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Omar Galliani – Intorno a Caravaggio

Omar Galliani – Intorno a Caravaggiohttp://www.okarte.it
Chiusura 18/03/2018
In occasione della mostra “L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri”, le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, presentano un focus monografico di Omar Galliani, tra le più originali voci del panorama artistico contemporaneo, intorno al maestro del Barocco.
Piazza della Scala - Milano mappa
Inaugurazione 20/12/2017
In occasione della mostra “L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri”, le Gallerie d’Italia – Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, presentano un focus monografico di Omar Galliani, tra le più originali voci del panorama artistico contemporaneo, intorno al maestro del Barocco. L’intervento è centrato sul “Martirio di sant’Orsola” di Caravaggio, capolavoro della collezione Intesa Sanpaolo, e propone una riflessione di Galliani sul Merisi, che ha contraddistinto la sua attività fin dagli esordi, al cui apice si pone l’opera site specific dal titolo “Rosso cadmio per Caravaggio” formata da due dittici e da un trittico.

Il progetto espositivo presenta complessivamente 10 opere di Galliani in una sala a lui interamente dedicata all’interno della sezione Cantiere del ’900 delle Gallerie. Al termine della mostra, il trittico del ciclo Rosso cadmio per Caravaggio entrerà a far parte del patrimonio storico artistico della Banca.
 
L’esposizione, a cura di Raffaella Resch, è costruita sull’assonanza che Galliani ha cercato con la pittura di Caravaggio, sul primato della pittura come illusionismo, in cui artista e fruitore entrano entrambi in gioco, in quella zona ancora aperta alla pittura dove operare con i possibili linguaggi semantici e tecnici, e dove prima di tutto centrale è il problema dello spazio, della luce e della figura. E da questo punto di vista l’opera di un maestro come Caravaggio, tanto moderno da essere stato riscoperto criticamente nel '900 inoltrato (Roberto Longhi, “Fortuna storica del Caravaggio”), è un ineliminabile punto di partenza, se non un traguardo, per l’artista contemporaneo.

La formula esemplare in cui l’artista emiliano coniuga la propria raffinata e originale interpretazione con capolavori della storia dell’arte, è uno dei marchi di fabbrica di Galliani, esponente di un nuovo figurativo che non ripudia la classicità, anzi la reinventa con una inedita sensibilità contemporanea. Risale al 1977 uno dei suoi primi “d’après” documentati, l’opera “Apparizione”, ripresa da San Matteo e l’angelo di Caravaggio, in cui l’operazione concettuale qui sottesa viene definita dal critico Giovanni Accame “rappresentazione di una rappresentazione”, indicando come nell’utilizzo del medesimo linguaggio formale dell’arte, Galliani porti fuori il suo punto di osservazione, dando luogo a un intervento totalmente nuovo.

“Non c’è arte che non abbia intorno, sempre, tutta l’arte”: questa è la rivoluzione di Galliani, che partecipa al tempo stesso del contesto analitico concettuale di quegli anni, ma non ripudia i traguardi formali della storia passata. In seguito, Flavio Caroli lo chiamerà per la mostra di Ferrara del 1980 dedicata al “Magico primario”, termine coniato per definire l’operato di alcuni artisti, tra cui Galliani, che utilizzano un linguaggio figurativo con l’obiettivo di superare i concetti della più recente avanguardia, rifondando l’arte su valori concreti di “bellezza” e “seduzione” (Caroli) in opposizione alle astinenze del concettuale.
 
Disegno e trattamento del nero, tecniche predominanti nella pittura di Caravaggio che recenti studi hanno messo in luce, fanno parte delle ricerche di Galliani e vengono utilizzati per il nuovo lavoro ispirato al Martirio di sant’Orsola. Di dimensioni molto maggiori rispetto all’originale (che misura 143 x 180 cm), l’opera di Galliani, ora in collezione Intesa Sanpaolo, è un trittico (200 x 430 cm) a grafite su tavola di pioppo, dove l’artista dà forma alla materia pittorica attraverso la fitta sovrapposizione di linee, che di volta in volta definiscono contorni o creano ombre, lasciando la tavola intatta nel punto in cui la figura riceverà più luce, ma immergendola in un nero dalla profondità prospettica contrastata.

L’opera è presentata all’interno di un ciclo dal titolo Rosso cadmio per Caravaggio realizzato appositamente per Gallerie d’Italia, dove una scansione modulare tra colore e immagine con tavole e tele quadrate, dà origine a una strutturazione ritmica di figurativo e astratto, in una campitura monumentale di grande coinvolgimento per il visitatore. Completa il percorso una selezione di opere “antefatti”, tra cui dittici e trittici di grandi dimensioni, con approfondimenti didattici e didascalici relativi alla tecnica utilizzata dall’artista emiliano.
La mostra propone infine una serie di laboratori didattici realizzati in collaborazione con la Fondazione Maimeri, in cui l’artista incontrerà il pubblico per raccontare i contenuti e le tecniche del suo lavoro intorno a Caravaggio, e coinvolgerà studenti delle Accademie o di altre scuole per vere e proprie sessioni sul disegno.
Il catalogo edito da Forma Edizioni contiene uno scritto di Omar Galliani e un saggio di Raffaella Resch.

Foto: Omar Galliani, Rosso cadmio per Caravaggio, 2017, Olio su tela - Dittico, 200 x 400 cm., Archivio dell’artista
 
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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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