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Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Una grande mostra a Verona

Chiusura 05/04/2020
di Margherita Pavoni
I capolavori esposti nella mostra dal titolo "Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori  dalla fondazione  Maeght”che si tiene a Verona danno sfoggio di sé al Palazzo della Gran Guardia fino al 20 Aprile. L'esposizione, curata da Marco Goldin è organizzata dal comune di Verona, Linea d'ombra con il contributo della Fondazione Maeghte e l'apporto fondamentale del Gruppo Baccini.">di Margherita Pavoni
I capolavori esposti nella mostra dal titolo "Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori  dalla fondazione  Maeght”che si tiene a Verona danno sfoggio di sé al Palazzo della Gran Guardia fino al 20 Aprile. L'esposizione, curata da Marco Goldin è organizzata dal comune di Verona, Linea d'ombra con il contributo della Fondazione Maeghte e l'apporto fondamentale del Gruppo Baccini.
piazza Bra, 1 Verona mappa
Inaugurazione 16/11/2019
I capolavori esposti nella mostra dal titolo "Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori  dalla fondazione  Maeght”che si tiene a Verona danno sfoggio di sé al Palazzo della Gran Guardia fino al 20 Aprile. 
L'esposizione, curata da Marco Goldin è organizzata dal comune di Verona, Linea d'ombra con il contributo della Fondazione Maeghte e l'apporto fondamentale del Gruppo Baccini.

Al centro dell'evento si sviluppano le fasi di un personaggio unico come Giacometti,
unico nei suoi disegni più infantili fra i quali spicca quasi sempre la testa dell'amato fratello Diego. Unico, perché volle essere ritratto così com'era in fase di malattia e ancora non dormiva e non beveva nemmeno una tazza di caffè: "il lavoro prima di tutto perché contatto primo con la vita e la storia", sono le parole dell'artista.
Unico, quando si spinse a dire che in ambito scultoreo eravamo molto più autentici e molto più vicini a certi feticci che provenivano dall'Africa e dall'Asia, rispetto ad un Donatello.
Unico, perché ebbe la sfrontatezza di cambiare completamente stile, prendendosi un modello e chiudendosi per giorni in studio perchè voleva copiare per ricominciare.

Infine, a complementare il tutto,  possiamo dire che il mistero più  grande per Giacometti è l'insensatezza e l'inevitabilità della morte. Qui il volto si stacca quasi dal corpo per assumere una sorta di evidenza universale.
Non può essere, quindi, l'aspetto fotografico a riprodurre perché nel volto occorre riconoscere l'idea della profondità. Inoltre, c'è il caleidoscopico '900 di quel periodo che ha, peraltro, un forte gusto di comunione dato dalle amicizie strette un po' in ogni direzione.

Il progetto di Marco Goldin si spinge da Chagall a Kandinsky includendo Matisse, Braque ed un'altra ventina d'opere celebri, (più di una settantina appartengono a Giacometti).
Presupponendo Parigi come centro, abbiamo: Chagall che pur venendo coinvolto dalle avanguardie, rimase sempre ai margini di questi movimenti compresi ebraismo e fauvismo, comunicando reale felicità e ottimismo grazie alla scelta dei colori brillanti.
Kandinskij che ci cattura e sbalordisce con una quantità di forme e sfumature a dir poco impressionanti. Matisse che toccò le regole dell'astrattismo avvicinandovisi soprattutto  con la tecnica del collage su carta.
E Braque che è l'eroe degli intrecci dove forme e colori si confondono fra loro apparentemente non completandosi mai del tutto. 

Tutto ciò  è  reso possibile anche grazie all'intervento della prima galleria,  poi
Fondazione, fondata da Ahimé e Mauguerite Maheg. Non è più l'intervento
monografico, ma come citato da vari articoli,  manifestazione corale degli intrecci 
anche relazionali. In questo senso è giusto dire che la mostra evidenzia anche occasioni d'approfondimento sul '900.

È, in conclusione, importantissimo,  secondo me, sottolineare - come dice Elisa Vaccini, presidente del gruppo - che non è a caso che hanno scelto di prendersi un impegno di grande rilevanza. In un mondo in cui si coglie e si consuma frettolosamente, questi progetti richiedono  tempo per essere compresi. Da vedere.
 
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