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Reportage sull’isola di Rodi, a cura del critico d’arte Melinda Miceli

miceli a rodiArrivata a Rodi, ho avvertito subito vicinanza con la Turchia, meno di 18 Km; si mostrano netti nel paesaggio gli influssi storici con le città fortificate del cristianesimo contro l’Islam e le moschee del periodo della conquista turca subito dopo. La più grande e la più orientale delle isole del Dodecaneso che separa il mar Egeo dal Mediterraneo, ha un disegno urbano che rispecchia il sistema ippodameo in cui la sovrapposizione della grecità al medioevo che la racchiude, risulta essere la sigla stilistica dello skyline dell’isola. Il centro urbano implicato entro poderose e turrite mura medievali si affaccia sul mare con le sue porte e guarda verso il castello e il porto di Mandraki. Questo porto e' un unicum; presenta all’ingresso nel punto dove la leggenda vuole poggiassero i piedi del Colosso, due cervi, simbolo dell’isola in quanto secondo alcune leggende furono i cervi a liberare Rodi dai serpenti.

galleria fotografica

colosso L’ingresso di Mandraki era noto anche per il Colosso di Rodi, statua del dio Helios alta circa 32 metri, larga 7, con un peso di 600 tonnellate, che e' considerata una delle sette meraviglie del mondo antico. Si ergeva su un basamento di marmo alto 15 metri e all'apice dello splendore, rappresentava un Apollo nudo, con le braccia protese. A occuparsi della sua realizzazione fu Carete di Lindo, allievo di Lisippo nel 292 a.C. dopo la vittoria della città di Rodi su Demetrio di Macedonia. La struttura interna era di pietra e attorno a essa stavano agganciate le piastre di bronzo. La posa del dio Helios non era forse con le gambe divaricate come frequentemente rappresentato, e teneva in mano una torcia che fungeva da faro per i naviganti essendo posto, come asseriscono studi recenti, su una collinetta prospiciente il porto. Il Colosso fu completato nel 293 a. C, e per 67 anni vegliò sull’isola. Nel 226 a.C. però un devastante terremoto fece crollare la statua in mare, secondo altri sulla terra. I Ròdiési non vollero ricostruirla per via dell’oracolo che li aveva sconsigliati. Il Colosso abbattuto rimase a terra, o forse nelle limpide acque dell’Egeo, per 880 anni, fino al 654 d.C,  quando gli arabi che avevano conquistato l’isola lo vendettero a un ebreo di Homs (Siria). Dell’enorme statua si persero rapidamente le tracce, e oggi risulta impossibile ricostruire il tragitto e la fine del preziosissimo carico diretto in Siria.

mosaico“Tra le acque profonde fiorì l’isola di Rodi, figlia di Afrodite Dea dell’Amore, per diventare la sposa del Sole” Pindaro. L’isola che deve probabilmente il suo nome alla rosa o alla mitologica ninfa Rodo, figlia di Poseidone e di Afrodite, intensificò i suoi accenti artistici con la conquista nel 1309 da parte dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni che la munirono di possenti fortificazioni, trasformandola in una fiorente cittadella medievale a carattere internazionale. Le mura costruite dai cavalieri, dette Marasia, permisero all'isola di resistere agli attacchi del sultano dell'Egitto nel 1444 e di Maometto II nel 1480, ma nel dicembre del 1522 Rodi non poté sostenere l’attacco del grande esercito di Solimano il Magnifico. Ai pochi cavalieri rimasti fu concesso di ritirarsi a Malta, mentre l'isola restò sotto il dominio ottomano per quattro secoli. A causa della resistenza opposta da Rodi, Solimano il Magnifico la escluse dal regime privilegiato che aveva garantito invece alle altre isole che non avevano reagito al suo potere. Altresì espulse tutta la popolazione greco-cristiana dall'isola mentre la maggior parte delle chiese furono convertite in moschee.

Nel 1912, durante la guerra di Libia, l’Italia strappò l’intero Dodecaneso ai turchi e la città di Rodi governata da Mario Lago costituì il capoluogo della provincia la cui sigla automobilistica era RD. Risalgono al periodo italiano durato quasi 40 anni, i restauri di numerose opere monumentali e la costruzione di strade ed edifici pubblici soprattutto in stile fascista.

Rodi e' una città che non si spegne al calare della luce del sole ma la cui atmosfera medievale si accende di movida, ristoranti e negozi di souvenir greci che sono spesso veri piccoli capolavori.

L’Acropoli con le 4 colonne del tempio di Apollo e con il tempio dedicato alla dea Atena Lindia, in via di restauro, domina, dall’alto dei suoi 116 metri, le due splendide baie di Lindos e San Paolo. Dall’alto al basso si scorgono magici tramonti, il mare azzurrissimo, le sue boungaville e gli ibischi hanno visto emergere la Dea Venere, la cui statuetta è custodita nel museo Archeologico. Il sole dorato, la fitta vegetazione, l’imponente castello, le ville con i gelsomini indiani, il mercato con il suo colore cosmopolita con il riflesso del porto di Mandraki, mostra l’incomparabile bellezza nota agli affreschi e alle opere più rappresentative dei pittori greci.

La spiaggia di Agios Pavlos, ha un accesso strettissimo al mare tanto da farla sembrare un lago; racconta la leggenda che le rocce si chiusero in un abbraccio per proteggere S. Paolo, approdato qui durante una tempesta. Ancora resti greci, le sculture nella viva roccia dell’emiciclo e della trireme probabilmente opera di Pitocrito, l'artista che realizzò la Nike di Samotracia esposta al museo del Louvre, greco-romani ma soprattutto medievali lo splendido castello, stupendamente restaurato nel periodo italiano, e la chiesa bizantina semidistrutta di San Giovanni.

 Il Palazzo dei Gran Maestro e' sito in Οδός Ιπποτών, la celebre via dei Cavalieri, e si può definire fortezza nella fortezza, essendo il centro del “Collachium”, il quartiere dei militari e rifugio ultimo della popolazione che per sfuggire agli attacchi nemici si precipitava tra le possenti mura. Ha una struttura quasi quadrata e la disposizione degli spazi attorno al cortile centrale e i magazzini, dimostrano l’influenza bizantina con il sorgere dell’Acropoli bizantina del settimo secolo. L’edificio reca anche indizi del famoso tempio di Helios, plausibilmente sito sotto le sue fondamenta.

Le statue allocate nel cortile del palazzo sono del periodo ellenistico e romano. Sul lato sud è l'ingresso principale con le due immense torri, l'unica parte appartenente alla struttura originaria. Lungo la facciata ovest si trova la torre rettangolare voluta dal Gran Maestro Pierre d'Aubusson, rattoppo ai danni conseguenti all'assedio Turco del 1480 e al sisma del 1481. Fu restaurato dall'architetto Vittorio Mestorino per volere del governatore italiano Cesare Maria de Vecchi affinché divenisse sull'isola la dimora di Mussolini il cui nome spicca su una grande placca vicina all'ingresso del palazzo. Mestorino fece eseguire interni raffinati in stile medievale grazie all'apporto del pittore Pietro Gaudenzi che realizzò gran parte degli splendidi affreschi. L'arredamento fu ambientato tra il fascino immortale di reperti archeologici originali come gli splendidi mosaici pavimentali provenienti dagli scavi archeologici di Kos e altre copie di importanti scultori come Alessandro Monteleone, mobili e arazzi di eccelsa lavorazione creando quell’effetto scenico storicamente edettico. Nei dintorni su un monte verdissimo, passando dal Monastero di Kalopetra, era obbligo visitare la famosissima Valle delle Farfalle dove scorrono freschi ruscelli, che esibisce uno dei più rari biotipi d’Europa. Vivono nella Valle la Kalimorsa quadripuntaria himalaiensis, avente un caratteristico odore che a maggio trasforma le sue crisalidi per assumere la sua forma definitiva a giugno. Luogo fuori dal tempo nel quale lo scorrere delle acque sembra riassumere e riflettere il rumore del fruscio degli alberi e degli insetti. isce bellezze naturali a monumenti dell'antichità e del medioevo. L'acropoli di Lindos è un monumento riconosciuto internazionalmente dall’Unesco, come l’antica città di Rodi. Si trova a circa 55 chilometri da Rodi Città  posta in cima a una collina, da cui si gode una delle più belle viste sul mare, è raggiungibile a piedi o a dorso d'asino. Questo villaggio ha una piazza unica, con un enorme albero nel centro innaffiato continuamente con acque di sorgente provenienti da una fontana costruita al tempo dei Cavalieri. Difeso dalla rocca-castello fortificata dai Cavalieri e sulla quale sorgono l’Acropoli e il Tempio dorico di Athena Lindia, risalenti al 300 avanti Cristo e raggiungibili tramite una scalinata di 300 scalini, Lindos è il villaggio più bello di Rodi e il suo tiranno Cleobulo nel IV secolo a.C. fu incluso fra i 7 saggi dell’antichità

Da Rodi parte un viaggio storico che s'inoltra nella conoscenza del Medioevo Cristiano e negli usi e costumi turchi che sono tangibili visitando con escursione in mare le isole di Simy e Panormitis. Rody e Malta hanno molte cose in comune tra cui la centralile posizione strategica e una nobile storia cavalleresca che affascina ancora oggi i grandi viaggiatori alla ricerca di tracce di Medioevo e del culto Cristianesimo per eccellenza incubatore culturale eternamente imperscrutabile.

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