pellizza Chiusura 22/12/2018
di Stefano Pariani
E' una grande occasione quella proposta dalle Gallerie Maspes e Gallerie Enrico di Milano, che rendono omaggio a uno dei più importanti esponenti del Divisionismo italiano a 150 anni dalla sua nascita.
via Manzoni, 45 Milano mappa
Inaugurazione 12/10/2018
E' una grande occasione quella proposta dalle Gallerie Maspes e Gallerie Enrico di Milano, che rendono omaggio a uno dei più importanti esponenti del Divisionismo italiano a 150 anni dalla sua nascita.
Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907) torna protagonista nella città che ospita i suoi maggiori capolavori, il celebre “Quarto Stato” al Museo del Novecento e “Fiumana” alla Pinacoteca di Brera, a distanza di quasi un secolo dall'ultima personale, organizzata nel lontano 1920 alla Galleria Pesaro.

Una prima piccola selezione di opere incentrate sulla rappresentazione del paesaggio è esposta alle Gallerie Maspes. L'amore per la natura e i luoghi natali del pittore emergono in poetiche visioni di campagne pervase dalla calda luce del tramonto e di dolci colline boschive. Sono le zone care a Pellizza, quelle che da Volpedo, piccolo borgo del tortonese, si espandono nei luoghi limitrofi, come “Nubi di sera sul Curone” (1905). Scriveva Pellizza a Segantini in una lettera del 1894: “Io le dirò intanto che lavoro sempre con un'ardentissima passione, che vado ognora interrogando la Natura per strapparle qualche segreto, muta essa è con me spesse volte; ma io non mi stanco di tentarla, come l'innamorato vero che resistenza non teme”.
In mostra anche “Neve” (1906), dal suggestivo paesaggio silenzioso e imbiancato, il cielo plumbeo, dove una figura femminile cammina solitaria lungo un sentiero, e “Le ciliegie” (1888-89), che ritrae con genuina spontaneità il mondo contadino: protagonista un piatto pieno di rosse ciliege che attira l'attenzione di due bimbi.

L'esposizione prosegue alle Gallerie Enrico, dove i dipinti di Pellizza vengono messi in dialogo con altri capolavori di maestri del Divisionismo. Accanto ai lavori dell'artista piemontese, come “La piazza di Volpedo” (1888), che pare ancora d'impostazione macchiaiola, o il mesto “Ritorno dei naufraghi al paese” (1894), di denuncia sociale, troviamo “Primavera della vita” (1901) di Emilio Longoni e la luminosa “Maternità” (1905) di Gaetano Previati, opere di tendenza già simbolista. Vicino alla poetica di Segantini le due tele di Carlo Fornara “Pascolo alpino” (1898) e “Ora radiosa” (1924), dai filamenti di colore solari come i pascoli di montagna, mentre “Verso sera” (1891) di Plinio Nomellini ci porta in un intricato bosco di sapore quasi fiabesco dove si fa strada una bimba di ritorno dalla raccolta di frutti.

La mostra, pur non proponendo sezioni e percorsi tematici particolari, mette comunque in evidenza la sensibilità comune di artisti che diedero vita ad un periodo particolarmente vivo per l'arte italiana con il loro amore per la natura, il mondo contadino e per le cose semplici del quotidiano.
Il capolavoro di Pellizza, quel “Quarto Stato” (1898-1901) di lavoratori, braccianti, che prendono coscienza della loro dignità ed emergono dallo sfondo dell'anonimato sociale, avanzando verso di noi, verso un futuro nuovo, silenziosi e compatti, è il grande assente giustificato; la tela è conservata al Museo del Novecento di Milano, ma alle Gallerie Maspes è allestita la sua radiografia a grandezza naturale, dove è possibile osservare la genesi e la tecnica di realizzazione.

Andare a visitare i luoghi di Pellizza potrebbe essere la meta ideale di un week-end, dopo aver visto la mostra; ci si accorgerà che molti degli scorci di Volpedo, ancora pieni di ricordi delle tele del suo pittore, e la campagna collinare che la circonda sono rimasti invariati.

Pellizza da Volpedo
Gallerie Maspes, via Manzoni, 45
Gallerie Enrico, via Senato, 45
Milano
12 ottobre – 22 dicembre 2018
martedì – sabato h 10 – 13; 15 – 19



 
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