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Paolo Veronese al Palazzo della Gran Guardia

VeronesePaolo Caliari detto il Veronese (1528­1588) è celebrato a Verona, sua città natale, con una imponente mostra aperta fino al 5 ottobre 2014 al Palazzo della Gran Guardia. “PaoloVeronese. L'illusione della realtà” è prima grande rassegna in Italia dedicata all'artista, dopo quella di Venezia nel 1939, curata da Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio e Bernard Aikema, dell'Università degli Studi di Verona. Oltre 100 capolavori di cui sessantun dipinti ed altrettanti disegni provenienti dai più prestigiosi musei, tra i quali ricordiamo la Gemäldegalerie di Dresda, la National Gallery of Scottland di Edimburgo, il British Museum di Londra e il Museo degli Uffizi di Firenze, testimoniano nuovi aspetti e critiche dell'operato del Maestro. I disegni, in modo particolare, attestano la maestria grafica nonostante l'artista dipingesse con rapide pennellate, direttamente sulla tela. Se pensiamo alla favolosa triade veneta di quel periodo “Tintoretto, Tiziano, Veronese”, ogni considerazione appare sprecata dinnanzi a tanto estro creativo. Il successo non tardò ad arrivare per Veronese quando si trasferì a Venezia dove si svolse gran parte della sua carriera, grazie ai toni ricchi e solenni ma al contempo eleganti della sua pittura mondana. Questo eccezionale colorista, nonostante il suo carattere schivo e oculato, riuscì ad accaparrarsi tra i committenti, ordini ecclesiastici, confraternite oltre ai privati.Veronese La retrospettiva si compone di sei sezioni che raffigurano la sua formazione, l'architettura, la committenza, i temi allegorici e mitologici, la religiosità ed la sua bottega. Tra le opere spiccano la serie delle “Allegorie dell'Amore, il “Gentiluomo”, “Marco Curzio” inizialmente ignorato dalla critica, il “Riposo nella fuga in Egitto” e “Maddalena penitente”. Il percorso espositivo si conclude con “La cena in casa di Levi”, di notevoli dimensioni (5,50 x 10 metri), realizzato dalla sua bottega “Haeredes Pauli” diretta dal fratello e dai due figli dopo la morte improvvisa di Veronese. Come mostra il recente restauro documentato in un video, Paolo riuscì ad iniziare lo schema della tela e la parte di destra dove si riconosce il suo stile inconfondibile. La mostra è promossa e prodotta dal Comune di Verona, in collaborazione con l'Università degli Studi di Verona, la Soprintentenza per i Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, in associazione con la National Gallery di Londra. L'esposizione arricchisce ulteriormente un itinerario attraverso il Veneto nelle località di Vicenza, Bassano del Grappa (VC), Castelfranco Veneto (TV) e Padova, ideato per scoprire le meraviglie dell'artista del Rinascimento.

Francesca Bellola

5 luglio — 5 ottobre 2014 Palazzo della Gran Guardia Piazza Bra, Verona www.mostraveronese.it www.scopriveronese.it

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«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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