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Intervista alla pittrice di Spoleto Arte Nevèl

Nevèl è una pittrice di Mondovì (CN), parte della rosa di artisti di Spoleto Arte, che recentemente è stata al centro di un servizio del Tgcom24 per il format Arte in quarantena. Colpiti dalla sua solarità e simpatia, abbiamo voluto conoscerla meglio.

D: Qualche settimana fa il TGcom24 ha trasmesso un servizio a lei dedicato sulla rubrica creata da Paolo Liguori per l’arte. Come si sente e cosa ne pensa di quest’iniziativa?

 

R: Anche in questi giorni difficili, la possibilità di esprimermi nella pittura è per me il miglior ansiolitico. Battuta a parte, proprio in questi momenti è importante condividere i valori più importanti e positivi che esprimono la nostra umanità. L’arte è luce, sogno: possiamo spiccare in volo anche se chiusi in una stanza. È conforto e medicina dell’anima e dei sensi.

Benvenute dunque le programmazioni che la promuovono. Per questo vorrei poter ringraziare anche il nostro carissimo dottor Salvo Nugnes.

D: Quand’è cominciata la sua attrazione per il mondo dell’arte e come vi si è approcciata?

R: Fin da giovane sentivo in me una passione e una forza che riuscivo e potevo esprimere solo disegnando.  Circa 25 anni fa, durante una festa a casa mia, uno degli invitati, guardando i fogli disegnati che avevo l’abitudine di appendere alle pareti, mi disse: «Signora, vedo che sa fare dei disegni bellissimi, le consiglio vivamente di iscriversi ad un corso di pittura». E da lì ho iniziato.

Nevèl al Premio Frida Kahlo

D: Nelle sue opere troviamo una simbologia ricorrente… vuole illustrarcela in breve?

R: Dopo anni di ricerca e studio ho trovato un mio “stile”, la mia essenza, la mia forza di procedere nella vita impegnandomi al massimo delle mie possibilità: prende forma nel sole la luce e la forza vitale, trasmettendo sensazioni positive. Nella parte inferiore mi ispiro ai sogni: esprimo forma e materia.

D: Dai suoi lavori si denota una spiccata vivacità cromatica. Cosa l’ha portata a scegliere questo tipo di espressività spesso definita “solare”?

R: Essere solare è nella mia natura anche quando intorno a me ci sono situazioni ombrose...

D: Anche la tecnica mista diviene parte integrante se non rifinitura stessa dell’opera. Piume, grappoli d’uva, maschere, farfalle… immagino che ogni oggetto abbia un suo perché, ma viene spontaneo chiedersi: alludono tutti all’interiorità?

R: Soprattutto all'interiorità. Ho perso mio padre quando ero piccola. Forse questa ipersensibilità che mi porto dentro nasce proprio da quella mancanza di presenza e di contatto di cui ho sofferto. Sono spinta sempre a trasformarla in sole, in luce, e a mettere in primo piano sempre un valore positivo.

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti artistiche che apprezza in particolar modo?

R: Adoro De Chirico, anche perché per creare le sue opere prendeva ispirazione dai suoi sogni. In suo onore ho chiamato Giorgio il mio terzo figlio e Giorgio era anche il nome di mio padre. 

D: Sognando un po’ un futuro più sereno: che cosa si augura?

R: Per un futuro più sereno: più arte per tutti!

Sono convinta che, nonostante i molti ostacoli, la strada verso un futuro migliore, con più valori di armonia e di libertà, è già tracciata. Ci sono tutte le forze giuste, comprese quelle spirituali. Sono credente e prego, prego per la salute del mio compagno di viaggio in questa vita, Matteo, dei miei figli Enrico, Davide, Giorgio ed Elisa, tutti per me sostegno e anche fonte di ispirazione. 

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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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