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Chiusura 29/07/2017
di Marta Lock
Il comun denominatore dei quattro artisti partecipanti alla collettiva in corso presso la Galleria Giovanni Bonelli di Milano, si nasconde proprio nella loro capacità di rifiutare le dinamiche a volte pressanti della creazione di opere con scadenze impellenti, che caratterizzano il business dell’arte nella contemporaneità.
via Porro Lambertenghi 6, Milano mappa
Inaugurazione 22/06/2017
Il comun denominatore dei quattro artisti partecipanti alla collettiva in corso presso la Galleria Giovanni Bonelli di Milano, si nasconde proprio nella loro capacità di rifiutare le dinamiche a volte pressanti della creazione di opere con scadenze impellenti, che caratterizzano il business dell’arte nella contemporaneità.

Maurizio Cannavacciuolo, Fulvio Di Piazza, Francesco Lauretta e Marco Pace creano infatti secondo il proprio ritmo, seguendo il filo e il tempo della propria ispirazione, del proprio estro creativo, che deve necessariamente avere un respiro ampio per esprimersi al meglio, un moto calmo che permette all’artista di imprimere le emozioni più forti nella tela, quelle spontanee, quelle non indotte dall’esigenza di terminare un’opera solo perché la prossima mostra è vicina.

E’ questo il legame più forte tra i quattro, laddove la loro voce si esprime secondo tecniche diverse, secondo stili distanti tra loro, ma tutti estremamente simbolici: Lauretta, curatore della mostra, utilizza il figurativo che non resta fermo bensì si moltiplica quasi a voler mostrare altre facce dello stesso prisma attraverso un particolare contrasto tra l’Iperrealismo del soggetto e un dettaglio che subito dopo risulta strano, l’acidità di un colore o una riproduzione distorta della figura originale; Cannavacciuolo tesse invece una fitta trama di linee che creano immagini fortemente rappresentative di metafore dell’umanità, in cui ogni linea nasconde una ulteriore sottonarrazione, un significato più profondo che va oltre la prima di immagine; e poi Di Piazza, surrealista pop che ha realizzato per la mostra cinque dipinti in cui protagonista assoluto è Marx, calato in contesti diversi rappresentanti i quattro elementi fondamentali – acqua, aria, terra, fuoco – e un quinto che potrebbe rappresentare quello più interiore dell’anima; e infine Marco Pace, narratore di luoghi incantati, di momenti in cui la natura sembra voler gridare forte la propria voce e riappropriarsi di ciò che il progresso e l’azione dell’uomo le ha tolto.

Eppure si sento vicini, uniti da un’affinità elettiva che appiana le diversità e li rende parte dello stesso mood creativo, quello che li fa sentire fuori dal coro, quello che li rende ribelli alle dinamiche commerciali, che li rende artisticamente liberi di essere ciò che sentono di dover essere per poter comunicare in modo più chiaro e incisivo il loro pensiero, la loro visione, la loro voce. Filo d’unione è il neon che caratterizza le pareti dedicate agli artisti, usato da ognuno di loro per dare un titolo ideologico alle creazioni esposte, e la performance del vernissage, che ha lasciato in terra, accanto alla sedia usata da Lauretta per farle letteralmente a pezzi, le pagine dell’Idiota di Dostojevsky, quasi a voler uscire dall’ingenuità dell’artista ancora puro mantendone però la coscienza e il desiderio di non soccombere alle regole imposte e continuare a essere se stessi, nonostante tutto. Una mostra davvero molto interessante.

IDIOTI: CANNAVACCIUOLO, DI PIAZZA, LAURETTA, PACE
Galleria Giovanni Bonelli
via Porro Lambertenghi 6, Milano
dal 22 giugno al 29 luglio 2017

ORARI
dal martedì al sabato dalle 11:00 alle 19:00

Ingresso gratuito

CONTATTI
Tel.: 02-87246945
[email protected]
www.galleriagiovannibonelli.it
 
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