htMartin Disler: graffi oltre il bellotp://www.okarte.it
Chiusura 18/02/2017
di Marta Lock
Il suo tratto istintivo, aggressivo, disordinato, trova la superficie ideale nella carta, dove il pennello e il colore non vengono trattenuti dall’attrito come nelle trame della tela, bensì scorrono veloci tanto quanto urgente è l’impulso dell’artista di esprimere ciò che la sua interiorità gli suggerisce.
Piazzetta M. Bossi 4, Milano mappa
Inaugurazione 10/01/2017
 
E’ stato questo l’imperativo artistico di Disler, svizzero di nascita ma cittadino del mondo – ha vissuto a Parigi, Milano, New York, Zurigo -, a cui lo Studio Cannaviello di piazzetta Bossi 4 a Milano sceglie di dedicare un’interessante retrospettiva a vent’anni dalla sua scomparsa. Fin dagli esordi si è sempre distinto per il desiderio di andare oltre, rompere gli schemi e rivoluzionare l’ideale comune per cui la pittura doveva essere associata al bello; infatti le sue prime opere sono state dei murales, forti e provocatori, in una città simbolo dell’ordine, Zurigo.

Il suo tratto istintivo, aggressivo, disordinato, trova la superficie ideale nella carta, dove il pennello e il colore non vengono trattenuti dall’attrito come nelle trame della tela, bensì scorrono veloci tanto quanto urgente è l’impulso dell’artista di esprimere ciò che la sua interiorità gli suggerisce. Le figure umane sono solo dei tratti veloci, forme semplici, quasi primitive, in cui ciò che è importante è il simbolo, la contestazione, la sfida ad andare oltre il piacere visivo, volutamente mancante, per approfondire invece un sentire più intenso, più primordiale.

Quindi lo sguardo dell’osservatore è convogliato dentro le tematiche care all’artista: la morte, la vita, la sessualità, il mistero dell’umano, espresse con macchie di colore e di forme che richiedono un attento soffermarsi per riuscire a scorgerne i punti focali. Il suo percorso parte dall’Espressionismo della Neue Wilde e poi si congiunge alla Street Art, quella degli Stati Uniti degli anni Ottanta, quella delle contestazioni, delle lotte razziali, delle differenze di classe, dove chi aveva meno doveva far sentire la propria voce in modo diverso, urlando con violenza verso chi, diversamente, non l’avrebbe ascoltato. Ecco quindi che il graffio diviene mezzo fondamentale, canale comunicativo per esprimere rabbia, desiderio di sovvertire l’ordine, costringere gli altri a guardare la realtà da un punto di vista opposto a quello preordinato, un’urgenza di perdere la sicurezza del certo per aprirsi all’incognita del diverso, del nuovo, che spinge però a una ricerca più profonda, intima, un desiderio di andare oltre un grido e scoprire cosa nasconde.

Le venti grandi opere su carta, in mostra allo Studio Cannaviello fino al 18 febbraio, sono tutte state realizzate tra gli anni Ottanta e i Novanta, e riassumono il pensiero che ha caratterizzato tutta la produzione artistica di Disler.

MARTIN DISLER: OPERE SU CARTA
Studio Cannaviello
Piazzetta M. Bossi 4, Milano
dal 10 gennaio al 18 febbraio 2017

ORARI
dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00

Ingresso gratuito

CONTATTI
Tel.: 02-84148818
Email: [email protected]
Sito web: www.cannaviello.net

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