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On The Breadline

di Elena Bellantoni Curato da Benedetta Carpi De Resmini, vincitore della IV edizione del bando Italian Council (2018) promosso da Wunderbar Cultural Projects

On The Breadline, vincitore della IV edizione di Italian Council (2018) – bando promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Ministero per i Beni e le Attività Culturali con il fine di promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo - è un progetto artistico itinerante di Elena Bellantoni che si sviluppa in un anno e percorre la “strada del pane” di 4 paesi: Italia, Grecia, Serbia e Turchia.

Il progetto, che parte da Belgrado a fine marzo, è curato da Benedetta Carpi De Resmini ed è promosso
da
Wunderbar Cultural Projects - associazione culturale nata dalla condivisione di intenti di 5 professioniste del mondo dell’arte e della cultura.

La Breadline che l’artista segue è sia la linea del pane ma anche la linea di povertà che ha segnato storie e narra- zioni di questi paesi segnati dalle “rivolte del pane”. Il pane non rappresenta infatti solo il momento del convivio e del confronto tra genti diverse, ma è legato alle rivolte popolari che spesso sono state identificate nella storia come movimenti di protesta che hanno unito popolazioni diverse nel nome della giustizia e dell’uguaglianza so- ciale.

Belgrado, Istanbul, Atene, e Palermo segnano il percorso dell’artista che sarà affiancata dalla collaborazione degli Istituti di Cultura Italiani insieme a un network di realtà culturali, curatori locali presenti nei paesi delle re- sidenze, tra i quali Beo Project (Belgrado) e K - Gold Tempory Gallery (Atene),la Fondazione Buttitta e l’Eco Museo Urbano Marememoriaviva (Palermo). La tappa di Belgrado si avvale del sostegno della borsa di studio nctm e l’arte: Artists-in-residence.

Durante la ricerca, in ogni città, l’artista realizzerà insieme a dei cori tutti al femminile una performance accompa- gnata dal canto di protesta Bread & Roses, che trae origine da una frase di un discorso del 1912 di Rose Sch- neiderman, leader femminista socialista statunitense, declamato durante un importante sciopero di lavoratrici. Un canto ogni volta diverso verrà tradotto nella lingua di origine dei paesi coinvolti seguendo una partitura musi- cale nuova realizzata da Sandra Cotronei, direttrice del Coro Inni e Canti di Lotta e nel Laboratorio di canto poli- tico della Scuola Popolare di Musica di Testaccio.
A Belgrado, prima tappa del progetto, verrà coinvolto il coro femminile del
Collegium Musicum dell’Accademia Musicale diretta dalla compositrice Dragana Jovanovic.

L’elemento del coro, così come quello del pane, sono essenziali in questo progetto perché diventano lo stru- mento per raccontare attraverso parole, suoni e immagini le rivolte sociali, politiche che sono nel DNA di ogni paese, in particolare dei paesi legati storicamente e geograficamente al Mediterraneo.

“Se è vero che non di solo pane vive l’uomo, cercherò di spingermi sulla “breadline” e dare voce e forma a que-

sta linea che seguirò. Il mio “canto” personale prenderà il ritmo di una vecchia macchina da scrivere, sulla quale trascriverò il mio diario di bordo giorno per giorno. Le mie annotazioni faranno da eco alle note cantate, in quattro lingue diverse, dai cori. Il lavoro artistico nasce per me dall’incontro: in questo caso con il territorio - di cui se- guirò segni e tracce - e con un coro formato da sole donne. Ho scelto di declinare solo al femminile questo pro- getto perché credo che oggi più che mai ci sia il bisogno di prendere la parola e dare voce. Credo che questo “gesto poetico” sia necessario, non solo per raccontare un lungo passato di lotte e proteste per parlare profonda- mente del nostro presente” racconta Elena Bellantoni.

Il lavoro finale sarà un’opera video a quattro canali che entrerà a farà parte della collezione permanente delle opere multimediali dell’Istituto Centrale per la Grafica e successivamente presentato in una mostra personale nel 2020.

Il progetto prevede inoltre la pubblicazione finale di un catalogo, edito da Quodlibet, che racconterà il viaggio attraverso le voci dell’artista, della curatrice e dei due storici dell’arte, Stefano Chiodi e Riccardo Venturi.






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