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Ad un mese dalla apertura Il mestiere delle arti è già un successo

6155 visitatori nel primo mese di apertura: un numero così elevato di ospiti al Museo Nazionale di Ravenna non lo si registrava da tempo.
Merito del calore con cui il pubblico ha accolto la mostra “Il mestiere delle arti. Seduzione e bellezza nella contemporaneità” promossa e organizzata dal Polo Museale dell’Emilia Romagna, diretto dal dottor Mario Scalini, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di e la collaborazione di Ravenna Antica.
L’esposizione, curata da Ornella Casazza e Emanuela Fiori, con Maria Anna Di Pede e Laura Felici, che nel comitato scientifico sono affiancate dallo stesso dottor Scalini, da Claudio Spadoni e Fabio De Chirico, piace e si è dimostrata in grado di attrarre un pubblico competente anche da molto lontano.

“E’ troppo presto per poter parlare di partita vinta”, chiarisce il direttore del Museo Emanuela Fiori. “E’ però oggettivo l’incremento numerico importante di pubblico e la positività dei giudizi che i visitatori hanno voluto lasciare nei nostri libri per gli ospiti. Sono segnali che premiano una mostra che, per molti versi, è corretto definire come coraggiosa”.
“Coraggiosa perché, per la prima volta in modo ampio, questa mostra cerca di assottigliare, se non abbattere, il secolare muro che, a partire dal Rinascimento, contrappone le cosiddette arti maggiori a quelle minori, annoverando nelle prime la scultura e la pittura, e relegando ad un ruolo secondario, ad artigianato, oreficeria, mosaico, ceramica e tutto il resto. Come se un artista fosse tale se mette mano ad un quadro, mentre perde lo status e la qualità di artista quando, ad esempio, crea una ceramica”.
Per molti la mostra è stata anche l’occasione per avvicinarsi al Museo Nazionale ravennate, portando così molti a scoprire un museo inatteso e la prestigiosa sede dell'ex monastero benedettino di San Vitale che lo accoglie. Un Museo che per certi versi va di pari passo con la mostra perché, accanto agli affreschi trecenteschi di Pietro da Rimini, alle tele raccolte dai Camaldolesi nei secoli di loro permanenza nel monastero, propone una ricchissima sequenza di esempi di arte classificata come “minore” ma che minore proprio non lo è: reperti lapidei di epoca romana, paleocristiana, bizantina, romanica, gotica, rinascimentale e barocca. Oltre a mosaici e materiali archeologici, provenienti in particolar modo dal territorio di Classe, e a bronzi, placchette, avori, icone, armi e armature, ceramiche. Opere di tale rilevo e bellezza che certo non possono essere ritenute “figlie di un dio minore”.

Informazioni
Polo Museale dell'Emilia Romagna
http://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/

Museo Nazionale di Ravenna
Via San Vitale, 17
Tel. 0544 543710 / 543720
[email protected]beniculturali.it

Ufficio Stampa
Studio ESSECI - Sergio Campagnolo
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