzate da Charlotte che intitola "Vita? o teatro?",(in mostra vi sono le 800 scelte dall'artista prima di morire) raccontano la sua vita. Iniziate dopo aver scoperto le tragedie di famiglia, comincia a dipingere per metabolizzarle, per capirle, per superarle, per vivere, per non farsi distruggere nell'anima, come è stato per le altre figure femminili. Le tempere di Charlotte, sono immagini toccanti davanti alle quali non si può restare indifferenti, e nello stesso tempo sono un canto, un racconto, una rappresentazione teatrale.

Molti libri sono stati scritti su quest'opera e la sua autrice, questa giovane donna piena di talento, travolta dal destino troppo presto, destino che non le ha impedito di lasciare un segno nella storia e nell'arte. L'opera è miracolosamente sopravvissuta alla sua morte, e inviata dal medico di Auschwitz alla dedicataria Ottilie Moore, che dopo la guerra la fece avere al padre, sopravvissuto fuggendo in Olanda. Da allora, quasi subito conferita al Jewish Historical Museum di Amsterdam, è conservata a cura della Fondazione Charlotte Salomon. A questo punto sorge naturale una domanda, come mai il padre è sopravvissuto e Charlotte no? Chissà, esistono tanti modi di porre fine alla propria vita e, forse, senza rendersene conto, Charlotte ha seguito il destino delle donne della sua famiglia, in un altro modo, un modo ancora più tragico.
La mostra è curata da Bruno Pedretti e prodotta dal Comune di Milano cultura, Palazzo Reale, Civita Mostre, in collaborazione con Jewish Historical Museum di Amsterdam.

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