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Grandi uomini d'altri tempi - Sulle sorti precarie in cui versa la nostra terra

 di ROBERTO ZAONER
  (Ogni uomo da solo può fare poco, ma insieme ad altri possono rovesciare gli eventi a loro piacimento e invertire le sorti della storia umana e terrena).
L’uomo è un ospite della terra. Non è il suo padrone.
                                                               

In una fredda notte di principio d’anno, stanco, mi ero disteso sul mio letto e continuai la lettura del romanzo di un autore del trascorso secolo, dal sapore di un romanticismo ormai andato. Le palpebre dei miei occhi si facevano via via più pesanti, ma poi si schiudevano. La voglia che avevo di finire la lettura di quel libro era tanta. Ma la mente non rispondeva più agli stimoli dell’attenzione che avrei dovuto avere per capire ciò che leggevo. La concentrazione andava scemando, e senza rendermene conto quel libro andava scivolando pian piano dal letto e cadde a terra. 
La giornata era stata convulsa.



Nel novembre scorso, trovandomi a Parigi per turismo, visitai il tempio del Pantheon, situato nel quartiere latino. Lo splendido edificio custodisce al suo interno le spoglie dei grandi uomini di Francia. Sotto il monumento si estende una vasta cripta, ove si trovano numerose lapidi di uomini illustri.
In uno degli angoli della cripta giacciono, l’uno accanto all’altro, le spoglie di due grandi spiriti: quelle di Victor Hugo, padre del romanticismo, e di Emile Zola, scrittore, saggista e critico letterario.

Quando mi avvicinai all’angolo ove giacciono i due sarcofagi sentii, a un tratto, un leggero brusio provenire da una sala attigua, ove vi erano altri sepolcri che fecero la fortuna della Francia e che la resero grande nell’epoca neoclassica. I leggeri rumori erano provocati da altri turisti, desiderosi di conoscere le tendenze artistiche e culturali che a quell’epoca si svilupparono in Europa, in ambito artistico, letterario e perfino architettonico della Francia neoclassica e più in generale in Europa, in contrapposizione al tardo barocco e al rococò. E i due grandi uomini si ispirarono prevalentemente all’arte antica prediligendo, in particolare modo, quella greco-romana. Per ogni sepolcro, vi erano delle targhette che citavano in breve le opere e lo stile dell’epoca di appartenenza di questi grandi uomini che la Francia ebbe la fortuna di darne i natali. Quei rumori indistinti e sommessi di chiacchiericci confusi della gente, che era all’interno del mausoleo, mi distraevano non poco, mentre leggevo il contenuto di quelle targhette.

Uscii così dal sepolcro monumentale e mi diressi verso il giardino del Lussemburgo, forse il più bel parco di Parigi. Mi sedetti su una panchina, di fronte alla Fontana dei Medici, un incantevole angolo romantico del XVII secolo, ma tanta gente era lì ad ammirare quello splendore di fontana con sculture della mitologia greca. Dovevo concentrarmi per riuscire a scrivere quello che avevo in mente. Lì, non potevo rimanere. Quindi, mi diressi verso quel piccolo laghetto artificiale di fronte al palazzo del Lussemburgo, che fu residenza della regina Maria de’ Medici, e dal 1958 sede del Senato della Repubblica francese, e ritrovai la calma e la serenità per scrivere quello che avevo in mente.

L’idea l’ebbi quand’ero ancora nel sepolcro monumentale, e potei finalmente esternare le mie sensazioni e riportarle su un taccuino che portavo sempre con me, per prendere appunti su tutto quello che colpiva la mia sensibilità di giovane osservatore e appassionato d’arte. Seduto ad una panchina di quel meraviglioso giardino, estrassi, dunque, dalla mia borsa un quaderno ed una stilo. Ancora il sole era alto nel cielo, e cigni reali tracciavano corsi d’acqua e uccelli di varie specie si adagiavano sulle sponde del laghetto e rallegravano tutto l’ambiente all’interno del parco.GRANDI UOMINI DALTRI TEMPIGRANDI UOMINI DALTRI TEMPI 2
Cominciai a scrivere, immaginando ancora di trovarmi in quel posto che per me non era affatto lugubre. Fantasticavo di ascoltare il bisbiglio dei due personaggi, di cui avevo visitato i loro sarcofagi: Hugo e Zola. Il racconto era cominciato e così scrivevo:

< Percepivo nell’aria un incerto mormorio. Meravigliato, ma anche un po’ spaventato, rimanevo comunque dentro al mausoleo. Ero da solo nella sala, ove erano adagiati i due sepolcri. Lo spavento mi suggeriva di allontanarmi, ma la curiosità era tanta. Quindi, rimasi immobile per cercare di capire cosa stesse accadendo di così strano. E ritornò il silenzio più assoluto. Mi allontanai nuovamente e risentii quell’insolito brusio. Rimasi profondamente turbato per tutto ciò che di misterioso stava accadendo. Non riuscivo a capire, e questo mi spaventava. Ma una strana forza invisibile mi impediva di andare via. Ma ad un certo punto mi feci forza e con le gambe tremanti, potei riprendere il cammino. Mentre mi allontanavo, sentii dentro di me insolite e strane voci.

Rimasi completamente sconvolto e immobile, pur avendo grande voglia di scomparire dalla scena così irreale. Le voci si fecero più chiare e cristalline: “Non avere paura per quello che ti sta succedendo intorno. Non chiederci chi siamo. Non facciamo parte del tuo tempo”. E io, sbottando, domandai: “chi siete?” Quelle strane ma soavi voci replicarono “non importa. Ti abbiamo fermato perché volevamo, noi defunti di altri tempi, renderti partecipe delle opinioni che noi qui dentro ai sepolcri ci stiamo scambiando e farti sapere quello che pensiamo della tua epoca. Noi tutti siamo tristi per tutto ciò che sta accadendo ora nel mondo, per quello che è successo in questo ventesimo secolo di orribile, terrificante e violento.

Avvenimenti che non erano mai successi nei secoli or sono, seppure in alcuni secoli è successo qualcosa di simile, ma non così prorompenti come sta accadendo ed è accaduto in questo secolo: la prima e seconda guerra mondiale e la shoah, un olocausto orribile, genocidio come non si può immaginare per l’immensa crudeltà perpetrata da uomini ignobili e crudeli. Alla nostra epoca, le nostre guerre e in quelle precedenti, come la storia ricorda, sono state sempre circoscritte a territori più o meno vasti, anche se sanguinarie e sciagurate. Le guerre sono sempre scellerate, ed empi e spietati sono stati gli uomini che le hanno dichiarate. Questo secolo sta quasi per concludersi ed altro succederà che cambierà il mondo. Il comunismo forse sta per estinguersi. Cresceranno ancora, con tutta probabilità, altre nazioni potenti, che per adesso sembrano dormienti, ma esploderanno anch’esse.

Popoli contro popoli. Civiltà contro civiltà. Ci saranno guerre di religione, che sfoceranno in tragedie di gente incolpevole. E nel prossimo secolo, sarà un problema mettere d’accordo tutte le nazioni del mondo. Le guerre di religione continueranno, e purtroppo a capo degli stati più potenti del mondo vi sarà gente che non avrà a cuore le sorti del nostro pianeta. L’inquinamento atmosferico, dei mari e delle terre si farà sempre più pressante e urgente. Ci sarà desertificazione in gran parte della terra. Ci sarà siccità e inondazioni in ogni parte del mondo, cataclismi di innumerevoli e illimitate proporzioni. I ghiacciai si scioglieranno e la terra sarà sempre più inospitale. Tempeste alluvionali con conseguenti inondazioni flagelleranno ogni luogo del globo terrestre e calamità naturali saranno sempre più indomabili e non potrete più porre riparo a queste sciagure irreversibili, disgrazie e sventure con cui fare periodicamente i conti. Rimediare a questi fenomeni sarà sempre più incalzante.

Vi saranno popoli che fuggiranno dalle loro terre insanguinate per fame e per guerre, e migreranno come orde tribali verso altre terre più ricche e popoli più fortunati, attraversando fiumi, vallate, mari e deserti inospitali, rischiando la loro stessa vita. La temperatura sarà sempre più elevata e nel mondo non ci sarà più spazio per tutti. E ci sarà carestia, forse, nel secolo che sta per giungere. L’uomo è stato sempre incline alla creazione e costruzione, e per contro un’irrefrenabile indole distruttiva di ciò che ha costruito e creato con le proprie mani. Pochi saggi sulla terra come non mai in quest’epoca e tanta, tanta ignoranza e mancato amore e rispetto per il bene comune, per il bene della nostra dimora, per il bene della natura, per il bene di noi stessi. La terra troppo spesso non rispettata e ignorata in quel che di meraviglioso ci ha sempre offerto. Terra sempre più umiliata. La natura si sta ribellando alle indolenze, ingiustizie e noncuranze dell’uomo. Noncuranza corrisposta ad una terra che ha sempre dato. L’uomo, ospite della terra con indifferenza manifesta del pericolo che sta correndo.

L’unica possibilità a voi consentita sarà quella di andare a vivere in un pianeta vicino al nostro. Ma non sarà per tutti. Solo i ricchi, se lo vorranno se lo potranno permettere. Soprattutto, scienza e progresso lo dovranno consentire. Avete messo piede sulla luna. Ma farlo su un altro pianeta sarà molto più difficile. E sarà, comunque, l’unica soluzione più giusta per non aggredirvi gli uni con gli altri, per vincere la fame e per non tornare a combattere come i nostri antenati hanno fatto con le clave. Scene apocalittiche, non è vero?! Rimane ancora una possibilità molto di là del tempo che verrà. Tuttavia, i potenti del mondo poco fanno per risolvere almeno quello che potrebbero, se solo lo volessero e se non vi fossero interessi di sorta. Ma siete ancora in tempo. E se solo lo vorrete, non sarà tutto perduto e la terra, a poco a poco, uscirà indenne, anche se ferita a morte dal male che le avete procurato e guarirà dalle offese che gridano vendetta verso uomini irresponsabili che l’hanno resa schiava del genere umano. Noi tutti, grandi uomini come ci definite, siamo tristi per voi, perché ci siamo rassegnati che nulla più possiamo fare, con le nostre opere e la nostra arte che vi abbiamo lasciato. Un’eredità che non avete saputo fare tesoro e che oramai non seguite più, dato per scontato che l’abbiate mai seguita, per indurre l’uomo contemporaneo alla ragione e alla saggezza.

La nostra arte, la nostra conoscenza, la nostra sapienza e la nostra saggezza non sono valse a nulla se non sono servite a voi da esempio e da esortazione per un mondo migliore, che voi state solo distruggendo: un mondo che non avrà futuro, né memoria. E ognuno di voi ha le sue colpe, non solo chi vi governa. E’ veramente arduo indurre l’uomo di questo vostro tempo coevo alla ragione e alla saggezza. Come puoi notare, anche i defunti vi giudicano e sono in pena per questo gioiello che è la terra e che voi state distruggendo. E i potenti, senza coscienza e senza scrupoli, continuano a considerare come obiettivo primario il profitto. Ma non capiscono che anche loro saranno coinvolti in queste disastrose ed estreme conseguenze. Si cullano del presente, immersi come sono nel benessere e nell’egoismo, e le loro menti non vanno mai al di là del giorno che va a tramontare. O è mera indifferenza. Tra quanto tempo non è dato sapere se e quando imploderà la terra per mano vostra.

Ma anche ognuno di voi, nel vostro piccolo, dovrà fare la sua parte, nel bene. E se unite le vostre forze, la vostra sana e vera volontà e le vostre attenzioni per rovesciare il percorso involutivo che questa vostra terra ha imboccato, il piccolo di ognuno di voi diverrà grande nel suo complesso. Adesso rispondi a noi: “sei rimasto indifferente o sei atterrito per quello che ti abbiamo rivelato?”. Non detti alcuna risposta e feci a loro un cenno di saluto, e nelle mie labbra un amaro sorriso. Indi, raggiunsi a fatica l’uscita del tempio, barcollando>.


I miei occhi pian piano si schiudevano. Mi ridestai dall’onirico. Ero intontito. Dovevo riprendermi dalle angosce che il sogno mi aveva infuso e dal tormento per avere quell’incubo suscitato nel mio animo. Uscii frettolosamente da casa, come volere fuggire e ignorare tutto ciò che ricordai dal sogno che mi aveva fortemente turbato. M’incamminai lungo la strada e guardai il mondo con occhi diversi. Quello stato di affanno nel sonno, vissuto in una fredda notte invernale, mi aveva fatto capire. Ero triste, ma un filo di speranza mi dava più coraggio e un celato ottimismo che qualcosa sarebbe cambiata nel mondo, confidando nei buoni propositi di tutti gli uomini della terra, ognuno per la propria parte. Mi convinsi che ogni uomo da solo può fare poco, ma insieme ad altri possono rovesciare gli eventi a loro piacimento e invertire le sorti della storia umana e terrena.



L’uomo è un ospite della terra. Non è il suo padrone.



Notte del 30/01/1986, rielaborato e riadattato

nei primi giorni di novembre 2018.

Roberto Zaoner



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