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San Francesco di Paola a Milano: il Barocco nel quadrilatero della moda

di Stefano Pariani
Una via trafficata a due passi da Piazza della Scala e cuore del quadrilatero della moda. Siamo in via Manzoni a Milano e nel fervore del viavai quotidiano, tra turisti e amanti dello shopping firmato, spesso non ci si accorge di passare davanti ad una chiesa barocca dalla solenne facciata.
Via Manzoni, 30 Milano mappa
Una via trafficata a due passi da Piazza della Scala e cuore del quadrilatero della moda. Siamo in via Manzoni a Milano e nel fervore del viavai quotidiano, tra turisti e amanti dello shopping firmato, spesso non ci si accorge di passare davanti ad una chiesa barocca dalla solenne facciata. Proprio di fronte ad essa ci sono gli spazi moderni e chic di un celebre marchio della moda italiana, quasi a strapparle la scena, ma un occhio attento e curioso non può passare oltre senza soffermarsi sulla chiesa di San Francesco di Paola ed entrare per una visita.

La chiesa venne edificata tra il 1728 e il 1735 sul luogo della scomparsa chiesa di Sant'Anastasia dall'architetto Marco Antonio Bianchi in stile tardo barocco e rococò. All'interno si apre uno spazio ampio dalle forme sinuose e ricco di stucchi dorati, dotato di senso di equilibrio e di armonia, nella più tipica tradizione lombarda. Non siamo, insomma, di fronte al Barocco spettacolare e scenografico di certi edifici religiosi. La navata unica si articola in spazi concavi e convessi; le pareti sono scandite da grandi lesene corinzie con capitelli dorati e due cappelle per lato. La profonda abside ospita un ricco altare maggiore in marmi policromi (1749-1753) e gli stalli del coro ligneo.

In questo spazio rarefatto e “leggero”, accentuato dalla luce soffusa che filtra dalle finestre poste in alto, ciò che più colpisce sono gli ariosi affreschi delle volte della sacrestia e della navata. La volta della sacrestia venne affrescata con l'”Ascensione di Cristo” (1756-57) da Pier Francesco Guala, importante pittore di Casale Monferrato, che in quegli anni era teatro di una vivace scena artistica barocca. Fu tra le sue ultime opere, perché Guala morì a Milano nel 1757. Circoscritto da una sottile cornice dorata in cui s'inseriscono ricami a stucco di gusto rococò, che non sarebbero sfigurati affatto anche nella decorazione di qualche villa o palazzo nobiliare, l'affresco è caratterizzato da colori luminosi e delicati, che ricordano la tavolozza di Tiepolo, ed ha una forte veduta scorciata. Mentre Maria e gli Apostoli assistono alla scena coi volti all'insù, Dio Padre attende il Figlio in un tripudio di deliziosi angioletti svolazzanti tra vaporose nubi che si aprono alla luce.

Di qualche anno più tarda la “Gloria di San Francesco da Paola” sulla volta della navata della chiesa: venne affrescata da Carlo Maria Giudici, pittore e scultore (lavorò molto anche alla statuaria del Duomo) attivo nella seconda metà del Settecento. Nella cornice quadrilobata si ritrova la veduta di scorcio da sotto insù con il Santo avvolto nel saio accolto in un luminoso cielo. Sebbene l'affresco sia ancora inseribile nel gusto tardobarocco tiepolesco, la personalità del Giudici rappresentò per l'arte lombarda il passaggio dal Barocco al gusto neoclassico e fu, non a caso, maestro di Andrea Appiani.

In una Milano dove non si contano in realtà molte chiese barocche, quella di San Francesco di Paola è un'occasione per scoprire una delle molteplici risorse cittadine (del tutto gratuite) in fatto d'arte, talvolta così sotto i nostri occhi che non ci facciamo neanche caso.


 
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