Kuniyoshi, il visionario che amava i gatti Alla Permanente di via Turati, per la prima volta in Italia, le opere del grande artista giapponese
Alla Permanente di via Turati, per la prima volta in Italia, le opere del grande artista giapponese
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Chiusura 28/01/2018
di Ugo Perugini
Kuniyoshi, nato nel 1797, appare sulla scena artistica giapponese, dopo grandi maestri come Hokusai e Hiroshige, ma riesce a trovare spazio, grazie alla sua abilità tecnica e alla sua raffinata, misteriosa ed eccentrica fantasia. Il successo lo ottiene con le stampe di guerrieri ma non abbandona mai il classico filone dell’ukiyoe.
via Filippo Turati, 34 Milano mappa
Inaugurazione 04/10/2017
Kuniyoshi, nato nel 1797, appare sulla scena artistica giapponese, dopo grandi maestri come Hokusai e Hiroshige, ma riesce a trovare spazio, grazie alla sua abilità tecnica e alla sua raffinata, misteriosa ed eccentrica fantasia. Il successo lo ottiene con le stampe di guerrieri ma non abbandona mai il classico filone dell’ukiyoe.

Rispetto ad altri artisti, Kuniyoshi appare più aperto alle novità, agli influssi che gli arrivano da altri mondi. Lui, d’altronde, aveva studiato anche autori occidentali e il loro influsso in qualche nodo si sente. Chissà se conobbe anche i lavori dell’Arcimboldo? Una cosa è certa però: molte delle sue fantasiose, umoristiche e critiche ricostruzioni di personaggi (chiamate giga, caricature) lo avvicinano al pittore milanese, tanto da definirlo “l’Arcimboldo giapponese”. In realtà, Kuniyoshi, come dicevamo resta fedele al linguaggio artistico dell’ukiyoe.

Cos’è l’ukiyoe? Si tratta di un tipo di stampa su carta a mano effettuata attraverso matrici di legno che si sviluppa tra il XVII e il XIX secolo in Giappone attorno alla città di Edo, l’odierna Tokio. Per capire il fascino delle opere di questo periodo bisogna entrare nello spirito e nella filosofia che anima questo modo di fare arte.
C’è indubbiamente un input di stampo buddhista e shintoista che ispira gli artisti a oltrepassare il piacere provocato dai beni terreni , dalla vita di ogni giorno, sublimandoli in qualche modo, rendendoli eterei, delicati e impalpabili. Con il passare del tempo, però, questa tendenza perde l’intenzione originaria di nobilitazione e spiritualizzazione e nel descrivere, cogliere e apprezzare i piaceri più piccoli, effimeri, della vita di ogni giorno trova al contrario il suo senso più vero e autentico. Ed è così che si afferma il mondo fluttuante.

Un mondo situato in un delicato equilibrio tra realtà e fantasia irrorato dai contributi, anche complessi, della mitologia giapponese, che non si limita più a raccontare una visione oggettiva degli avvenimenti ma tende a renderli immaginifici, caricandoli di valori e simboli interiori.
A Kuniyoshi la Permanente di via Turati, 34, dedica una splendida mostra che si potrà visitare fino al 28 gennaio 2018. La Mostra prodotta da Mondo Mostre Skira è curata da Rossella Menegazzo, esperta e appassionata cultrice d’arte giapponese.

Ci sono ben 165 opere in esposizione, provenienti tutte da una collezione privata (Masao Takashimacollection). Lo stile di Kuniyoshi , nato nel 1797 e morto nel 1861, quando nasceva ufficialmente lo Stato italiano, incredibilmente, appare modernissimo, e ancora oggi continua a influenzare la cultura in Giappone ma anche nel resto del mondo in ambito pop, nel settore dei manga, dei film di animazione, ma anche del design, della grafica, del tatuaggio, ecc.
Qual è il segreto? L’eleganza, l’originalità, la capacità di lasciarsi andare alla fantasia, lo stile personalissimo e molto curato: consigliamo ai visitatori di soffermarsi su alcune stampe per ammirare da vicino i particolari riprodotti, spesso in dimensioni ridottissime, ma sempre con attenta e amorevole cura. Ecco, l’altro aspetto forse è che si intuisce l’amore, la passione di chi ha fatto questi lavori. Lavori di certosina precisione. Ma sempre di una assoluta levità (la definizione di fluttuanti si attaglia perfettamente), che li rendono godibilissimi.

Il percorso si suddivide in cinque sezioni tematiche: Beltà; Paesaggi; Eroi e guerrieri, con la sottosezione “Eroi suikoden” (i “briganti”, in realtà un gruppo di coraggiosi che si muovono a difesa del popolo stremato da ingiustizie e corruzione); Animali e parodie con giochi di parole onomatopeici consentiti dalla lingua giapponese, illusioni, scherzi, e Gatti. La grande passione di Kuniyoshi che ne aveva sempre una decina attorno a sé e per loro in casa aveva anche allestito un piccolo altare buddista per ricordare i felini defunti.
Ecco, allora, che nelle stanze della Mostra, le stampe ci fanno entrare in mondi incredibili, paesaggi particolari, donne splendide, attori kabuki, mostri e animali, gatti soprattutto. Ma tutto si può confondere, mescolare: figure umane si costruiscono, quasi al modo di Arcimboldo, con altre immagini, altri oggetti. Le proporzioni non rispettano la realtà e ci spiazzano: scheletri enormi, pesci giganteschi. C’è come un gusto barocco, esagerato, non tanto per stimolare lo stupore quanto per attivare la fantasia, il tutto con ampio dispiego di colori vivi, densi, pieni.

Occorre ricordare, anche, che il gusto per la ricostruzione attraverso gli animali - ancora gatti, ma anche passeri, ranocchie, volpi, ecc. - di situazioni umane è stato per Kuniyoshi un modo per sottrarsi alla censura che in un certo periodo colpì la produzione di stampe riguardante attori e bellezze femminili.
Una soluzione originale è stata quella di non inserire le stampe in intelaiature ma lasciarle a vista con i bordi della carta non sempre precisi perché trattasi di manufatti. Anche per i trittici cioè fogli in più sequenze di disegni (tre), fino agli esattici (cioè sei stampe), sono stati affiancati senza per forza ricercare che combaciassero.
Dalla Mostra è stato realizzato un bel volume da Mondo Mostre Skira, intitolato “Kuniyoshi. Il Visionario del Mondo Fluttuante”, a cura di Rossella Menegazzo, 216 pagine, 311 colori , cartonato, 42 euro.
L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni dalle 9,30 alle 19, 30 con un costo di ingresso di 13 euro (biglietto intero) , 11 euro (ridotto) fino al 28 gennaio 2018.

 
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