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Pedra Cèlica

artisti costruttori di pace
Chiusura 02/08/2020
In galleria saranno esposte dodici nuove opere dell'artsia catalano Sergi Barnils caratterizzate dall’estrema cura con cui l’artista tratta la materia e il colore, attraverso una pittura densa di graffiti primordiali e colori mediterranei espressi con la tecnica dell' encausto sulle superfici porose del marmo, del granito e della lavagna.
P.zza G.Bruno 3 | Via Garibaldi 16 – Pietrasanta LU mappa
Inaugurazione 11/07/2020
 MARCOROSSI artecontemporanea è lieta di presentare, a sei anni dall’ultima personale a Pietrasanta, il nuovo ciclo di opere di Sergi Barnils dal titolo Pedra Cèlica. In galleria saranno esposte dodici nuove opere caratterizzate dall’estrema cura con cui l’artista catalano tratta la materia e il colore, attraverso una pittura densa di graffiti primordiali e colori mediterranei.

Dagli anni Ottanta Sergi Barnils si dedica pienamente alla pittura e il suo linguaggio artistico raggiunge nel tempo la piena maturità evolvendo verso una sintesi dello spazio con un segno incisivo e raffinato. L’artista perfeziona negli anni la tecnica a encausto, la pittura a cera e fuoco dei Greci e dei Romani, condensando nelle proprie immagini le sue intime riflessioni sulla condizione umana e il personale sentimento di celebrazione della vita, in ogni sua forma e divenire.
In anni recenti Barnils si accosta alla scultura su pietra espandendo il proprio alfabeto visivo alla tridimensionalità. Da questa nuova esperienza nascono anche le opere del ciclo Pedra Cèlica, dove la pittura a encausto si adatta alle superfici porose del marmo, del granito e della lavagna. Abbandonate le forme perfette e geometriche della tela – o della tavola di legno – i nuovi “quadri” assumono una forte presenza oggettuale con forme frastagliate e irregolari, evocative di antichi reperti e frammenti della storia. Simili a steli epigrafiche dai caratteri misteriosi, le opere della mostra Pedra Cèlica racchiudono il senso del sacro e la profonda spiritualità dell’artista: sono le pietre che lastricano la strada celeste.
Sergi Barnils è nato a Bata, capitale della Guinea Equatoriale, nel 1954. Quando nel 1956 il territorio da colonia spagnola diventa una provincia del Golfo di Guinea, la famiglia Barnils ritorna in Catalogna. Fin dalla più giovane età Barnils dimostra una chiara propensione per il disegno e porta avanti con determinazione la propria vocazione pittorica. Pur lavorando nella fabbrica di ceramica paterna, dalla metà degli anni settanta frequenta lo studio del pittore Nolasc Vals e dal 1988 la facoltà di Belle Arti di Barcellona: è in questi anni che il colore inizia ad avere un ruolo di fondamentale importanza per il suo fare arte. Dopo la chiusura della fabbrica di ceramica di famiglia, all’inizio degli anni novanta, Barnils si dedica esclusivamente alla pittura. Nel frattempo il suo linguaggio artistico raggiunge la piena maturità e la sua opera, inizialmente influenzata dalle principali correnti contemporanee, si va precisando in una forma definitivamente personale.
Attraverso un segno geometrico che si stempera nell’utilizzo dei colori, protagonisti assoluti della sua pittura, Barnils è giunto, quindi, a condensare nelle proprie immagini, sia pure astratte e dense di graffiti primordiali, le sue più intime riflessioni sulla condizione umana: dalle sue opere, ma soprattutto dai suoi colori gioiosamente festanti, si sprigiona così un intenso sentimento di celebrazione della bellezza della vita,
in ogni sua forma e divenire. Dopo la prima mostra personale alla galleria Maravia di Tordera nel 1980, una serie ininterrotta di esposizioni personali e collettive ha portato le sue opere in gallerie e musei della Spagna – a Barcellona, Girona, Maiorca, Saragozza, Logroño e Madrid.
Negli anni novanta Barnils ha iniziato a esporre in Germania, Austria, Belgio e Olanda. Le sue opere sono state presentate in Italia per la prima volta nel 1996 a Milano, con una mostra alla galleria Spirale Arte. Nello stesso anno Barnils vince il Premio internazionale di pittura a Tossa de Mar (Girona). Fra le sue esposizioni, si ricordano le mostre personali a Palazzo Racani Arroni di Spoleto nel 2002 (La morada inmutable), Doxologies alla Galleria Maragall di Barcellona; nel 2007 espone a Palazzo Pretorio di Castell’Arquato (PC) e nel 2008 a Clusone, al Museo del Complesso dei Disciplini. Nel 2009 Barnils viene invitato ad allestire una personale al museo di Palazzo Principi di Correggio. Nel 2011 espone in diverse gallerie in Italia e in Spagna, ma gli eventi più significativi dell’anno sono la mostra antologica Envers la Ciutat Esplendent alla Fondazione Caixa Terrassa di Barcellona e la personale Maragda alla galleria Marcorossi artecontemporanea di Milano. Nel 2012 le sue personali si svolgono a Torino e Verona, nel 2015 a Pietrasanta, nel 2016 ad Asiago ed è presente in una serie di rassegne a Firenze, al MACBA di Barcellona e in Australia. Sono del 2017 le personali Maran Ata all’Espai Volart della Fundaciò Vila Casas di Barcellona, e Revelaciò a Palazzo Anguissola Cimafava di Piacenza.
Oggi Sergi Barnils vive e lavora tra Barcellona e Sant Cugat, Spagna.
 
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