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Big Ben. Curiosità e aneddoti sull’orologio più famoso al mondo

Torna l’appuntamento di antiquariato, modernariato, design e collezionismo vintage di Fiere di Parma. In agenda per domenica 13 ottobre l’ appuntamento con Mr. Chris Mckey, il più importante esperto  internazionale del Big Ben. Curiosità e aneddoti sull’orologio più famoso al mondo Secondo le indagini dei musei Tate di Londra, sono otto i secondi che il pubblico trascorre davanti ad una singola opera d’arte. Per visitare le due mostre collaterali in programma a Mercanteinfiera (5-13 ottobre), bisognerà fermarsi molto più a lungo. Per leggere le didascalie, ammirare più volte le singole opere indulgendo infine in un loop che sarà difficile da disinnescare. In scena, la genialità italiana.

Antiquariato, modernariato, design e veri conversation pieces del collezionismo vintage, tipici dell’appuntamento internazionale di Fiere di Parma, sono infatti affiancati nell’edizione autunnale dalla collaterale “In her Shoes. Due passi nella storia della calzatura”(Pad.4), un viaggio nella storia dell’accessorio più amato da fashion victim e non solo.

C’è il sandalo mule di Fendi del 2000. Forma squadrata e fluttuante, tacco sospeso in acciaio temprato che proietta l’estetica della calzatura in una nuova tridimensionaltà. La scarpa surrealista di Celine (2013) con le dita sagomate di Schiapparelliana memoria e il sandalo di Kenzo (2011), una “creatura” multicolor dalle forme ingombranti ideata dall’allora direttore artistico Antonio Marras. E ancora Pucci e altri celebri designer.

Con il Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi, Fiere di Parma apre così le porte ad un percorso femminile appassionante, che parte dalla calzatura delle nobili donne veneziane di fine XVII sec – la c.d scarpa con pattino – fino al sandalo ispirato a Blade Runner del britannico Nicholas Kirkwood, passando per Dior. Che ha dimostrato come fogli di plastica opalescente simil-madreperla, strass e fili d’argento siano elementi più che sufficienti per creare al piede di una donna una vera opera d’arte.

Il Museo di Stra nato nel 1995 da un’ intuizione di Luigino Rossi, imprenditore calzaturiero, raccoglie i modelli più rappresentativi (1350 in esposizione ma 18 mila in archivio) prodotti dal calzaturificio Rossimoda dove artigianalità ed estro, in oltre settant’anni di attività  in collaborazione con i brand più prestigiosi, hanno saputo dar forma alla creatività estetica di stilisti europei e americani.

Dal 2003 l’attività della manifattura e del Museo proseguono sotto l’egida del gruppo finanziario e del lusso LVMH.

La seconda collaterale è dedicata invece a quei creatori di sogni che sanno tradurre la magia di paesaggi, luoghi e persone in un linguaggio visivo a valenza universale, i fotografi.

Le spiagge di Massimo Vitali, l’occhio intimo-poetico di Luigi Ghirri, lo sguardo sul pianeta di Sottsass con i suoi disegni per i destini dell’uomo passando per Mimmo Jodice, Ugo Mulas, Cesare Monti e Nino Migliori. Nel complesso un assemblage di circa 20 fotografi che tiene assieme artisti come Gabriele Basilico (tra i più importanti documentaristi europei) con  Lino Nanni ed Elio Sorci. Due paparazzi, questi ultimi, che seppero far assaporare ai comuni mortali la vitalità strabordante degli anni della Dolce Vita e dei suoi personaggi impossibili.

E ancora, in mostra, gli scatti di altri italiani come Gian Paolo Barbieri, Olivo Barbieri, Elisabetta Catalano, Guglielmo Coluzzi, Mario Cresci,Franco Fontana, Marcello Geppetti, Mario Giacomelli, Gianfranco Gorgoni, Luca Greguoli, Roberto Masotti, Pierluigi Praturlon, Tazio Secchiaroli, e Massimo Vitali, solo per citarne alcuni.

Titolo della collaterale  “Collezione Bonanni Del Rio, la scelta italiana” (Pad.4) . Sessanta scatti per una ricognizione della fotografia tutta italiana proveniente dalla collezione privata di Lucia Bonanni e Mauro del Rio della Galleria d’arte BDC di Parma. Uno spazio culturale innovativo aperto alla sperimentazione dove tutto può succedere: mostre, incontri letterari ma anche concerti e dj set.

Restano però antiquariato, modernariato, design e collezionismo vintage gli indiscussi marchi di fabbrica di Mercanteinfiera: in 45 mila mq di superficie espositiva sfilerà tutta la storia dell’arte dal ‘600 all’ 800 fino ad arrivare a pezzi iconici di maestri del design come  Albini, Iosa Ghini e Fornasetti passando per David Webb o il poeta pubblicitario Armando Testa. Nell’arsenale seduttivo di Mercaneinfiera non mancano la moda vintage e l’orologeria antica e  brand iconici come Rolex, Audemars Piguet, Vacheron Constantin, Patek Phlippe, Hublot. Mille espositori e buyer  attesi da tutto il mondo.

Sarà invece il Big Ben, l’orologio più famoso a mondo, il protagonista del workshop organizzato a Mercanteinfiera il 13 ottobre dalle ore 11 alle ore 12 da AISOR – Associazione Italiana Studiosi di Orologeria. A raccontarne la storia, la ristrutturazione  e qualche segreto – lo sapevate che a regolare le oscillazioni ancora oggi è un penny collocato sul piattello dell’asta del pendolo? –  sarà Chris Mckey, il più importante esperto al mondo.

Per aiutare collezionisti e appassionati a proteggere opere d’arte come dipinti, bronzi argenti, il polo fieristico, per la prima volta metterà a disposizione del pubblico il servizio Fingerprint Authentication System. Nato dalla collaborazione tra il Centro Studi Archeometrici, Ars Mensurae e l’Università La Sapienza di Roma, il servizio propone un innovativo metodo di antifalsificazione basato su una vera a propria impronta digitale all’opera ottenuta grazie ai raggi X.

 

Sulla scia del successo della scorsa edizione sarà nuovamente presente lo spazio dedicato ad Antico Antico presso il Padiglione 4. Durante i weekend rimarranno attivi gli Esperti del Servizio Esperto Risponde (Pad.4).

New entry, IntOndo, www.intondo.com (Pad.4), il mercato virtuale dell’arredo vintage, che si presenterà al pubblico con i suoi 5000 prodotti a portata di click.

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