di Ugo Perugini

borsalinoCredo di non sbagliare definendo il cappello Borsalino un “lovemark”. Cioè non un semplice brand ma un marchio in grado di comprendere i sogni dei consumatori, di sapere valorizzare i loro desideri, di creare esperienze ed emozioni uniche.

Borsalino possiede tutte queste caratteristiche, non solo perché sono 160 anni che la società produce cappelli, quanto perché nella realizzazione di questo manufatto (è il caso di dirlo perché viene ancora realizzato a mano) converge tutta la creatività e lo stile della moda italiana, che ne fa un’icona a livello internazionale.

Borsalino è un cappello che è diventato simbolo di eleganza, classe, signorilità. E’ stato indossato da personaggi importanti tra i quali Giuseppe Verdi, Giovanni Giolitti, Winston Churchill, Herry Truman e moltissimi altri; oltre ad artisti come Humphrey Bogart in “Casablanca” e Alan Delon e Jean Paul Belmondo nell’omonimo film, diventato un classico.

galleria fotografica



Un’azienda in ripresa

Oggi, la “Borsalino” è ancora un’azienda di eccellenza nel sistema produttivo ed economico italiano, ma solo recentemente ha saputo riprendersi da una difficile crisi che due anni fa l’ha portata sull’orlo del fallimento, con gravi responsabilità dell’amministrazione, tra bancarotta ed evasione fiscale.

Oggi grazie alla famiglia Camperio, imprenditori di origine svizzera, e ad altri soci, che sono subentrati nella gestione dell’azienda, la “Borsalino” sta uscendo dal tunnel e tra le varie iniziative di rilancio del nome va segnalato il progetto di apertura del nuovo Museo del Cappello Borsalino prevista per la fine del 2017.

Il nuovo Museo “Borsalino”

Il Museo ha anche un significato importante perché il rapporto tra la fabbrica Borsalino e Alessandria è molto forte. Ricordiamo i vari interventi di welfare sociale a favore dei dipendenti dell’azienda messi in atto da Teresio Borsalino agli inizi del Novecento: cassa pensioni, cassa infortuni, cassa malattie aziendali, oltre alla realizzazione di case per i dipendenti e dell’ Educatorio per i loro figli.

Ma anche molti interventi di cui hanno beneficiato tutti i cittadini di Alessandria si devono al contributo di questa storica azienda, come l’acquedotto civico, le fognature, l’Ospizio, il Sanatorio Antitubercolare, edifici di utilità ma anche di notevole valore urbanistico, realizzati dall’architetto Ignazio Gardella.

Il Museo, grazie ai contributi del Comune, della Regione e di istituzioni private come la Cassa di Risparmio di Alessandria, occuperà il piano terra dello storico edificio con motivi classicheggianti e influenze Art Decò, realizzato nel 1888 da Gardella, nel centro della città di Alessandria, in Corso Cento Cannoni. Dall’atrio di questo edificio entravano gli operai (in massima parte donne, chiamate le “Borsaline”) e qui vi erano anche delle rotaie ferroviarie utilizzate per lo spostamento delle merci.

Il Museo verrà realizzato cercando di seguire lo “storytelling” aziendale ma anche consentendo al visitatore una esperienza immersiva anche grazie agli avanzati strumenti multimediali innovativi ideati da AT Media: tra i quali un video a 360 gradi per esplorare i locali di produzione, come se si fosse realmente nella fabbrica, la prova del cappello storico virtuale e altre soluzioni di grande suggestione.

La fabbrica a Spinetta Marengo

Da qualche anno, la fabbrica “Borsalino”è stata trasferita a pochi chilometri da Alessandria, a Spinetta Marengo. Una visita a quegli ambienti ha il sapore di un tuffo in epoche passate. Basti pensare che molte macchine risalgono alla fine dell’Ottocento e sono ancora in funzione.

Casse piene di peli di coniglio e lepre, materia prima per la realizzazione del feltro, vapore, calore, rumori meccanici, ma soprattutto movimento delle mani degli operai e delle operaie che sono davvero “mani intelligenti” capaci di grande sensibilità ed esperienza per un lavoro che mantiene il fascino e anche la creatività (e la fatica) dell’artigianato.

Il processo di produzione del cappello “Borsalino” attraverso cinquanta passaggi produttivi richiede per ogni pezzo finito un tempo di sette settimane. Ed è un procedimento che prevede continui controlli e verifiche di qualità per garantirne l’eccellenza e l’unicità.

La speranza è che la nuova gestione della “Borsalino” possa rilanciare questo marchio storico a livello internazionale per fornire alla città di Alessandria un’ulteriore opportunità per ampliare la proposta turistica già molto ricca e articolata.


galleria fotografica Foto: 

L'intervento della Sindaca  Rita Rossa con l'assessore alla Cultura della Regione 

Fabbrica a Spinetta Marengo

Locandina del film Borsalino

Vari tipi di cappelli

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