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Santa Maria ad Fontem e l'affresco leonardesco: arte e devozione nella campagna di Locate Triulzi

 di Stefano Pariani
Non fosse che sai di essere appena pochi chilometri fuori Milano, diresti di trovarti in una campagna lontana dalla città degli uffici, dei grattacieli, della moda, degli aperitivi “di tendenza”. Attorno un silenzio da borgo antico, terreni agricoli e aziende con allevamenti di bestiame, solo qualche presenza umana che passa in bicicletta. Si presenta così lo scenario di un territorio compreso tra Locate Triulzi e Pieve Emanuele rimasto intatto negli anni ed è proprio qui che conducono i cartelli stradali che indicano l'antico Santuario di Santa Maria ad Fontem.

 

Lo si raggiunge dopo aver affrontato una serie di rotonde che in un primo momento sembra portino ovunque tranne che a destinazione, senza contare che meta d'obbligo delle auto in quel punto è un grande e moderno Outlet a due passi dall'edificio sacro. E invece alla fine al santuario si arriva, richiamati principalmente dal suo svettante campanile piuttosto che dai cartelli, che a un certo punto spariscono.

Siamo sul lato sinistro della valle scavata dalle acque del Lambro meridionale e qui il santuario fu costruito sopra una fonte sorgiva a cui venivano attribuite proprietà miracolose. Probabilmente un tabernacolo dedicato alla Madonna era già stato eretto nel XIII secolo, ma la costruzione del santuario è successiva, legata alla diffusa devozione popolare e all'intervento di una delle famiglie più influenti di quel tempo, i Trivulzio, che dal XIV possedevano il territorio di Locate. Nel 1470 il conte Gaspare Trivulzio aveva costruito una chiesa, cosiddetta inferiore, inglobando l'antico tabernacolo, mentre nel 1530 fu edificato il nuovo santuario “superiore” con porticato antistante l'ingresso, campanile e vasche interne per raccogliere l'acqua miracolosa. Si tratta dunque di tre edifici che si sono sovrapposti nel corso degli anni.

Il santuario venne affidato all'Ordine dei Servi di Maria, ospitati in un annesso convento, e vi rimasero fino alla seconda metà del Settecento, quando l'ordine fu soppresso per volontà di Giuseppe II d'Austria e il santuario e i suoi beni passarono allo Stato: era il 1799. Solo in epoca risorgimentale i Trivulzio tornarono in possesso del santuario e Cristina Trivulzio di Belgioioso, patriota dalla vita avventurosa e donna di grande cultura, lo fece riaprire al culto dei fedeli. Nel 1930 andò incontro ad una serie di restauri ed oggi l'edificio sacro, appartenente a privati, è entrato nei beni tutelati dal FAI, come testimonianza dell'antica devozione mariana presente nel luogo, che ancora si anima con solenni feste nel giorno dell'Ascensione.

Esternamente il santuario si presenta con il porticato di gusto classico, che precede l'ingresso, formato da snelle colonne ed archi a tutto sesto a mattoni scoperti, sovrastato dal bel campanile nel tradizionale cotto lombardo con aperture a bifora ai lati e punta conica. Sulle lunette del porticato si trovano affreschi piuttosto rovinati, bisognosi di restauro. All'interno, sopra l'altare della chiesa inferiore, è custodito il gioiello pittorico del santuario, una “Madonna col Bambino” d'ispirazione leonardesca, riconducibile circa al 1520. La Madonna, seduta su un ampio trono, ha volto e capelli che riconducono alla pittura di Leonardo, a cui si aggiunge un vago enigmatico sorriso, che ricorda molte figure femminili leonardesche. L'autore ignoto potrebbe essere un allievo o un seguace del pittore da Vinci, a cui riconduce anche il paesaggio che fa da sfondo, privo tuttavia di quello sfumato e quella sensazione atmosferica tipici di Leonardo. Sulla destra del dipinto si scorge un edificio in mattoni: è lo stesso santuario di Santa Maria ad Fontem.

Gli interessi attorno a questo edificio sono dunque molteplici, passando dall'aspetto storico-artistico a quello devozionale, fino a quello taumaturgico, il potere di guarigione delle acque, che catalizzerebbero energie positive nell'area del santuario. Un aspetto misterioso e affascinante, di cui si era già trattato sulle pagine di questa rivista a proposito della chiesa di Santa Maria alla Fontana a Milano, le cui origini sono simili a quelle del nostro santuario. A pochi chilometri da Locate si trova la celebre abbazia di Mirasole, nell'aperta campagna di Opera, un'ulteriore tappa che arricchisce la visita di quest'area a sud di Milano.


 
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