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Studio d'Arte Cannaviello - Personale di Giosetta Fioroni

Personale di Giosetta Fioroni. La mostra si svolgerà in due tempi: una prima parte, infatti, sarà inaugurata il 25 febbraio nella nostra sede di Piazzetta Bossi 4 - Milano e sarà dedicata al lavoro storico dell'artista; la seconda e ultima parte, invece, si svolgerà a settembre nella nuova sede della galleria (seguirà nei prossimi mesi un comunicato ufficiale) e sarà realizzata con dei lavori concepiti appositamente.
Dal 25 febbraio al 30 aprile 2021
Inaugurazione giovedì 25 febbraio, ore 18.00

E’ il 1969 quando nella galleria “Oggetto:”, poco dopo nominata “Studio d’arte Cannaviello”, nella
prima collettiva inaugurale viene inclusa una giovane artista emergente, Giosetta Fioroni. Qualche
anno più tardi, nel 1972, la galleria le dedicherà la famosa personale “A nove anni”. Oggi, lo Studio
d’arte Cannaviello ha deciso di celebrare l’artista romana con due mostre che si susseguiranno: il 25
febbraio 2021, la prima, dedicata agli anni ’60 e ’70, quello stesso periodo in cui Fioroni ha esposto
per la prima volta con la galleria; la seconda, a settembre 2021, all’inaugurazione del nuovo anno
artistico e della nuova sede espositiva. In questo modo la galleria concluderà il proprio percorso
nella sede di Piazzetta Bossi e ne inizierà un altro, in un’altra location, con un’artista legata al suo
passato e di nuovo al suo presente.
In questa prima mostra saranno esposte più di 20 opere, tra carte e tele di medie dimensioni,
realizzate all’inizio della carriera di Giosetta Fioroni. Si tratta, infatti, della produzione che
Goffredo Parise, compagno di vita dell’artista, definì “Argenti: diapositive di sentimenti”. In queste
opere, dove l’unico colore presente è lo smalto di alluminio che si accosta a segni di matita, la
rappresentazione è frammentata, interrotta: figure, spesso femminili, fra cui le stelle del cinema, si
alternano a momenti di gioco di bambini e a riferimenti alla storia dell’arte. I soggetti sono isolati
nello spazio bianco della carta o della tela e sovente ricordano quasi ombre argentate, colte
nell’istante di una diapositiva. E’ con questo lavoro, ora riassunto da questa prima mostra, che sul
finire degli anni ’60, l’artista, da poco rientrata a Roma dopo un lungo soggiorno a Parigi, è stata
inserita, insieme a Schifano, Angeli, Festa, all’interno della “Scuola di Piazza del Popolo”, definita
come una risposta italiana alla Pop Art americana.

 

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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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