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Chiusura 29/04/2017
La galleria A arte Invernizzi presenta in occasione di Art Cologne 2017 un percorso espositivo con opere di Nicola Carrino, Riccardo De Marchi, Francesco Candeloro, Günter Umberg e François Morellet. Le ricerche di questi artisti, pur rimanendo sempre personali e consapevoli, trovano un tratto comune nell’utilizzo di materiali disattesi per esplorare diverse possibilità conoscitive.
Koelnmesse GmbH Messeplatz 1, Köln mappa
Inaugurazione 25/04/2017

La galleria A arte Invernizzi presenta in occasione di Art Cologne 2017 un percorso espositivo con opere di Nicola Carrino, Riccardo De Marchi, Francesco Candeloro, Günter Umberg e François Morellet. Le ricerche di questi artisti, pur rimanendo sempre personali e consapevoli, trovano un tratto comune nell’utilizzo di materiali disattesi per esplorare diverse possibilità conoscitive.

Nicola Carrino nei propri lavori, sia in quelli a parete in polistirolo che nelle installazioni a terra in acciaio inox, analizza e ridefinisce un linguaggio sintetico ed essenziale che dialoga attivamente con l’ambiente circostante, ed all’interno del quale il rapporto tra i singoli elementi si presenta in continuo divenire.
Le superfici forate in acciaio inox e plexiglass di Riccardo De Marchi, che delineano una sorta di personalissima scrittura e che mettono in discussione la nostra certezza percettiva, interagiscono qui in modo diretto con le opere, presenti sulla parete opposta dello stand, di Francesco Candeloro dove la sensazione d’inafferrabilità e la leggerezza dei riverberi cromatici tradiscono la fisicità reale del plexiglass.
I monocromi di Günter Umberg, i cui pigmenti sono stesi direttamente sul supporto in molti strati distinti sovrapposti, generano una consistenza concreta, quasi tattile, e restituiscono all’osservatore un senso di profondità assoluta.
L’alterazione tra visione e percezione è fondante anche nei lavori di François Morellet, che attivano una ancor diversa intuizione spaziale nella parete centrale dello stand. I neon guidano l’occhio attraverso, e oltre, i confini fisici della tela aprendo la via a una nuova idea di spazio, che è inscindibilmente legata al tempo della percezione e che dunque coinvolge il visitatore in modo diretto a livello intuitivo e cognitivo.

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