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Il mondo dorato dei Boxilio in mostra a Tortona

artisti costruttori di pace
Chiusura 10/03/2019
di Stefano Pariani
E' un'esposizione piccola, ma molto significativa, quella che ha inaugurato i giorni scorsi a Tortona e punta i riflettori sulla famiglia di pittori più importante del territorio alessandrino verso la fine del Quattrocento. I fratelli Manfredino e Beltramo Boxilio, originari di Carbonara Scrivia (AL) avevano una fiorente bottega proprio a Tortona, dove si formarono anche i rispettivi figli Franceschino e Giovanni Quirico.
Via Seminario, 7 Tortona (AL) mappa
Inaugurazione 08/12/2018
E' un'esposizione piccola, ma molto significativa, quella che ha inaugurato i giorni scorsi a Tortona e punta i riflettori sulla famiglia di pittori più importante del territorio alessandrino verso la fine del Quattrocento.
I fratelli Manfredino e Beltramo Boxilio, originari di Carbonara Scrivia (AL) avevano una fiorente bottega proprio a Tortona, dove si formarono anche i rispettivi figli Franceschino e Giovanni Quirico. I loro lavori si articolavano nelle chiese e nelle pievi di quella zona collinare che fa da cerniera tra Lombardia e Piemonte, ma la famiglia di pittori si dedicò anche alle opere su tavola, oggi collocate in vari musei. La bottega dovette riscuotere una certa fama in Piemonte e soprattutto in Lombardia, tanto che Manfredino fu chiamato a Milano nel 1490 a decorare con Butinone e Zenale la sala della Balla del Castello Sforzesco per le nozze fra Ludovico Sforza e Beatrice d'Este.

In occasione del restauro del polittico di Carbonara Scrivia, finanziato grazie al Progetto “Restituzioni” di Intesa – San Paolo, il Museo Diocesano di Tortona ha affiancato all'opera altri due polittici: il trittico di Pozzolo Formigaro e il polittico della Visitazione proveniente dall'Ospedale di Vigevano. Le tre testimonianze pittoriche, che vivono ancora in quel dorato mondo dell'”autunno medievale”, consentono un raffronto speculare ed evidenziano tutte un gusto ancora tipicamente tardo-gotico con alcune piccole aperture ai nuovi modi rinascimentali.

Il polittico della Parrocchiale di Carbonara Scrivia, datato 1498, presenta una bella cornice suddivisa in tre scomparti verticali suddivisi da sottili colonnine e in un doppio registro di arcate polilobate. Le figure del primo registro, dipinte a tutta altezza, rappresentano una “Madonna in trono col Bambino”, affiancata dal “Cristo della Passione” e da “San Martino con il committente inginocchiato”. Una Madonna dal volto diafano e leggermente allungato, dalla bellezza quasi astratta, che contrasta col profilo ben più realistico (e già rinascimentale) del committente. Gli studiosi hanno riconosciuto in questo polittico la mano di Manfredino e di suo figlio Franceschino, che potrebbe aver completato l'opera dopo la morte del padre, avvenuta nel 1496.

Il trittico di Pozzolo Formigaro è invece opera di Franceschino, eseguito nel 1507 per la Chiesa della Trinità di Pozzolo, e raffigura la “Madonna col Bambino tra i Santi Bartolomeo e Sebastiano”. Lo sfondo dorato su cui si stagliano le figure mostra una mano più “spigliata” di quella del padre: la Madonna ha un ampio manto blu con contorno oro che evidenzia il ricadere di un orlo elaborato e sinuoso e conferisce monumentalità alla figura. Tra i due Santi laterali spicca il San Sebastiano sulla destra, che ha le fattezze e l'abbigliamento di un giovane dell'epoca e curiosamente non è raffigurato nudo, come da tradizione, legato ad un palo e trafitto da frecce. L'opera, dopo essere stata venduta a mercanti francesi alla fine dell'Ottocento, riapparve sul mercato antiquario milanese nel 1980 e fu acquistata dalla Provincia di Alessandria, che oggi la conserva nel salone di Palazzo Ghilini.

Il terzo grande polittico, conservato nella quadreria dell'Ospedale di Vigevano, è opera di Giovanni Quirico, cugino di Franceschino. Protagonista è sempre una “Madonna col Bambino” seduta in trono con Santi negli scomparti laterali. Sebbene formatosi nella medesima bottega, rispetto ai famigliari Giovanni Quirico ha uno stile più moderno e sciolto, come rivela il volto sereno e sorridente della Madonna, racchiusa in un manto che ha perso la linea di contorno tardogotica a “ghirigori”. Lo sfondo dorato, inciso raffinatamente, dona una luce calda e luminosa alle figure dei Santi dai morbidi panneggi (belli i busti delle Sante Caterina e Lucia) e alla Visitazione della cimasa, dove le due signore dialogano con gesti e silenziosi sguardi.
La piccola mostra può essere punto di partenza per un itinerario più ampio nel territorio alla scoperta dei lavori dei Boxilio: tappe d'obbligo la vicina Pieve di Volpedo e l'abbazia di Rivalta Scrivia, che restituiscono un'immagine più ampia e completa della pittura tardoquattrocentesca di un territorio tutto da esplorare.

I Boxilio – Una famiglia di pittori tortonesi tra '400 e '500
8 dicembre 2018 – 10 marzo 2019
Museo Diocesano
Via Seminario, 7
Tortona (AL)
sabato e domenica h 15,30 – 18,30
altri giorni su prenotazione
tel. 0131.816609

 
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