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IL DISEGNO POLITICO ITALIANO

19 GENNAIO - 28 FEBBRAIO 2019

Il corso della storia, così come si presenta sotto il concetto di catastrofe non puó in realtá impegnare il pensatore piú che un caleidoscopio in mano a un bambino, nel quale ad ogni rotazione l’intero ben ordinato rovina verso un ordine nuovo. L’immagine ha una sua fondata, buona correttezza. I concetti dei dominatori sono stati ogni volta gli specchi grazie ai quali è venuta a co-stituirsi l’immagine di un’“ordine”. Deve essere distrutto il caleidoscopio.

WalterBenjamin,ParcoCentrale1939,in:Sulconcettodistoria,acuradiGianfranco
Bonola e Michele Ranchetti, Einaudi, Torino,1997


La rapidità della mano, la natura a più riprese nervosa del tratto, fanno del dise- gno la tecnica di illustrazione critica dei graduali – e talvolta irruenti – cambia- menti politici e sociali.

Nell’Inghilterra del Settecento William Hogarth raccontò con estremo acume e ironia la società londinese in tutte le sue sfaccettature. Così come Honorè Dau- mier un secolo dopo analizzò le classi sociali in Francia. Agli inizi del ventesimo secolo Georg Grosz e Otto Dix utilizzarono il disegno come argomentazione politica per una critica sociale. Al pari delle incisioni di Goya, le illustrazioni di Grosz rivelano un’intensa espressività e coscienza politica.

Quel che accomuna tutti questi autori è l’uso del disegno come forma di denun- ciaedianalisidellasocietàalorocontemporanea;comeunostrumentoartistico capace di esprimere il malessere e la decadenza, così come le differentipossi- bilità che ogni cambiamento porta consé.

L’Italia è sempre stata un sismografo molto sensibile ai mutamenti. La storia stessa la presenta come un laboratorio di nuove teorie politico-sociali, come fabbricadirealtàpremonitrice.DagliinizidelNovecentoadoggièfacilecogliere questa sua peculiare caratteristica di pioniera dei nuovi disegni politici esociali.

Nel2018,dovesuivarifrontisiriesaminanoesirileggonogliultimiquarant’anni, alfineditrasformare,cambiare,ofinancheinvertirelerottedelcapitalismo,della globalizzazione, dell’Europa tutta, che percezione ha l’artista? Guardando alla storia e alla tradizione del disegno, come reagisce la pratica artistica ad ogni sua rotazione, ad ogni crollo e nascita dei nuovi “ordini”, veri o apparenti, e agli specchi che ne formanol’immagine?



ARTISTI



Rebecca Agnes, Paola Angelini, Federico Antonini, Ruth Beraha, Riccardo Beretta, AlviseBittente, Calori&Maillard,AliceCattaneo,LiaCecchin,GuendalinaCerruti,AlessioD’Ellena,FabioDeMeo, Barbara De Vivi, Chiara Enzo, Roberto Fassone, Valentina Furian, Enej Gala, Riccardo Giacconi e Andrea Morbio, Gli Impresari, Marco Gobbi, Gabriele Longega, Iva Lulashi, Beatrice Marchi, Silvia Mariotti, Corinne Mazzoli, Rebecca Moccia, Ryts Monet, Caterina Morigi, Francesco Nordio, Francesco Pozzato, Barbara Prenka, Paolo Pretolani, Anila Rubiku, Alberto Scodro, MiriamSecco, DavideSgambaro,MatteoStocco,g.olmostuppia,AlbertoTadiello,SulltaneTusha,LuciaVeronesi.






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