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ULTRABANDIERE Progetto di opere meticce

Istituzione Bologna Musei | MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna ULTRABANDIERE
Progetto di opere meticce A cura di Guerrilla Spam e Mattia Branca in collaborazione con CHEAP Street Poster Art
20 febbraio - 15 marzo 2020 MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna | Foyer
via Don Minzoni 14, Bologna 
Opening e talk: giovedì 20 febbraio 2020 h 18.00

Il  MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna ospita dal 20 febbraio al 15 marzo 2020 il progetto ULTRABANDIERE  con un'installazione visibile nel foyer del museo, in via Don Minzoni 14.
Il progetto  nasce nel novembre 2017 a Torino all’interno dello Spazio Popolare Neruda, un’occupazione abitativa atipica, nella quale convivono circa 150 persone, con molti nuclei familiari e un’alta presenza di bambini.

Insieme agli abitanti sono state immaginate, disegnate e poi cucite quattordici bandiere in stoffa che raccontano storie, pensieri, sogni e ricordi dei loro autori. Questi manufatti non sono più “solo” bandiere, ma “ultra”-bandiere. Si trasformano in altro, stratificando significati: sono arazzi, tappeti, lenzuola o tovaglie... Non più vessilli identitari ma narrazioni aperte, che ognuno può leggere e interpretare a suo modo.
ULTRABANDIERE, a cura di Guerrilla Spam e Mattia Branca in collaborazione con CHEAP Street Poster Art, viene inaugurato domani 20 febbraio 2020 alle h 18.00 con un talk aperto al pubblico. Partecipano Fabiola Naldi (docente e storica dell'arte), Guerrilla Spam e Mattia Branca (curatori del progetto), Flavia Tommasini (CHEAP), Siaka Dibba, autore di una bandiera e abitante dello Spazio Popolare Neruda. Introduce Lorenzo Balbi (direttore artistico MAMbo).

Lo sviluppo e la realizzazione delle Ultrabandiere visibili al MAMbo -  ideate da: Adam, Amadou, Aya, Choice, Crystabel, Daniel, Egua, Fatima, Ilyas, Mattia, Maria, Max & Manu, Praise, Sharif, Siaka, Sidi e Spam e cucite da Masrè e Fatima - si è articolato in diverse fasi:

FASE 1
CONOSCERE
Sopralluogo, incontro con gli abitanti (2017)
La volontà di realizzare un progetto “sulle bandiere”, presente fin da subito, è stata inizialmente accantonata, preferendo conoscere il posto in modo graduale. Si è partiti con la realizzazione di un grande murales nella scala comune del Neruda, cercando di mescolare immagini e iconografie di svariate culture in un unico “bestiario” meticcio. Iniziando dai bambini, gli abitanti hanno preso familiarità con i nuovi disegni sulle pareti e con la presenza dei loro autori.
FASE 2
IMMAGINARE
Pensare e disegnare i bozzetti (2018)
Nel corso della primavera e dell’estate i bambini e alcune famiglie hanno iniziato a disegnare i bozzetti delle loro bandiere personali. Sono bandiere che rappresentano storie, vicende, passioni e pensieri; sono narrazioni per immagini alcune volte veritiere, altre immaginate o sperate che raccontano ognuna un “qualcosa” del suo creatore attraverso segni e colori.
Il processo di realizzazione è iniziato con lunghe chiacchierate (soprattutto con gli adulti) e momenti di disegno libero (con i bambini), con la scelta dei colori e dei soggetti da inserire e con la trasposizione grafica finale insieme agli artisti.
FASE 3
RENDERE VISIBILE
Cucire le bandiere (2018-2019)
Una volta raccolti i bozzetti su carta è iniziata la raccolta di vestiti e lenzuola usate, presenti al Neruda, e all’acquisto di alcune stoffe al mercato di Porta Palazzo. In seguito si è passati a comporre le bandiere e a cucirle grazie all’aiuto di Fatima e Masrè, entrambi conoscitori dell’arte del cucire e abitanti o frequentatori del Neruda.
FASE 4
CONCLUSIONE
Una festa, una mostra, un libro (2019)
Il progetto si è concluso in primavera (maggio 2019) con l’installazione delle bandiere all’interno del luogo in cui sono state create, lo Spazio Popolare Neruda. L’allestimento ha preso spunto dalle feste in cui le bandiere Asafo vengono esposte per le strade in Ghana, proponendo un'installazione densa e stratificata di colori e narrazioni.

A seguire l’installazione è uscita dal suo contesto naturale per essere esposta in musei e fondazioni di arte contemporanea per creare un ponte tra ambiti, persone e narrazioni differenti. Insieme alle bandiere, nei contesti museali, il racconto degli abitanti dell’occupazione abitativa accompagna l’installazione concependo queste stoffe colorate come il supporto per una narrazione principalmente orale.

Il futuro delle “ultrabandiere” non è fissato o programmato: continueranno ad agire nello spazio in modi nuovi e differenti parallelamente alla volontà dei suoi autori o alle eventualità del caso come “opere vive”, non ancora concluse, e in continuo mutamento.

GUERRILLA SPAM (1990)
Nasce nel novembre 2010 a Firenze come spontanea azione non autorizzata di attacchinaggio negli spazi urbani, senza un nome e un intento definito. Oggi alterna la pratica di affissione non autorizzata agli interventi di muralismo pubblico in Italia e all’estero. Lavora quotidianamente nelle scuole, comunità minorili, centri di accoglienza e carceri; i progetti didattici si concentrano sul tema delle migrazioni e sull’incontro “dell’altro”, attraverso laboratori meticci con italiani e stranieri volti a conoscere differenti culture. Ha esposto in Italia in musei archeologici nazionali e musei d'arte contemporanea e hanno parlato di Guerrilla Spam giornali nazionali come “La Repubblica”, “La Stampa”, “Il Corriere della Sera” e internazionali come “The Economist”.
http://guerrillaspam.blogspot.com/

MATTIA BRANCA (1992)
Laureato in management dell’informazione e comunicazione, studia antropologia a Torino e dal 2015 collabora attivamente al progetto di occupazione abitativa Spazio popolare Neruda. Si interessa da sempre di arte nelle sue varie forme e viaggi in Europa, Africa, medio oriente e Asia. Ha pubblicato online su “i.ovo” e “Infoaut”.

ULTRABANDIERE è visibile al pubblico gratuitamente nei giorni e orari di apertura del MAMbo: martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica e festivi h 10.00 - 18.30; giovedì h 10.00 - 22.00; chiuso il lunedì.

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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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