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Chiusura 16/09/2018
di Clara Bartolini
Se avete voglia di trascorrere una giornata indimenticabile, prendete in considerazione una visita alla Venaria Reale, potrete fruire di molte opportunità in una sola. Prima di tutto la Reggia, grandioso complesso monumentale, è un capolavoro dell'architettura barocca che insieme al paesaggio è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco. 
Piazza della Repubblica, 4 Venaria Reale (TO) mappa
Inaugurazione 28/03/2018
Se avete voglia di trascorrere una giornata indimenticabile, prendete in considerazione una visita alla Venaria Reale, potrete fruire di molte opportunità in una sola. Prima di tutto la Reggia, grandioso complesso monumentale, è un capolavoro dell'architettura barocca che insieme al paesaggio è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'Unesco. 

Rinata nel 2007 dopo due secoli di abbandono, con un restauro durato diversi anni, non ha molto da invidiare a Versailles. I visitatori avranno a disposizione 80mila metri quadri, con la seicentesca sala di Diana, la Galleria Grande, la cappella di Sant'Uberto e il vastissimo complesso delle scuderie, opera settecentesca di Filippo Juvara. Poi ancora il famoso Bucintoro, la magnifica Fontana del Cervo, i suoi spettacolari giardini, tutto questo unito al percorso espositivo dedicato ai Savoia.

Uno dei grandi pregi della reggia è quello di avere riportato all'efficienza il laboratorio di restauro, considerato tra i più importanti esistenti. Per i visitatori, sono a disposizione un bar, un elegante ristorante stellato, una sala ristoro, un book shop, e luoghi per rilassarsi. In alcune delle grandi sale trovano posto grandi mostre, che spaziano dall'arte antica alla moderna. In questa primavera, potrete godere della diciottesima edizione di "Restituzioni 2018. la fragilità della bellezza" Tiziano, Van Dyck, Twombly e altri 200 capolavori. Intesa Sanpaolo è l'artefice del progetto Restituzioni, realizzata in collaborazione con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, e organizzata con il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude. A Intesa Sanpaolo si deve l'impegno economico per la salvaguardia del patrimonio artistico nazionale, che le ha fatto riportare tutti questi capolavori provenienti da 17 regioni italiane, alla loro antica bellezza.

La mostra copre un arco cronologico di 40 secoli, e Intesa Sanpaolo ha collaborato con 44 enti di tutela e 63 enti proprietari. La scelta delle opere nasce dalle richieste giunte dai vari territori d'Italia. I curatori del progetto, che nasce nel 1989, sono Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti. Da quella data sono state restaurate 1300 opere restituite alla collettività. Centinaia i laboratori di restauro che hanno collaborato, tra questi quello di Venaria Reale. Vi sono opere monumentali come i pavimenti in mosaico della Basilica di Aquileia, gli affreschi di Altichiero e Avanzo nella Basilica di Padova, e persino la Casa del Manzoni a Milano.

A Venaria Reale è possibile ammirare dipinti, sculture, affreschi, mosaici, strumenti antichi, pale d'Altare, un'antica portantina giapponese, un sarcofago egizio, un antico mantello di piume brasiliano, tessuti, gioielli e molto ancora. 70 gli storici dell'arte che hanno collaborato con Intesa Sanpaolo. Volendo, sarà possibile essere accompagnati nella visita da restauratori che spiegheranno il lavoro fatto su ogni pezzo riportato al suo splendore. La qualità e quantità delle opere è tale, che l'emozione diventa palpabile, sopratutto verso la fine della mostra, quando un ambiente precario vuole introdurre ad opere restaurate dopo essere state danneggiate dall'ultimo terremoto d'Abruzzo.

Se tutto questo non vi basta, sappiate che è in corso una esaustiva mostra fotografica di Sebastião Salgado dal titolo"Genesi", composta da 200 fotografie, fino al 16 settembre. E ancora"Genio e maestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra settecento e ottocento" fino al 15 luglio. Ma informatevi sul sito, troverete, spettacoli, incontri, eventi, giochi d'acqua e altre mostre. Per chiunque ami la bellezza in tutte le sue forme, non c'è che l'imbarazzo della scelta.

Foto: Anton van Dyck, Ritratto di Caterina Balbi Durazzo, 1624, olio su tela
 
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