Le poesie in concorso di Paola Linda Pizzo

Paola Linda Pizzo, nata a Palazzolo Acreide, vive a Siracusa. Ha iniziato  a scrivere per esprimere le sue emozoni, per il bisogno di far respirare l'anima. Per condividere con gli altri ha partecipato a collettive di poesie

 


Insieme

Ti sento piccolo e palpitante

fragile creatura

ti dischiudi come fiore

t'innalzi come fiamma

dentro di me, puledro al galoppo

stilla di sorgente

clandestino amore

io vivo da te, con te, per te

sei tu che fai parte di me

all'improvviso



DESIO

Liberate il cuore

Esaltate lo spirito

Eternamente amate

Cupido ha colpito

Vi donerà ancora

Emozioni perdute

Estasi dimenticate

Nulla più vi negherete

Oramai l'anima è salva.

Tornerete invincibili

Naufraghi d'Amore


LIBERA

Incatenata vivo

anima intrappolata

cuore in gabbia

io vulcano innevato

ordigno inespolso

Libera amo questo amore

struggente e complicato

pienamente amo

negando il mio pensiero

fuggo dal peccato

Il mio lavoro è nutrito soprattutto dalle sensazioni oggettive e soggettive che il tempo e lo spazio mi regalano o di cui mi privano sotto il mio sguardo. La forma espressiva più naturale per me è il disegno. Successivamente ho acquisito competenze tecniche sartoriali per l'Alta Moda. Cucio e ricamo su tessuti, pelle, similpelle ed altri materiali tessili. La fotografia è un altro mezzo sperimentale e non professionale che uso molto. Il Leitmotiv del mio essere creativa è non dominare mai l'idea.

Leggi tutto: Rosaria Cavallaro

{fastsocialshare} Le poesie in concorso di Vincenzo Grillo


 

Vie d’Ortigia

Tortuose vie pulite che di rumori

assenti furo tornano adesso come d’incanto.

Sentieri noti ad occhi chiusi,

barche, azzurro di qua e di là:

quivi io vidi scorrere gli anni di meraviglie,

di speranze, di ansie e di timori.



 "I granchi del Talio"

Rapidi e scoscesi cumuli arginati

sopra pietre lisce e colorate.

Colle ombre del sole e delle aliche

oscillanti alla lenta risacca,

giocavano piccoli granchi.

Minuscoli alcuni, altri più grandi

ma tutti frettolosi.

Una impresa la cattura,

di più fattezze gli arnesi:

Il chiodo, la forchetta, lo "spito",

ma mai perfetto o crudele.

Di sicura attesa era la cattura

di alcuni  ancor vivi per gioire dopo

della frettolosa fuga,

talvolta legati ad un sottile filo

ma solo per poco

per rientrare nell 'acqua briosi.


 

 

 Le poesie in concorso di Maria Nanè

Maria Nanè
Spirito puro, sensibile, capace, davanti a un tramonto o al mare, di volare e desciverci le sue sensazioni...(Gesualdo Scirè)
Negli anni ottanta ha condotto dei programmi culturali su Radio Sicilia. Da molti anni partecipa a numerosi concorsi di poesia riscuotendo ottimi consensi di pubblico e critica. Vive a Cagliari .

Io e il mare

A piedi nudi cammino sulla battigia,

mi sento lambire dale onde,

mi sento viva, appagata

sono libera ev sola;

canto...canto lui, il mare.

La schiuma bianca delle onde,

il rosa dell'alba,

il viola del tramonto,

il sole che sparisce all'orizzonte.

A malincuore abbandono l'odore,

la brezza e ritorno alla realtà, al quotidiano



Per te mamma (1989)

Mi sveglio,

il sole s'è levato

mi reco in giardino

anche i fiori sembrano dire

come è bello vivere.

Tutto ciò che i miei occhi vedono

lo devo a te mamma,

dal tuo grembo sono venuta.

Con amore i primi passi hai guidato,

mano nella mano

mi hai condotto sulla strada della vita.

Oggi son donna e voglio dirti:

“Grazie mamma! Auguri mamma”.



Mistero (Umbria 1989)

Taci creatura!

Guarda i fiori che delicatamente s'aprono.

Le corolle intreciano ancora una volta

un dialogo che fra loro inizia.

Come libellule,

seguono una danza alla luce dell'alba.

La sua essenza profuma di mile il sentiero.

M'aggiro tra gli alberi,

intorno a me s'ode lo scrosciare dell'acqua,

il miracolo della misteriosa natura si rinnova.

(IV Premio Roma 1980)


 Le poesie in concorso di Umberto Farina.

Umberto Farina nato a Tripoli nel 1958 e residente a Siracusa lavora nella'area industriale. Nel tempo libero è un operatore di medicine alternative come shiatsu, reiki, riflessologia plantare e massaggio metamerico.

Due poesie ( la spremuta di caki e la mia scala), anche se in forma ermetica, rispecchiano fotogrammi di scelte di vita, esperienze negative, sofferenze e comportamenti giornalieri degli uomini. Molto interessante e' la similitudine tra gli anni e i gradini della scala che da piccoli sembrano che non passano mai, invece quando si e' di una certa eta', sono veloci. Nella poesia “le olive”,  breve e concisa, si nota che, alla richiesta di aiuto, gli amici sono sempre presenti, a volte piu' dei parenti.


La mia scala

Molti scelgono la chiocciola, la marinara, ripida, pericolosa, emozionante,

subito vicino alla meta molti scelgono l'ascensore, anziani, pigri, senza il senso dell'avventura, chiusi da quattro pareti si affidano alla tecnologia

molti scelgono quella larga, lussuosa sempre lucida e spazzolata, qualcuno calpestando i diritti altrui

molti scelgono quella polverosa piena d'insidie, cunicoli (malformazioni, malattie inguaribili),

alcuni, non riuscendo a scalarla, si gettano giu', altri, pur cadendo, risalgano imperterriti

io ho scelto una scala piccola ma sicura con due muretti ai lati sempre pronti a sorreggerla quando sta per sgretolarsi

all'inizio era, con tanti gradini alti, difficili da valicarli ma, anche a carponi, c'e' l'ho fatta

oggi, anche se sono pieni di fratture e screpolature, mi accorgo che sono bassi e veloci, ed ora, voltandomi indietro, rivedo tutto il bene che ho ricevuto.

Ringrazio ancora i muretti che sostengono la mia scala e anche se oggi ne rimane uno solo nel mio cuore sono sempre due



Le olive

Sono sul letto e aspetto la mattina con carta e penna e una frase che fa rima.

se tu mangiarle vorrai, con o senza guanti le tue mani userai se son troppe e ti stancherai,

con l'aiuto di pino le raccoglierai e se anche con pino le olive non cadranno chiama a loro che ce la faranno...


La spremuta di caki

Saro' breve: non e' neanche un rotolo.

Il neonato la fa nel pannolino, il bimbo la fa nel vasino, il papa' nel tazzone e il nonno nel pannolone. nei giardini, sui marciapiedi la troverai ma,se il piede tu metterai, urla, bestemmie griderai. Anche se sarai baciato dalla dea fortuna ci vorra' acqua, spazzola e un po di usura.

C'e' chi mangia bene , c'e' chi mangia male, c'e' chi la fa dura, c'e' chi la fa a Natale.

Sei a casa non hai problemi, sei da un amico, fai un gesto con un dito ma, se ti trovi fuori, meschino chi non si muove ma, cosi' fan tutti: il ricco nell'argento, il povero nel pavimento.

In tutto questo c'e' un nesso, che l'uomo non e' fesso, lo trasforma in letame per poter ancor mangiare mangio io, mangi tu e la torta non c'e' piu

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