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La Chiesa di San Giorgio a Milano Roserio: degrado urbano da recuperare

di Stefano Pariani
C'era una volta una bella chiesetta neoclassica che ora di bello non ha più niente. Storia di ordinario degrado urbano, purtroppo. Nello spiazzo antistante l'Ospedale Sacco e alle spalle del raccordo autostradale Milano-Torino-Laghi ci sono i ruderi della Chiesa di San Giorgio, senza più tetto, circondata da sterpaglie, cartelloni pubblicitari e recintata alla meno peggio.
Piazza San Giorgio, 2 Milano mappa
C'era una volta una bella chiesetta neoclassica che ora di bello non ha più niente. Storia di ordinario degrado urbano, purtroppo. Siamo alla periferia nord-ovest di Milano, nella zona di Roserio, antico comune rurale, successivamente assorbito da Musocco (1869) e poi da Milano. Nello spiazzo antistante l'Ospedale Sacco e alle spalle del raccordo autostradale Milano-Torino-Laghi ci sono i ruderi della Chiesa di San Giorgio, senza più tetto, circondata da sterpaglie, cartelloni pubblicitari e recintata alla meno peggio.

La Chiesa venne eretta alla metà dell'Ottocento secondo i canoni del tardo neoclassicismo e presenta un bel pronao con quattro pilastri bugnati che reggono architrave e timpano, superando il quale si entra in uno spazio cubico. Si riconosce ancora la zona presbiteriale e la retrostante sacrestia, alle pareti sono presenti nicchie, mentre finestre a tutto sesto illuminano l'abbandonato ambiente. Dell'arredamento sacro non vi è ovviamente più traccia. Si narra che la costruzione della piccola chiesa sia legata alla grazia ricevuta da una nobildonna che ne volle l'erezione, aprendola poi al pubblico culto.

In un'epoca in cui in Italia e all'estero si assiste al riutilizzo di chiese sconsacrate, restaurate e adibite ad altri usi, come luoghi di ristoro, biblioteche, spazi per eventi e quant'altro, stupisce che negli anni non si sia mai presa una seria decisione sulla sorte della chiesetta di Roserio. Nel 2001 venne indetto un concorso per il suo restauro, ma poi chi lo vinse non ottenne il sostegno del Comune. Attualmente la chiesa ha un proprietario, che a quanto pare avrebbe voluto trasformarla in ristorante, salvo poi incontrare impedimenti da parte della Sovrintendenza ai Beni Culturali. Anche l'occasione di Expo 2015, i cui spazi erano a brevissima distanza dalla chiesetta (lì c'era anche la fermata della navetta che portava a Expo), non è stata sfruttata per il restauro dell'edificio, che resta a tutt'oggi l'unico monumento rimasto a testimoniare l'antico borgo di Roserio.

Sarebbe bello un giorno vedere finalmente restaurata questa bella chiesetta, che potrebbe diventare un polo di aggregazione – qualsiasi sia il suo utilizzo – in un'area che necessiterebbe di riqualificazione urbana.


 
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