di Stefano Pariani

La linea e l'eleganza del corpo, il ritratto dei divi colto in una “studiata genuinità”, ma anche l'imponente Rittsfascino della natura. Sono i caratteri peculiari dell'arte di Herb Ritts (1952-2002), uno dei più grandi fotografi del XX secolo, che si è imposto sullo scenario della fotografia glamour in bianco e nero negli anni '80 e '90, ispirandosi a grandi maestri come Herbert List e ai nudi della scultura greca classica.

Milano negli ultimi anni si è dimostrata attenta alla fotografia, finalmente in linea con altre città europee, sia con piccoli che con grandi allestimenti, e con questa mostra riconferma il suo interesse per le monografiche sui grandi fotografi, dedicando la prima restrospettiva al californiano Herb Ritts.  galleria fotografica

Ospitata presso Palazzo della Ragione, ormai diventato la “casa” della fotografia, la mostra “In equilibrio” è curata da Alessandra Mauro e si sviluppa in tre sezioni che chiariscono in modo diretto i principali aspetti dello stile e degli interessi di Ritts. Il visitatore può addentrarsi liberamente tra fascinosissimi scatti lungo un percorso snello e con pochi ed essenziali pannelli esplicativi, lasciandosi suggestionare dal linguaggio delle immagini.

La parte dedicata al nudo maschile e femminile è quella che apre il percorso: l'eleganza sinuosa delle forme femminili, morbidamente accarezzate dalla luce naturale, si accosta senza soluzione di continuità al vigore del corpo maschile, indagato sottilmente dall'obiettivo fotografico nei movimenti e nella plasticità dei muscoli, con una non celata carica erotica. Luci, sapienti ombre e altri elementi della natura proiettano i corpi statuari in un immaginario quasi mitico e fuori dal tempo, in una perfezione studiatissima eppure al tempo stesso naturale. Grazie a questa sua abilità, Ritts si trovò a lavorare con i più importanti nomi della moda internazionale, molti dei quali italiani, favorendo il successo di alcune modelle, come Naomi Campbell, Cindy Crawford, ritratte insieme ad altre colleghe in una foto che le ritrae morbidamente abbracciate quasi come sculture di Canova.

L'attenzione per la natura e il paesaggio sono protagonisti della seconda sezione dedicata all'Africa, dove il denominatore comune è ancora una volta la bellezza, questa volta, di grandi spazi, orizzonti, enormi alberi, in cui l'uomo s'inserisce quasi come in armoniosa simbiosi.

L'ultima parte della mostra presenta una carrellata di volti noti dello showbiz hollywoodiano, alcuni ritratti in foto molto note. E' il caso del celebre scatto del profilo della regina del pop Madonna, utilizzato per uno dei suoi primi album, una sorta di emblema del glamour anni '80. Ma troviamo anche per il bizzarro sorriso del Jocker di Jack Nicholson, una teatralissima Glenn Close, una insolitamente carnale Nicole Kidman, un maestoso profilo di Liz Taylor e si potrebbe andare avanti con Tom Cruise, Michael Jackson, David Bowie e altri ancora. Tutti colti in espressioni e pose che ne mettono in luce in maniera non convenzionale il divismo.

E pensare che questo di mix di spontaneità e studio accurato della posa ha avuto inizio con una foto nata quasi per caso, quando nel 1978, in viaggio con un giovane attore suo amico, Ritts si fermò ad una stazione di servizio per cambiare una ruota all'auto nel deserto di San Bernardino. L'amico, nell'attesa, si mise in posa davanti all'obiettivo di Ritts in canottiera, la sigaretta in bocca e con le mani dietro alla nuda, in atteggiamento sfacciatamente sensuale. Il giovane attore era Richard Gere, che lanciò la sua immagine anche grazie a quello scatto. Da lì partì anche la fortuna di Ritts, che cominciò a lavorare per le principali testate di moda, imponendo un prototipo di bellezza che avrebbe segnato l'immagine della moda e del divismo di almeno due decenni.

20 febbraio / 5 giugno 2016

Milano - Palazzo della Ragione

www.palazzodellaragionefotografia.it


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