GTranslate

 

A Padova in mostra anche l’Arlesiana, prestito d’eccezione della Galleria Nazionale. È stata la protagonista di uno
dei più clamorosi furti d’arte.
Per la grande mostra “Van Gogh. I colori della vita” giunge dalla Galleria Nazionale di Roma la celeberrima “Arlesiana”, ovvero uno dei due dipinti di Van Gogh presenti nei musei del nostro Paese. Si tratta di un prestito d’eccezione, dato che il dipinto è tra i più attesi dal pubblico che visita la GNAM.
Cristiana Collu e il suo staff lo hanno concesso anche quale riconoscimento alla qualità del progetto scientifico della mostra padovana, progetto presentato dal curatore Marco Goldin.


La stessa Galleria Nazionale possiede anche il secondo dei dipinti “italiani” dell’Olandese: “Il giardiniere”. I due Van Gogh, insieme al “Cabanon de Jourdan” di Paul Cézanne, sono stati i protagonisti di un clamoroso episodio di cronaca nera.
Nella notte tra il 19 e il 20 maggio del 1998 la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma subì il furto delle tre opere. A mettere a punto il colpo furono ladri armati, a piedi scalzi e col volto coperto con il passamontagna, che imbavagliate le custodi, si chiusero all'interno del museo per poi agire indisturbati. A liberare le malcapitate furono le forze dell’ordine, a furto ormai perpetrato, richiamate dal barista della Galleria che aveva notato la porta d’ingresso non perfettamente chiusa.
La notizia del furto fece il giro del mondo, tale era l’importanza e il valore dei tre capolavori rubati.
Le otto persone che componevano la banda al comando dell’italo-belga Eneo Ximenes, vennero individuati e catturati 46 giorni dopo. In quel lasso di tempo i tre dipinti erano stati portati a Torino, dove li attendeva un compratore che però, davanti al clamore sollevato dal furto, preferì non concludere l’affare. Le opere erano state messe in vendita sul mercato clandestino a 15 – 20 miliardi di lire.
"Ore 22, furto in galleria" di Francesco Pellegrino, con prefazione dell’allora Ministro ai Beni Culturali Walter Veltroni, racconterà poi la ricostruzione della storica vicenda.
L'Arlesiana della GNAM è un olio su tela di 50 x 60 cm, realizzato da Van Gogh nel 1890. L’Arlesiana era la proprietaria del Café de la Gare di Arles, accanto alla Casa Gialla, dove l’Olandese trascorreva molte delle sue serate.
Quella che si potrà ammirare al San Gaetano è una delle versioni del ritratto, probabilmente l’ultima, che Van Gogh dipinse in alcune varianti. Venne realizzata mentre il pittore era ricoverato nel manicomio di Saint-Rémy. L’artista non aveva quindi davanti la modella, ma oltre che sul suo personale ricordo, prese soprattutto spunto da un disegno che l’amico Gauguin aveva dedicato allo stesso soggetto, al tempo in cui, nell’autunno del 1888, i due lavorarono insieme nello studio al piano terra della Casa Gialla. Quel disegno, ora conservato nel museo di San Francisco, Gauguin l’aveva lasciato a Van Gogh.
L’Arlesiana qui appare malinconica, invecchiata rispetto ad altre versioni, e questo è perfettamente in linea con la situazione psicologica della donna, che soffriva anch’essa di depressione come troviamo scritto nelle lettere di Van Gogh dei primi mesi del 1890 a Joseph Ginoux, il marito di lei. Per questo motivo, a completare quella che sarà una straordinaria parete in mostra dedicata ai ritratti degli amici di Van Gogh ad Arles, campeggerà anche il famoso ritratto fatto da Vincent proprio a Joseph Ginoux, nell’autunno del 1888, di proprietà del Kröller-Müller Museum, uno dei due templi vangoghiani nel mondo, principale prestatore di questa grande mostra padovana. Info: www.lineadombra.itUfficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
ref. Roberta Barbaro
Tel. 049.663499; [email protected].

Pin It

Le interviste del Direttore

“Baci rubati, Covid 19”, l'arte di Galliani
A cura di Francesca Bellola

Il pittore di fama internazionale si racconta: l'infanzia,...

Leggi tutto...
Luca Pignatelli: «Sempre di corsa, non sappiamo più cos'è l'attesa»
di Francesca Bellola

L'artista: nei miei dipinti c'è lo scorrere del tempo. In queste giornate...


Leggi tutto...
Carta: la vera magia, realizzare i sogni

L'illusionista conosciuto a livello internazionale: «Dopo Ghost sto lavorando agli effetti...


Leggi tutto...
Arnaldo Pomodoro: la mia vita fra Milano, bar Giamaica e Usa

pomodorodi Francesca Bellola

«Ho capito ben presto che la strada della pittura non mi era congeniale,...


Leggi tutto...
Ugo Nespolo, «fuori dal coro» innamorato di Milano

nespolo

 di Francesca Bellola

 Le riflessioni dell'artista dopo che Palazzo Reale gli ha dedicato una...


Leggi tutto...
Giovanni Allevi: «Quando facevo il cameriere alla Scala...»

allevi

di Francesca Bellola

Talentuoso e brillante, empatico e carismatico. Giovanni Allevi, uno dei...


Leggi tutto...
Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it

Francesca Bellola Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it, di cui ha diretto...


Leggi tutto...
Michelangelo Pistoletto: «La mia Mela in Centrale opera aperta al mondo»

pistolettodi Francesca Bellola,

Recentemente la "Mela Reintegrata" è installata definitivamente nella...


Leggi tutto...
Il mondo come lo vorrei Il fotografo Giovanni Gastel tra esordi teatrali e poesia

gastel

di Francesca Bellola

«Da zio Luchino Visconti ho imparato il metodo»

Ha ritratto le donne più...


Leggi tutto...
Mario Lavezzi: un viaggio di musica e parole
lavezzidi Francesca Bellola

Definire la sua attività è riduttivo, è - infatti - compositore,...

Leggi tutto...

Andrea Pellicani: Design, Arte e Sostenibilità

a cura di Francesca Bellola
Il design ha a che fare non solo con l'essere umano, ma con le sensazioni e le emozioni che rendono affascinante e seducente un progetto nella sua interezza. Le firme più autorevoli degli studi milanesi hanno conquistato il mondo grazie anche all'estetica, all'eleganza, alle forme assertive e alla giusta dose di passione ed alchimia nella scelta della qualità dei materiali. Andrea Pellicani, designer, progettista d'interni, nonché artista a tutto tondo si esprime pienamente in questo target innovativo e internazionale,

Leggi tutto...

Arturo Bosetti: la profondità della luce

a cura di Francesca Bellola
«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


Leggi tutto...

Puoi accedere su www.okarte.it con una tua password e dopo l'approvazione della registrazione puoi inserire nel sito articoli e foto. Cordiali saluti, Redazione OK ARTE

Ricordami

Questo sito rispetta la "Protezione dei dati personali GDPR - General Data Protection Regulation, Reg. UE 2016/679"

Visita Pavia in 5 minuti

La Certosa di Milano