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Passeggiando per l'Olimpo

pavoni
Chiusura 20/04/2020
di Margherita Pavoni.
La mostra “Ai piedi degli dei", curata da Lorenzo  Camin, Caterina Chiarelli e Fabrizio Paolucci è in corso al Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti dal 17 dicembre fino al 20 aprile 2020. La calzatura è da sempre stata emblema di personalità, classe sociale, stili e persino di elementi caratteriali di chi la indossa.">di Margherita Pavoni
La mostra “Ai piedi degli dei", curata da Lorenzo  Camin, Caterina Chiarelli e Fabrizio Paolucci è in corso al Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti dal 17 dicembre fino al 20 aprile 2020. La calzatura è da sempre stata emblema di personalità, classe sociale, stili e persino di elementi caratteriali di chi la indossa.
Piazzale degli Uffizi, 6 Firenze mappa
Inaugurazione 17/12/2019
La mostra “Ai piedi degli dei", curata da Lorenzo  Camin, Caterina Chiarelli e Fabrizio Paolucci è in corso al Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti dal 17 dicembre fino al 20 aprile 2020.
La calzatura è da sempre stata emblema di personalità, classe sociale, stili e persino
di elementi caratteriali di chi la indossa. Ed è  per questo motivo che proprio Palazzo Pitti è  centro di un'esposizione in cui sono esposte dalle famosissime caligae e raffinati calzari dell'aristocrazia romana, a modelli realizzati da testimonial del più recente fashion internazionale come Emilio Pucci, Salvatore Ferragamo e Yves Saint Laurent, passando attraverso, poi, la ricca varietà delle calzature indossate per esempio dai protagonisti dei kolossal. (In sintesi, comunque, ci si concentra dal V sec.a.c. al IVsec d.c.)

Vere e proprie protagoniste sono le oltre 80 opere.

Il direttore Eike Schmidt dice che per fare emergere un oggetto quotidiano -  
anche d'arte - come la scarpa, si è  voluto allargare il tema di questa mostra 
a due espressioni intimamente legate fra loro: il cinema e la moda.
Per ciò che riguarda il primo ambito, sono state recuperate pellicole di film come "Cleopatra" con tutti i suoi echi e l'ispirazione di stilisti come Ferragamo,  Pucci, Saint Laurent che hanno davvero saputo attraversare la storia. 
Fabrizio Paolucci, curatore, aggiunge in ultimo una citazione platonica per cui la scarpa
non era solo un accessorio ma un manufatto che richiedeva abilità nel realizzarlo.
Inoltre, non esitava a definire l'arte del calzolaio come una vera e propria scienza. 

Alcuni cenni storici vanno senz'altro dedicati a questo punto alla storia calzaturiera.
Infatti, nel mondo classico le distinzioni apparivano, oltre che estetiche,  funzionali.
Le caligae chiodate erano, per esempio, palesemente indice di appartenenza all'esercito, mentre i calcei simili a bassi stivaletti, colorati se femminili, davano quel respiro patrizio alla figura.
Addirittura si dice che le cortigiane indossassero sandali per cui l'impronta dei chiodini risultava essere "seguimi". La scarpa rappresentava tanto sin da allora, tanto da avere un'antenata di Cenerentola (autori: Erodoto prima e poi Strabone).

Eike Schmidt ci stimola, a conclusione, a vedere una motivazione per nulla scontata del perché l'uomo sia diverso dall'animale. Sganciandoci dalle diverse questioni teoretiche in cui potremmo a tal riguardo addentrarci, vi è l'incontestabilità di una primaria risposta che si impone sulle altre, e cioè la posizione eretta dell'ominide. Unico animale in grado di camminare per lunghi tratti a tronco e ginocchia estese. Questo, forse più di tutto ci fa capire quanto implicitamente il piede (il perno) ed il "suo vestito" debbano affascinare la storia dell'essere umano.
Purtroppo a tal proposito sono state fatte ancora poche esposizioni, ma speriamo di nutrire il filone con questa stupenda mostra.

 
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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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