http://www.okarte.it
 di Marta Lock 
LCarlo Migliorini: autoironico sperimentatore dell'artea sperimentazione è sicuramente la parola d’ordine di questo artista che ha fatto dell’arte concettuale e informale la sua forma espressiva, laddove lo studio e la ricerca divengono di volta in volta fondamentali per interpretare il messaggio dell’opera attraverso cui spesso rende omaggio ai grandi artisti del passato, Klein, Manzoni, Malevic, che con la loro genialità artistica hanno lasciato un profondo segno nel panorama artistico mondiale.  - Chiusura 24/10/2016
via Cerano , Milano mappa
Inaugurazione 12/10/2016
 
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Inaugurazione 06/11/2015  - Chiusura 08/12/2015
Piazzale della Cooperazione 1, Milano mappaIn Nero - Simone Masetto Maghe - Luca Zangheri
Bi-personale "In Nero" di Simone Masetto Maghe e Luca Zangheri, velluti e sculture anti-classiche.
Opere che si rimandano e completano a vicenda, esposte per la prima volta in un corpus organico.
Leggi tutto: In Nero - Simone Masetto Maghe - Luca Zangheri

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ChMichael Rotondi: la parola alla naturaiusura 20/01/2017
di Marta Lock
E’ protagonista assoluta della più recente produzione di Rotondi la natura, rivisitata attraverso il filtro di un punto di vista assolutamente personale e singolare perché non ne emerge la connotazione classica degli Still Life così come si è abituati a concepirli, bensì in una chiave post moderna e anche un po’ dark.
via Marco d’Oggiono 10, Milano mappa
Inaugurazione 11/11/2016
Leggi tutto: Michael Rotondi: la parola alla natura

redatto da
Inaugurazione - Chiusura
Viale Col di Lana 8 20136 Milano galleria fotografica
PIERDOM
30 Gennaio 2013 - 22 Febbraio 2013

PIERDOM
Simon Roberts
A cura di Claudio Composti

Mercoledì 30 GENNAIO 2013
ore 18.30
in collaborazione con Centro PHOS (Chieri_TO)

mc2gallery
Viale Col di Lana 8 - 4° cortile
20136 Milano

tel/fax +39 02 87280910
E-mail: mc2gallery@gmail.com

Da martedì a venerdì
Sabato su appuntamento
Orari: 10-13 / 15-19

www.mc2gallery.it


PIERDOM
Dopo la serie We English, Simon Roberts sposta ancora una volta la sua attenzione
(antropologica) verso la cultura, tipicamente inglese, dei Pierdom (Pontili). Traccia così le
trame di un racconto per immagini dal forte sapore commemorativo, testimone di un
passato carico di glorie e momenti di svago che sembrano persi nella solitudine dei luoghi
ritratti, sparsi in tutta la Gran Bretagna.
Per lo più costruiti nel XIX sec. lungo la costa della Gran Bretagna,questi pilastri sono stati
originariamente costruiti come attracchi per battelli da diporto, ma progressivamente
divennero luoghi ideali per le esigenze di mare della borghesia vacanziera, escursionisti
della domenica che fuggivano la sporcizia e lo smog delle città industriali. Nel loro periodo
di massimo splendore, i Pierdoms includevano cafè, casinò, teatri e persino tram. Mentre
alcuni erano strutture modeste altri erano eleganti ed esotici, in classico stile vittoriano.
A cavallo del secolo scorso, esistevano quasi un centinaio di moli: oggi ne rimangono solo
la metà con un futuro incerto. Tutti hanno storie interessanti da raccontare, che coinvolge
momenti difficili, tragedie, come incendi o la pratica del 'taglio', durante la seconda guerra
mondiale, quando molti pontili delle coste est e sud furono in parte smantellati per evitare
che venissero utilizzati come attracco dai tedeschi. Seguendo le orme di Francis Frith, la
cui azienda ha fatto l'ultima grande indagine fotografica di queste strutture
pspecificamente britanniche nel 20esimo secolo, Roberts ha documentato i Pierdom
rimanenti, per lo più fuori stagione, usando il suo stile paesaggistico che in realtà diventa
una ricerca antropologica sulle usanze degli inglesi nel tempo libero, come già aveva
affrontato in We English: paesaggi topografici, dal sapore pittorico.
Una monografia del lavoro sarà pubblicato nel 2013.

PIERDOM
With Pierdom, Simon Roberts turns his camera to a specific architectural remnant that
bears witness to leisure of the past'not just in England, but around Britain. Mostly built in
the 19th Century along the coastline of Britain, these piers were originally constructed as
landing docks for pleasure steamers, but progressively catered to the needs of seaside
day-trippers, who were escaping the grime and smog of the cities. In their heyday, the
'pleasure piers' incorporated cafes, casinos, theaters and even tramways. While some
were modest structures others were elegant and exotic, thrusting out into the sea with
characterstic Victorian aplomb.
At the turn of the last century, almost a hundred piers existed: now only half remain and
several face an uncertain future. All have interesting tales to tell, usually involving fierce
weather, boat strikes, fires and the practice of 'sectioning' in the Second World War, when
many piers on the east and south coasts were partly dismantled to prevent them being
used as landing stages by the Germans. Following in the footsteps of Francis Frith, whose
company made the last major photographic survey of these peculiarly British structures in
the early 20th century, Roberts has been documenting the remaining piers, mostly out-ofseason,
using his signature landscape style and traditional 4 x 5' plate camera. The
photographs echo his work in We English: topographical landscapes, sometimes figurative
and with a minimal colour palette.
Over the next year Roberts will be photographing every surviving Pleasure Pier in the
country as identified by the National Pier Society.
A monograph of the work will be published in 2013.


Pierdom
2011 - ongoing
Series of 18 photographs
© Simon Roberts / mc2gallery, Milan

redatto da Veronica
Inaugurazione - Chiusura
piazza Tito Lucrezio Caro 1 Milano galleria fotografica
Fashion
Fashion

Un secolo di straordinarie fotografie di moda
dagli archivi Condé Nast



Mercoledì 16 gennaio 2013 alle 18.30 inaugura, presso la Fondazione Forma per la Fotografia, la mostra Fashion. Un secolo di straordinarie fotografie di moda dagli archivi Condé Nast.



'Dobbiamo fare di Vogue un Louvre'

Edward Steichen a Edna Woodman Chase, anni '20



Le parole di Edward Steichen alla prima caporedattrice di Vogue America sono il miglior riassunto per spiegare la rivoluzione impressa da Condé Nast e dal suo gruppo di lavoro non solo alla moda ma nella fotografia in generale, quando nel 1909 acquista la prestigiosa testata di Vogue. Da ora in poi, raccontare la moda in immagini non vorrà solo dire delicate illustrazioni ottocentesche ma impiegare e dare spazio ai grandi autori della fotografia internazionali e alle loro libere interpretazioni.

Edward Steichen è stato uno dei primi grandi autori a scattare per Vogue, ad accettare la sfida e a non curarsi di chi lo accusava di essersi svenduto per la moda.

Da quei primi intrepidi passi, tante cose sono cambiate e ora la fotografia di moda non deve più dimostrare il suo valore ma grazie al talento e alla tecnica dei suoi rappresentanti, oggi è un linguaggio artistico di formidabile forza ed influenza visiva.



La mostra organizzata dalla Fondazione Forma, a cura di Nathalie Herschdorfer, raccoglie una straordinaria selezione di immagini provenienti dagli archivi Condé Nast di New York, Parigi, Londra e Milano e rappresenta una occasione unica per raccontare, attraverso opere preziose e rare, la storia della fotografia di moda, dalle sue origini fino ai giorni d'oggi.



La fotografia di moda è come una pièce teatrale dove per costruire l'immagine, insieme al fotografo giocano ruoli importanti i redattori, le modelle, i truccatori, gli stylist. Perché la fotografia di moda, terreno per antonomasia di sperimentazione, trova comunque la sua piena realizzazione sulla carta stampata ed è questo legame indissolubile tra fotografi e redazione che ha dato vita alle collaborazioni più creative, provocatorie, capaci di interpretare e soprattutto anticipare lo stile.

Da Cecil Beaton fino a Guy Bourdin, Peter Lindbergh e molti altri: la grande creatività della fotografia ha trovato nelle pagine delle riviste Condé Nast il terreno fertile per dare corpo ai sogni e visioni alla moda.



In mostra oltre agli scatti dei padri come Cecil Beaton, Man Ray, Edward Steichen, Horst P. Horst, quelli di Helmut Newton, Mario Testino, Paolo Roversi, Peter Lindbergh, Tim Walker, Erwin Blumenfeld, David Bailey, Guy Bourdin, Sølve Sundsbø e tanti altri.



FOTOGRAFIE DI:

James Abbé, Miles Aldridge, Diane Arbus, Antony Armstrong-Jones (Lord Snowdon), Art Kane, David Bailey, Serge Balkin, André Barré, Michael Baumgarten, Cecil Beaton, Erwin Blumenfeld, Guy Bourdin, Henry Clarke, Clifford Coffin, Corinne Day, Baron Adolf De Meyer, Patrick Demarchelier, André Durst, Arthur Elgort, Hans Feurer, Toni Frissell, Arnold Genthe, Milton Greene, René Habermacher, Ben Hassett, Horst P. Horst, George Hoyningen-Huené, Mikael Jansson, Constantin Joffé, Bill King, William Klein, Barry Lategan, Peter Lindbergh, George Platt Lynes, Man Ray, Herbert Matter, Craig McDean, Frances McLaughlin-Gill, Raymond Meier, Gjon Mili, Lee Miller, Sarah Moon, Ugo Mulas, Nickolas Muray, Helmut Newton, Norman Parkinson, Irving Penn, Denis Piel, John Rawlings, Terry Richardson, Herb Ritts, Paolo Roversi, Franco Rubartelli, Richard Rutledge, Satoshi Saïkusa, Daniel Sannwald, Jerry Schatzberg, David Seidner, Charles Sheeler, Edward Steichen, Bert Stern, Sølve Sundsbø, Mario Testino, Michael Thompson, Eric Traoré, Deborah Turbeville, Inez Van Lamsweerde/Vinoodh Matadin, Willy Vanderperre, Tony Viramontes, Chris von Wangenheim, Tim Walker, Albert Watson, Ben Watts, Bruce Weber.





La mostra è accompagnata da un libro-catalogo edito da Contrasto con la prefazione di Todd Brandow, saggi di Nathalie Herschdorfer, Sylvie Lécailler, Olivier Saillard e un'intervista esclusiva con Franca Sozzani direttore di Vogue Italia.





La mostra è un progetto realizzato dalla (FEP), Foundation for the Exhibition of Photography, Minneapolis/Paris/Lausanne, in collaborazione con Forma.





La Fondazione Forma per la Fotografia, creata da Contrasto, si avvale per la comunicazione della collaborazione di Corriere della Sera e ATM che ospita FORMA all'interno dello storico deposito dei tram del quartiere Ticinese.

FORMA si avvale dell'importante partecipazione di BNL Gruppo Bnp Paribas e Coop.




Fondazione Forma per la Fotografia
Milano, Piazza Tito Lucrezio Caro, 1
www.formafoto.it





Fashion

Dal 17 gennaio al 7 aprile 2013

Tutti i giorni dalle 10 alle 20

Giovedì e Venerdì fino alle 22. Chiuso il Lunedì

Costo biglietto: 7.50 euro Ridotto 6 euro Scuole 4 euro

Per informazioni: 02 58118067





Ufficio Stampa Forma
Laura Bianconi
stampa@formafoto.it
lbianconi@formafoto.it
0258118067

3357854609

______________________
Laura Bianconi
UFFICIO STAMPA FORMA
piazza Tito Lucrezio Caro,1
20136 Milano
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