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Vicenza: Paul Gauguin. Tahitiani in una stanza

gauguinChiusura 08/03/2020
Il ciclo di iniziative espositive realizzate per festeggiare i vent’anni dall’apertura delle Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, si conclude con la presentazione, dal 30 novembre 2019 al 8 marzo 2020, dell’opera di Paul Gauguin Eiaha ohipa (Non fanno nulla. Tahitiani in una stanza), proveniente dal Museo Statale di Belle Arti Puškin di Mosca.
Contra’ Santa Corona, 25 Vicenza mappa
Inaugurazione 30/11/2019
Il ciclo di iniziative espositive realizzate per festeggiare i vent’anni dall’apertura delle Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, si conclude con la presentazione, dal 30 novembre 2019 al 8 marzo 2020, dell’opera di Paul Gauguin Eiaha ohipa (Non fanno nulla. Tahitiani in una stanza), proveniente dal Museo Statale di Belle Arti Puškin di Mosca.

L’arrivo del capolavoro di Gauguin da Mosca segna l’undicesima edizione della rassegna L’Ospite illustre che propone, presso le Gallerie d’Italia a Vicenza, Milano e Napoli e al 36° piano del grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, un’opera di rilievo in prestito temporaneo da prestigiosi musei italiani e stranieri.

L’opera è stata eseguita da Gauguin nel 1896, quando, rientrato da poco dalla Francia a Tahiti, si trova a fronteggiare uno stato di indigenza economica, gravi problemi di salute, e un conseguente sconforto psichico.
Il titolo usuale, Tahitiani in una stanza, non restituisce il senso dell’iscrizione Eiaha ohipa in lingua maori che compare nel dipinto e che allude piuttosto all’indolenza o libertà dal lavoro delle due figure ritratte. La coppia incarna la condizione utopica di un armonico stato di natura, di una libertà di essere e agire secondo le proprie inclinazioni. Sullo sfondo si staglia la figurina di un osservatore, sostanzialmente estraneo alla scena: è presumibile che si tratti dell’artista stesso, preceduto, sulla soglia della stanza, dal suo cane, una comparsa ricorrente di tanti altri dipinti di quegli anni.

Nel 1891 Gauguin era salpato per la prima volta per la Polinesia, da una parte attratto dall’alterità di scenari esotici, dall’altro, interessato a rigenerare i linguaggi pittorici tradizionali grazie al contatto con una cultura ritenuta 'primitiva’, vergine e autentica. Il pressoché unanime rigetto incontrato a Parigi dalle opere eseguite nel primo soggiorno, fra 1891 e 1893, lo induce ora a un distacco radicale dalla madrepatria. Tahiti acquisisce definitivamente una dimensione immaginaria, si configura come l’altrove di un paradiso immune dalle costrizioni della civiltà occidentale, con le sue logiche di falso progresso, dominio e sfruttamento.

L’esposizione dell’opera è accompagnata da un ricco programma di attività collaterali con itinerari didattici gratuiti per le scuole, passeggiate d’arte multisensoriali, atelier per bambini, laboratori di floral design, un appuntamento con arte e cinema e molte iniziative volte a immergere il visitatore in un viaggio fra colori, profumi e sapori della Polinesia.
Il catalogo della mostra, di Edizioni Gallerie d’Italia | Skira, contiene saggi di Maria Grazia Messina e Alexey Petukhov.

foto: © Museo Statale di Belle Arti Puškin, Mosca | Paul Gauguin, Eiaha ohipa (Non fanno nulla. Tahitiani in una stanza), 1896, olio su tela, 65х75 cm.
 
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