A Palazzo Reale in mostra http://www.okarte.it
Chiusura 24/06/2018
di Clara Bartolini
In mostra fino al 24 giugno, un maestro assoluto dell'arte come Albrecht Dürer, e una serie di impareggiabili suoi coevi tedeschi e italiani. Quaranta i prestatori di opere da alcuni dei più importanti musei d'Europa e nove i paesi di provenienza. Il Rinascimento è stato il secolo della scoperta dell'America e dell'invenzione dei caratteri mobili nella stampa. Un periodo storico di grandi cambiamenti e nuove prospettive, di apertura assoluta
Inaugurazione 21/02/2018
mappa  24/06/2018
Ci siamo felicemente abituati ad apprezzare l'altissima qualità e l'impegno che Milano mette nel proporre mostre e manifestazioni di altissimo livello. Quest'anno più che mai. La collaborazione tra pubblico e privato ha prodotto risultati di grande qualità.

Ora in mostra dal 21 febbraio al 24 giugno, un maestro assoluto dell'arte come Albrecht Dürer, e una serie di impareggiabili suoi coevi tedeschi e italiani. Quaranta i prestatori di opere da alcuni dei più importanti musei d'Europa e nove i paesi di provenienza. Il Rinascimento è stato il secolo della scoperta dell'America e dell'invenzione dei caratteri mobili nella stampa. Un periodo storico di grandi cambiamenti e nuove prospettive, di apertura assoluta. In Germania e in Italia la stampa ha preso il volo, tra Colonia, Roma e Venezia, le prime a recepire le nuove tecniche.

Dürer ne diventa maestro e se la sua pittura rappresentata in mostra da 12 dipinti e 3 acquarelli lascia lo spettatore abbagliato per la grande perizia sia nei grandi formati che per i dettagli minimi che l'artista curava con perfezionismo, altrettanto vale per le sue incisioni, in particolare nella serie L'Apocalisse, suo capolavoro assoluto,insieme a La Melancolia, un'incisione considerata dal Vasari un'opera di eccezionale virtuosismo tecnico, tra le più belle esistenti.

Sessanta tra disegni, incisioni, libri e manoscritti. Artista e matematico Durer studia e si cimenta nei calcoli e proporzioni della figura umana, in questo confrontandosi con le ricerche e gli studi di Leonardo, del quale sono ammirabili alcuni studi e dipinti. Nuove anche le rappresentazioni realistiche e perfette della natura, insetti compresi, vi si cimentano Jacopo Bellini, Leonardo e ancora Dürer. E nasce la nuova ritrattistica, perché l'uomo diventa centro e baricentro del lavoro degli artisti in Germania e in Italia, dove Dürer si reca a studiare gli artisti veneziani.

In mostra, a confronto, molte importanti opere di suoi contemporanei tedeschi come Lucas Cranach, Albrecht Altdorfer, Grien, Burgkmair, Shongauer, ma anche molti italiani conosciuti tra Milano e Venezia come Tiziano, Giorgione, Mantegna, Leonardo, Andrea Solario, Giovanni Bellini, Jacopo de' Barbari, Lorenzo Lotto. Sono 130 in tutto le opere esposte con la curatela del "sapiente" Bernard Aikema, che ci conduce con perizia e garbo in cinque sezioni ben delineate che ci fanno comprendere molte cose del Rinascimento italiano e tedesco, che forse conoscono più gli studiosi che il vasto pubblico come noi.

Una bella occasione per allargare la nostra visione dell'arte e comprendere quanto l'Europa fosse già un luogo di scambi e ispirazione tra artisti di tutte le nazioni. Vale la pena di continuare a crederci. Da vedere.

Foto: Albrecht Dürer, Ritratto a mezzo busto di una giovane veneziana, Prestatore, Vienna, Kunsthistorisches Museum © KHM-Museumsverband
 
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