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Annunciati i vincitori del Premio italiano di Architettura e del Premio T Young Claudio De Albertis

Annunciati i vincitori della seconda edizione del Premio italiano di Architettura:

Maria Giuseppina Grasso Cannizzo riceve il Premio per il miglior edificio, Simona Della Rocca (BDR bureau) il Premio T Young Claudio De Albertis,
Paolo Portoghesi il Premio alla carriera.
I progetti dei vincitori e dei finalisti sono esposti in Triennale fino al 22 agosto.


Giovedì 24 giugno, si è svolta in Triennale Milano la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio italiano di Architettura – promosso da Triennale e da MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo con il sostegno del Ministero della Cultura – e l’assegnazione del Premio T Young Claudio De Albertis, organizzato dal Comitato Premio Claudio De Albertis e rivolto ai giovani architetti italiani.
 


Nel corso della premiazione sono intervenuti: Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano; Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI; Lorenza Baroncelli, Direttore artistico di Triennale Milano; Carla De Albertis, Presidente del Comitato Premio Claudio De Albertis; Simone Gobbo, Vincitore del Premio T Young 2018; Bruno Dapei, Direttore del Comitato Premio Claudio De Albertis.

Il Premio per il miglior edificio realizzato negli ultimi 3 anni è stato assegnato a Maria Giuseppina Grasso Cannizzo per il progetto LCM 2018 / CASA-ASILO (Mazzarone, Catania, 2018) che ha trasformato un asilo in una abitazione a Mazzarone. La giuria riconosce “un valore di esemplarità civica e professionale per la capacità di intuire le qualità di un edificio anonimo simile alle tante porzioni di edilizia diffusa nel territorio italiano, reinterpretandole in una sapiente orchestrazione di interventi, puntuali, discreti, non appariscenti. Un progetto che restituisce alla vita della comunità un senso del tempo e di pluralità. Un lavoro che invita a riflettere sulla responsabilità dell’atto del costruire nella realtà di ogni giorno”.
La menzione d’onore è stata conferita a Onsitestudio per il centro sportivo Mapei Football Center, (Sassuolo, Modena, 2019). La giuria ha evidenziato come “il nuovo Mapei Football Center, edificio agrimensore, snello e preciso a bordo dei campi da gioco, metta in luce il ruolo culturale dell’atto di insediamento in un contesto antropico, raccogliendo una tradizione di misura del territorio agricolo che reinterpreta alla luce di un decoro moderno cui attribuisce il bisogno di una comunità di festeggiare e rappresentarsi”.
 
Simona Della Rocca (cofondatrice di BDR bureau con Alberto Bottero) è la vincitrice del Premio T Young Claudio De Albertis per il progetto della Scuola Enrico Fermi (Torino, 2019) e riceve il premio del Comitato di 12.000 euro da utilizzare per progetti/formazione. Il progetto è stato selezionato dalla giuria “per la capacità di integrare positivamente le nuove istanze didattiche all’interno della ricerca architettonica. Il progetto si confronta in modo incisivo con la struttura esistente, declinando elegantemente una gamma tonale materica mutevole. L’architettura, attraverso il suo esito compositivo, suggerisce l’importanza dello spazio scolastico nelle dinamiche attuali, offre un’interpretazione utile a costruire nuovi riferimenti sullo spazio di formazione”.
La menzione d’onore è stata attribuita a Margherita Manfra (Orizzontale) per il progetto CIVICO CIVICO (Riesi, Caltanissetta, 2020), esempio di riqualificazione di un immobile confiscato a Cosa Nostra attraverso il workshop Laboratorio Umano di Rigenerazione Territoriale. Secondo la giuria il progetto si distingue “per il suo essere un esempio virtuoso di recupero, trasformazione e rigenerazione di un edificio preesistente e per il suo basarsi su un innovativo modello di autocostruzione in grado di coinvolgere progettisti, maestranze locali, abitanti e giovani architetti. Attraverso un sapiente lavoro sullo spazio, aperto e permeabile, la dimensione privata si fa pubblica, sono suggeriti nuovi usi dello spazio stesso e innescate dinamiche relazionali fatte di scambio, incontro e interazione ludica”.

Il Premio alla carriera è stato conferito a Paolo Portoghesi, approvato all’unanimità dalla giuria “per il suo ruolo centrale nella definizione e valorizzazione della cultura architettonica italiana attraverso la sua attività sia teorica sia progettuale. Portoghesi ha contribuito alla affermazione in Italia del pensiero postmoderno applicato al progetto con grande acume critico, memorabile la sua curatela della Mostra Internazionale di Architettura del 1980 della Biennale di Venezia, per poi arrivare a concentrarsi in anni più recenti sulla geoarchitettura, un concetto di architettura rispettoso dell'uomo, della natura, della sostenibilità e in grado di confrontarsi con la cultura, la storia e il territorio”. 
 
La giuria internazionale della seconda edizione Premio italiano di Architettura – composta da Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano; Lorenza Baroncelli, Direttore artistico di Triennale Milano; Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI; Giuseppe Ciorra; Senior curator di MAXXI Architettura; Onofrio Cutaia, Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura; Fulvio Irace, architetto e storico dell’architettura; Francesca Torzo, architetto, vincitrice della prima edizione del Premio italiano di Architettura; Cino Zucchi, architetto, menzione d’onore della prima edizione del Premio italiano di Architettura; Anna Ramos, Direttrice della Fondazione Mies van der Rohe; Francis Kéré, architetto, progettista dell’allestimento della 23a Esposizione Internazionale di Triennale Milano; Lucy Styles, vincitrice dell’ottava edizione di YAP Rome at MAXXI 2020 – ha deliberato i vincitori su una shortlist di 6 progetti finalisti individuati su 30 candidature proposte dal gruppo di esperti selezionati da Triennale e MAXXI.
 
Per il Premio T Young Claudio De Albertis a questa giuria internazionale si sono aggiunti Carla De Albertis, Presidente del Comitato Premio Claudio De Albertis; Elena Tettamanti, architetto e curatrice, Presidente dell’Associazione Amici della Triennale; Simone Gobbo, architetto Studio Demogo, vincitore Premio T Young 2018. La giuria ha individuato 7 progetti finalisti su 45 candidature.
 
Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, ha dichiarato: “Siamo felici di portare avanti con il MAXXI l'impegno nella promozione e valorizzazione della architettura italiana contemporanea attraverso il Premio italiano di Architettura. Tutti i progetti selezionati e i vincitori si caratterizzano per la straordinaria qualità e per l'elevato livello di innovazione e sperimentazione. In generale, emerge la capacità di rigenerazione urbana e riattivazione degli spazi a partire dallo studio e dal rispetto del preesistente, delle tradizioni e del territorio. I progetti testimoniano la capacità di individuare soluzioni creative in grado di instaurare un dialogo proficuo con le comunità coinvolte e di attivare scambi virtuosi e processi relazionali. Un pensiero particolare va al vincitore del Premio alla carriera Paolo Portoghesi che tanto ha contribuito al dibattito teorico sulla disciplina e, al contempo, ha dimostrato altrettanta vivacità dal punto di vista progettuale. In questa occasione rinnoviamo anche la collaborazione con il Comitato Claudio De Albertis per il Premio T Young Claudio De Albertis, a conferma della comune volontà di sostenere le generazioni di architetti più giovani".
 
Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI, ha affermato: “Questo Premio è un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni e l'alleanza tra MAXXI e Triennale Milano è nevralgica per il sistema italiano. Sono davvero lieta di ritrovare tra i vincitori e i finalisti di questa seconda edizione architetti che il MAXXI ha già incontrato nel corso degli anni: i giovani di BDR bureau, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo e Paolo Portoghesi, il cui archivio è custodito nelle Collezioni del MAXXI insieme a quello di altri grandi maestri che come lui hanno dato un contributo fondamentale alla storia dell'architettura e alla sua diffusione in Italia e nel mondo. Mi fa inoltre particolarmente piacere che il Premio continui a raccontare l'evoluzione della professione di architetto in un panorama sempre più segnato dalla presenza femminile, di collettivi, coppie e gruppi guidati da progettiste brillanti e visionarie, come la ‘nostra’ grande Zaha Hadid".
 
Carla De Albertis, Presidente del Comitato Premio Claudio De Albertis, ha dichiarato: “Valorizzare le giovani eccellenze italiane nel campo dell’architettura, dare fiducia ai giovani progettisti e alla loro visione del futuro destinando loro non solo un riconoscimento, ma un contributo concreto per nuovi progetti o formazione: ecco l’obiettivo di questo Premio istituito dal Comitato Premio Claudio De Albertis. Questa edizione del Premio ha raccolto moltissime e validissime candidature e i progetti di questi sette giovani talenti esposti in questa mostra ne sono la prova”.
 
I progetti dei vincitori e dei finalisti del Premio italiano di Architettura e del Premio T Young sono riuniti in una mostra in Triennale Milano che resterà aperta dal 25 giugno al 22 agosto 2021.

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