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Weekend a Venezia: Fondazione Giancarlo Ligabue e "Idoli"

 
Chiusura 20/01/2019
di Clara Bartolini
VeneziaVenezia, si sa, è una delle mete turistiche più ambite in Italia. Questa volta, c'è una ragione in più per programmare una visita. Una mostra realizzata dalla Fondazione Giancarlo Ligabue, dal 15 settembre 2018 al 20 gennaio 2019, curata da Annie Caubet, conservatrice onoraria del Museé du Louvre e presentata a Palazzo Loredan all'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti.
Venezia mappa
Inaugurazione 15/09/2018
Venezia mappa  20/01/2019
Venezia, si sa, è una delle mete turistiche più ambite in Italia. Questa volta, c'è una ragione in più per programmare una visita. Una mostra realizzata dalla Fondazione Giancarlo Ligabue, dal 15 settembre 2018 al 20 gennaio 2019, curata da Annie Caubet, conservatrice onoraria del Museé du Louvre e presentata a Palazzo Loredan all'Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti. Skira ne propone uno splendido catalogo.

Voluta dal figlio Inti Ligabue, in memoria del padre grande studioso e ricercatore, laureato in paleontologia e con 5 lauree honoris causa. Giancarlo Ligabue è stato un imprenditore, un ricercatore, un esploratore, un paleontologo e un collezionista. Mosso da una passione non comune, persona davvero rara, si è impegnato tutta la vita nella ricerca e conoscenza di mondi, civiltà e culture. Ha dato vita a 130 spedizioni scientifiche tra Africa e Asia, collaborando con grandi università e centri di ricerca mondiali. Il Centro Studi della Fondazione ha ricevuto il premio Unesco per la divulgazione, grazie anche alla rivista Ligabue Magazine, che ha come direttore editoriale Alberto Angela. Inti Ligabue, figlio di tanto padre, ha voluto proporre la terza importante mostra dal titolo "IDOLI, Il potere dell'immagine".

Si potranno ammirare 100 opere provenienti da molti importanti musei europei e italiani e 14 preziosi pezzi della collezione Ligabue, come la famosissima "Dama Ligabue" ritrovata in Iran. Opere tra Oriente e Occidente, provenienti dalla Penisola Iberica, dalla Valle dell'Indo, dall'Atlantico fino all'Estremo Oriente, dal 4000 al 2000 a.C. Alba della civiltà, ma anche periodo di grande transizione. Dalla rivoluzione neolitica si è passati alle società urbane dell'età del Bronzo. Figure femminili, Dee madri, uomini, Dei, sovrani, eroi, molte le splendide opere che ci riportano nei secoli passati, come l'idolo oculare, la statuetta cruciforme, il sigillo della Battriana, tutto sostenuto da una ricerca approfondita sui significati simbolici, sociali e religiosi del tempo, in una connessione tra Oriente e Occidente che mostra come civiltà pur distanti tra loro, si siano stranamente evolute di pari passo.

Molti artisti del '900 hanno preso a modello questi manufatti tanto ricchi di significati. Opere che non mancano di far emozionare, risvegliando in ognuno di noi, le paure, le speranze ancestrali, la fede, che questi idoli rappresentavano per i popoli che li hanno realizzati. Una mostra che non manca il bersaglio, quello di coinvolgere attraverso la passione con la quale è stata realizzata, per ricordare un uomo che con vera lungimiranza ha vissuto e con generosità ha aiutato a portare alla luce reperti di rara bellezza, che ci hanno permesso di comprendere meglio lo sviluppo delle civiltà che ci hanno preceduto. Non perdetela.
Foto: Madre di Turriga

 
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