GTranslate

 

Le ragioni della mostra Daniela Simoni

Monte Vidon Corrado - Casa Museo e Centro Studi Osvaldo Licini  25 luglio - 8 dicembre 2020 www.centrostudiosvaldolicini.it

I luoghi hanno sempre un particolare significato in relazione all’arte: basti pensare a ciò che rappresenta Giverny per Monet, Aix-en-Provence per Cézanne, o ancora Arles per Van Gogh. L’arte di Licini si sostanzia della suggestione del suo paesaggio, così simile a quello leopardiano.
Nei dipinti degli anni venti il paesaggio è uno dei generi più frequenti: le marine marchigiane e francesi o le sinuose colline fermane, le pezzature agricole sovrastate dall’azzurro del cielo, la pura geometria delle case coloniche sono rese attraverso un’elaborazione interiore e una cifra pittorica influenzata della lezione di Cézanne, Van Gogh, Matisse. Negli anni trenta la levità che già era emersa nei paesaggi del decennio precedente, la linea obliqua delle colline, l’essenzialità cromatica vengono sublimate in forme geometriche astratte, nate dal sentimento, come nella lirica compagine de “Il bilico”.


Le enigmatiche creature che viaggiano nei cieli dei dipinti liciniani del figurativismo fantastico, elaborate negli anni quaranta e cinquanta, campeggiano tutte sopra l’orizzonte notturno tracciato dei Sibillini, così come lo si vede da Monte Vidon Corrado. I Personaggi, gli Olandesi Volanti, le Amalassunte, gli Angeli Ribelli, i Missili Lunari e gli ultimi Angeli Aquilone nascono dalla visionarietà poetica di Licini costantemente ispirata dalla suggestione del paesaggio natio.
In continuità con l’attività espositiva del Centro Studi Licini, intrinsecamente legata ai progetti di ricerca e di approfondimento riguardo alla conoscenza della figura e dell’opera dell’artista, questa mostra è la prima interamente dedicata al genere del paesaggio nel percorso liciniano. La rassegna indaga il legame con la campagna marchigiana, le vedute francesi e quelle svedesi, le fonti pittoriche, quelle letterarie e filosofiche, il paesaggio descritto nelle lettere e quello disegnato o dipinto, l’interiorizzazione del dato naturale còlto durante le sedute en plein air, la sua trasfigurazione astratta a partire dagli anni trenta fino alle proiezioni cosmiche degli ultimi anni.
Dallo studio delle opere di Licini emerge quella che Birolli definisce la “temporalità circolare”, derivata dal costante processo di revisione cui l’artista ha sottoposto i suoi dipinti, tanto da rendere ardua la ricostruzione di una cronologia che non era prioritaria nemmeno per l’autore. Si è cercato di riflettere sulla datazione di alcune opere degli anni venti, sulle loro vicende espositive e sul riconoscimento di taluni luoghi dipinti o disegnati, sul serrato raffronto con i modelli parigini di riferimento. In catalogo sono pubblicati anche documenti importanti per comprendere il passaggio alla fase del figurativismo fantastico.
La mostra, che annovera alcune opere mai esposte e altre raramente presenti nelle rassegne degli ultimi anni, è suddivisa in nove sezioni tematiche atte a cogliere i topoi liciniani e le permanenze nella sintassi compositiva. La prima è ospitata presso le sale del Centro Studi Licini e accoglie i paesaggi del periodo figurativo, con un’ampia panoramica che consente di seguirne l’evoluzione stilistica anche per gruppi e serie tipologiche. Le altre sezioni sono allestite nella Casa Museo: a eccezione delle ultime due – l’una dedicata ai microcosmi di Licini, l’altra al disegno – esse si aprono sempre con un dipinto figurativo a sottolineare la continuità della riflessione sul paesaggio nelle diverse fasi della pittura liciniana
Tanti capolavori ma anche dipinti poco conosciuti tornano dunque nel luogo della creazione, dove l’artista li ha immaginati, sognati, realizzati, rivisitati. I paesaggi di Licini nel paesaggio di Licini.

Pin It

Le interviste del Direttore

“Baci rubati, Covid 19”, l'arte di Galliani
A cura di Francesca Bellola

Il pittore di fama internazionale si racconta: l'infanzia,...

Leggi tutto...
Luca Pignatelli: «Sempre di corsa, non sappiamo più cos'è l'attesa»
di Francesca Bellola

L'artista: nei miei dipinti c'è lo scorrere del tempo. In queste giornate...


Leggi tutto...
Carta: la vera magia, realizzare i sogni

L'illusionista conosciuto a livello internazionale: «Dopo Ghost sto lavorando agli effetti...


Leggi tutto...
Arnaldo Pomodoro: la mia vita fra Milano, bar Giamaica e Usa

pomodorodi Francesca Bellola

«Ho capito ben presto che la strada della pittura non mi era congeniale,...


Leggi tutto...
Ugo Nespolo, «fuori dal coro» innamorato di Milano

nespolo

 di Francesca Bellola

 Le riflessioni dell'artista dopo che Palazzo Reale gli ha dedicato una...


Leggi tutto...
Giovanni Allevi: «Quando facevo il cameriere alla Scala...»

allevi

di Francesca Bellola

Talentuoso e brillante, empatico e carismatico. Giovanni Allevi, uno dei...


Leggi tutto...
Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it

Francesca Bellola Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it, di cui ha diretto...


Leggi tutto...
Michelangelo Pistoletto: «La mia Mela in Centrale opera aperta al mondo»

pistolettodi Francesca Bellola,

Recentemente la "Mela Reintegrata" è installata definitivamente nella...


Leggi tutto...
Il mondo come lo vorrei Il fotografo Giovanni Gastel tra esordi teatrali e poesia

gastel

di Francesca Bellola

«Da zio Luchino Visconti ho imparato il metodo»

Ha ritratto le donne più...


Leggi tutto...
Mario Lavezzi: un viaggio di musica e parole
lavezzidi Francesca Bellola

Definire la sua attività è riduttivo, è - infatti - compositore,...

Leggi tutto...

Andrea Pellicani: Design, Arte e Sostenibilità

a cura di Francesca Bellola
Il design ha a che fare non solo con l'essere umano, ma con le sensazioni e le emozioni che rendono affascinante e seducente un progetto nella sua interezza. Le firme più autorevoli degli studi milanesi hanno conquistato il mondo grazie anche all'estetica, all'eleganza, alle forme assertive e alla giusta dose di passione ed alchimia nella scelta della qualità dei materiali. Andrea Pellicani, designer, progettista d'interni, nonché artista a tutto tondo si esprime pienamente in questo target innovativo e internazionale,

Leggi tutto...

Arturo Bosetti: la profondità della luce

a cura di Francesca Bellola
«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


Leggi tutto...

Puoi accedere su www.okarte.it con una tua password e dopo l'approvazione della registrazione puoi inserire nel sito articoli e foto. Cordiali saluti, Redazione OK ARTE

Ricordami

Questo sito rispetta la "Protezione dei dati personali GDPR - General Data Protection Regulation, Reg. UE 2016/679"

Visita Pavia in 5 minuti

La Certosa di Milano