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Le tante facce della Scapigliatura a Pavia

di Ugo Perugini

ScapigliaturaDal 26 febbraio al 5 giugno presso le sale delle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia è possibile visitare la Mostra “Tranquillo Cremona e la Scapigliatura”, curata da Susanna Zatti e Simona Bartolena. Ma chi sono gli “Scapigliati”? Il nome del movimento è mutuato dal titolo di un romanzo del 1862 di Cletto Arrighi, intitolato “La Scapigliatura e il 6 febbraio”. Milano lo tiene a battesimo, qui, infatti si riuniscono intellettuali molto diversi come comportamenti e come interessi ma uniti tutti da una mentalità ribelle, provocatoria, anticonformista, che si oppongono alle regole della morale borghese, alle leggi precostituite, alle imposizione accademiche. Ma poi trova proprio a Pavia, anche grazie a Tranquillo Cremona che qui è nato, terreno fertile per il suo sviluppo. Sempre a Pavia, si terrà nel 1938, alla presenza del Re, una grande mostra che porta lo stesso titolo.

Non è, come si potrebbe pensare, un movimento provinciale, guarda lontano anche alle sollecitazioni intellettuali d’oltralpe, specie Baudelaire, con i suoi “Fiori del Male”. E, soprattutto, non crede che le Arti siano contenitori separati, bensì vasi comunicanti in grado di dialogare tra loro: non per nulla le definiscono “Arti sorelle” e parlano di sinestesia delle arti. Molti di loro, come Emilio Praga, sono poeti, romanzieri e pittori. Arrigo Boito è poeta e musicista. Giuseppe Rovani, autore di “Cento anni”, il grande affresco della vita milanese, è un po’ il maestro degli Scapigliati, oggetto di culto, soprattutto da parte di Carlo Dossi. Vivono però tutti, chi più chi meno, alla maniera dei bohemienne, accolti nei salotti buoni dall’aristocrazia illuminata che spesso li mantiene, dediti all’alcool (assenzio), a una vita dissoluta e, talora, come per Praga e Tarchetti, brevissima. Altri “Scapigliati” hanno comportamenti più morigerati, tanto che Boito, ad esempio, diventerà senatore.

Al contrario dei Macchiaioli che avevano creduto nell’Unità d’Italia ed erano fiduciosi che sarebbe stata possibile una crescita sociale, gli Scapigliati sono molto meno ottimisti e si dimostrano subito piuttosto delusi dal Risorgimento. Tra i principali pittori che hanno animato questo gruppo ricordiamo Daniele Ranzoni, lo scultore Giuseppe Grandi e il già citato Cremona: tutti e tre piuttosto bassi di statura, definiti ironicamente “la comunità dei nani giganti”, amici tra loro e compagni di bisbocce. I pittori “scapigliati” trascurano il paesaggio, la retorica dell’arte ufficiale e si dedicano al ritratto e a scenette famigliari, hanno un approccio intimista, introspettivo, cercano di interpretare lo stato d’animo del soggetto che dipingono, talvolta realizzano opere che sembrano non finite, lasciate a mezz’aria, senza contorni, inconsistenti. Molti artisti, come Segantini, Previati e Medardo Rosso, devono parecchio alla Scapigliatura, anche se ne prendono le distanze. Più coerente resta Luigi Conconi, architetto, pittore e incisore, grafico pubblicitario, che partendo dalla scapigliatura apre a nuovi linguaggi come quello simbolista e per certi aspetti anche quello futurista.

La mostra, ideata da ViDi in collaborazione con il Comune di Pavia e l’Associazione Pavia Città dei Saperi, è organizzata in sezioni iconografiche e presenta una selezione di sessanta opere provenienti da diverse sedi prestigiose e collezioni private. Tra i capolavori da segnalare Amore materno, Ritratto di Nicola Massa, le curiose di Tranquillo Cremona. Ritratto di Rovani di Daniele Ranzoni, Maternità di Giuseppe Grandi e opere di Conconi, Medardo Rosso e Segantini. Non è presente il “Ritratto di Maria Marozzi” di Cremona ma, in compenso, c’è il “Ritratto di Carlo Dossi”, che faceva parte della collezione presente nella villa di Corbetta, oggetto di furto nel 1987, e ora recuperato.

Naturalmente, il percorso terrà conto anche dei contributi di altre arti come la letteratura (diversi i manoscritti presenti, come le ultime pagine del romanzo “Cento anni” di Rovani) , partiture originali con un sottofondo musicale di opere di Boito, Puccini, Catalani, ecc. L’allestimento cerca di ricreare anche certe atmosfere dell’epoca, riproducendo i salotti dell’aristocrazia locale - compreso uno splendido esemplare di pianoforte - dove gli Scapigliati erano, quasi ogni sera, ospiti fissi.

Orari: da lun. a ven. :10,00-13,00/14,00-18,30, sab., dom. e festivi: 10,00-19,00. Biglietti: 10 euro. 

  www.scuderiepavia.com

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