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Red Passion alla galleria Campari

campariParecchi anni fa, una celebre showgirl televisiva intratteneva il pubblico pomeridiano della Rai con il gioco del “se fosse”. Lo scopo era quello di indovinare un personaggio tracciandone un profilo per comparazione, ossia associandolo ad altro tramite la locuzione “Se fosse”: “Se fosse un colore o una città o un lavoro o un odore eccetera”. Potremmo fare lo stesso anche noi, convinta come sono, che solo dopo poche associazioni risolveremmo il mistero: se fosse un colore: rosso, assolutamente, se fosse un sentimento, la passione, se fosse una città Milano, se fosse uno stile architettonico sarebbe il liberty. Non avete ancora indovinato? Non posso crederci, allora vi aiuto io, è il Campari nato dalla passione di Gaspare prima e Davide Campari poi. Il gusto italiano nel mondo, il simbolo indiscusso della Milano da Bere. Sesto San Giovanni, la città delle fabbriche alle porte del capoluogo lombardo, è stata la sede fino a nove anni fa della storica fabbrica, trasferita per necessità di ordine pratico a Novi ligure. Oggi, oltre agli uffici amministrativi, ospita la sede della Galleria Campari aperta nel maggio 2010 in occasione del 150esimo anno dalla nascitadella fondazione. La visita è un momento che coinvolge tutti i sensi, è una passeggiata esperienziale. Un’ora e quaranta minuti nella quale, attraverso l’esaustiva e appassionata spiegazione dell’accompagnatore potrete “assaporare” il valore, l’intelligenza di un marchio Made in Italy. La galleria che si sviluppa negli spazi della palazzina liberty, risalente al 1904, si estende su due piani, il primo dedicato all’esperienza Campari, quello superiore invece riservato alle mostre temporanee. L’affascinate percorso si articola in tre momenti: il primo è emozionale, multimediale e interattivo: una slot machine con il logo Campari dà il benvenuto al visitatore, prosegue con 15 videowall che raccontano la storia della comunicazione Campari, tanto cara al suo Patron, attraverso una selezione di 71 caroselli e spot TV dal 1957 al 1990. La TimeTraveller, macchina del tempo che narra i 150 anni dello storico gruppo. Il secondo livello di fruizione punta sulla fisicità delle opere d’arte, tra gli oltre mille lotti dell’archivio Campari sono stati selezionati 100 tra opere su carta, chine e pastelli che sono esposti per la visita. Tra i maggiori ricordiamo Roberto Sambonet, Primo Sinopico e Ugo Mochi solo per citarne alcuni. Il terzo e ultimo livello è quello legato all’approfondimento.campari Il percorso si articola nella zona della galleria accanto alle vetrate che si affacciano sulla lobby. Qui 11 tavoli touch screen permettono di sfogliare rare pubblicazioni custodite nell’archivio Campari. Quello che sarà il Gruppo Campari nasce nel 1860 con le attività di Gaspare Campari, l'inventore, dell'aperitivo rosso a media gradazione alcolica che ancora oggi porta il suo nome. Nel 1867, era trascorso appena un mese dall’apertura della Galleria Vittorio Emanuele II quando, sopra i locali della liquoreria della famiglia, venne alla luce Davide quarto figlio di Gaspare e Letizia Galli. Nel 1926 Davide, prendendo in mano le redini dell’azienda paterna, ne muta la politica limitando la produzione alle sole bevande dotate di forte identità e immagine: l'aperitivo Campari e il liquore Cordial Campari. Nel 1932 nasce Camparisoda, primo aperitivo monodose al mondo: il design della storica bottiglietta è di Fortunato Depero.campari Nel 1960, il Campari è già diffuso e conosciuto in oltre 80 paesi. La lungimiranza di Davide fu quella di saper leggere la realtà e promuovere campagne pubblicitarie sempre moderne e al passo con i tempi che affida a giovani e acuti artisti emergenti: Mora, Munari, Negrin, Nizzoli, Ginopico, De Pero . Inoltre, per un certo periodo di tempo affida al poeta Renato Simoni l’incarico di scrivere una poesia settimanale da pubblicare sul Corriere della Sera dedicata ai prodotti della sua azienda. “Adesso lo sanno tutti che nel Vino/non già la verità ma l’acqua c’è!/Chi a sazietà ripeter non ha udito:/Che l’appetito vien mangiando” Oh cari lettori è falso, è falso/L’appetito vien solo bevendo il Gran Bitter Campari!”

Mariantonia Ronchetti

Info: Galleria Campari- via Gramsci 161- Sesto San Giovanni (Mi)

tel: 0262251 [email protected]






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«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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