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L'Espressionismo Tedesco in mostra a Genova

"La grandezza dell'uomo sta nel suo essere un ponte, non un fine". Questa affermazione di Nietzsche ci introduce nella filosofia della mostra dal titolo: “Da Kirchner a Nolde. Espressionismo Tedesco 1905 - 1913” ospitata a Palazzo Ducale di Genova fino al 12 luglio 2015. La rassegna, curata da Magdalena Moeller, direttrice del Brücke Museum di Berlino e realizzata in collaborazione con lo stesso museo berlinese, raccoglie oltre 150 opere tra dipinti,stampe e disegni.
La fondazione del movimento Die Brücke ("Il Ponte") voluta da Ernst Ludwig Kirchner, insieme a Fritz Bleyl, Erich Heckel, Karl Schmidt-Rottluff nasce a Dresda il 7 giugno 1905. Il gruppo cerca di creare un ponte tra l'arte neo-romantica e quella moderna espressionista.
Costituitosi contemporaneamente a quello dei Fauves, esprime temi come il forte disagio esistenziale e la critica al perbenismo della società borghese, manifestando una rottura con i metodi accademici. Non a caso Munch e Ensor sono fonte d'ispirazione per gli esponenti del movimento che gridano il loro dolore interiore rifiutando talvolta la realtà. Le metropoli amplificano la solitudine dell'uomo immerso, spesso inconsapevolmente, in un vissuto alienante e immorale.
Questa nuova visione alquanto drammatica è il preludio della nascita dell'astrattismo, del quale Vasilij Kandinskij sarà il padre. 
Agli inizi il gruppo si riunisce nell'atelier di Kirchner, una ex macelleria nella periferia della città, arredato con motivi ornamentali etnici, descritto da Fritz Bleyl come "un vero luogo bohémien, pieno di quadri dappertutto, disegni, libri e materiali d'artista". Bleyl dipinge il poster della prima mostra del gruppo che viene censurato dalla polizia. ducale
Il gruppo è prolifico, infatti organizza una settantina di mostre. L'attività si diversifica anche nella produzione grafica soprattutto nella pratica della xilografia.
Di Kirchner sono in mostra numerosi dipinti, come “Nudo disteso davanti allo specchio”, capolavoro del 1909 carico di forte sensualità, che mostra un segno incisivo con una gamma cromatica accentuata, “Artista-Marcella” del 1910 o l'”Autoritratto” del 1914. Troviamo anche disegni, pastelli e acquerelli che raffigurano contesti urbani come “Scene di Strada datato 1913-1914 o “All’angolo di Uhlandstrasse di Berlino” (1915).
La pittura di Erich Heckel, inizialmente cupa e composta da linee pesanti come in “Ragazza che suona il liuto” è dotata di un lirismo armonioso testimoniato da “Giovane uomo e ragazza”.
I quadri di Max Pechstein, come “La maglia gialla e nera”, e “La danza” possiedono un'intensità meno accesa e violenta rispetto alla dinamica espressionista.
Emil Nolde rimane con Kirchner l'artista più coerente al gruppo. Dalle caricature delle figure umane come delle “Villeggianti”, passa a tocchi decisamente più raffinati nella stesura dei colori in “Tronchi bianchi”.
E ancora Karl Schmidt-Rottluff, vivace e pieno di iniziative, è il più giovane del gruppo che da una sua intuizione prende il nome de “Il ponte”. L'artista predilige i ritratti, straordinario “Ragazza intenta nella toilette” del 1912, e i paesaggi come “Frontone rosso” del 1911. Successivamente si dedicherà con più interesse alla litografia.
Il gruppo si sciolse bruscamente nel maggio del 1913 a causa di incomprensioni originati da un testo scritto da Kirchner.
La sua arte, come quella dei suoi compagni, fu considerata degenerata dal nazismo e il suo studio berlinese venne devastato dai bombardamenti.
Il conflitto lascerà dei segni laceranti nelle opere e soprattutto nella psiche degli artisti. Kirchner, partito volontario per la guerra, viene poi congedato per le sue precarie condizioni di salute. Tenterà di tornare sulla scena artistica, ma dopo le numerose condanne delle sue opere da parte dei nazisti, opterà per il suicidio.
L'esposizione di Palazzo Ducale documenta in maniera chiara, con dei cenni storici di quel periodo, la rivoluzione artistica di un gruppo che portò l’arte tedesca ai massimi splendori del panorama internazionale.
Francesca Bellola
Appartamento del Doge, Palazzo Ducale
Genova, Piazza G. Matteotti, 9
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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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