GTranslate

 

L'emblema nel cuore di Piacenza: il broletto

di Stefano Pariani

Broletto PiacenzaSimbolo dell'epoca comunale e della vivace vita politica delle città medievali, il broletto (o palazzo comunale) è ancora oggi presente nelle piazze principali di alcune città, specie lombarde ed emiliane. Si ergeva spesso di fianco alla chiesa principale della città per indicare la stretta vicinanza tra sfera religiosa e laica. Piacenza ne conserva uno bellissimo che è giunto intatto fino a noi e che, grazie al contrasto tra il caldo colore del suo mattone e il bianco del marmo, è l'edificio più suggestivo di Piazza Cavalli, cuore della città emiliana, scenografico ampio spazio su cui si affacciano il Palazzo dei Governatori, il palazzo dei Mercanti e la chiesa di San Francesco.

galleria fotografica

Di fronte al palazzo Comunale spiccano le due statue equestri di Alessandro e Ranuccio Farnese, risalenti al Seicento, che ricordano nel loro vigoroso slancio gli anni di splendore che il Ducato di Parma e Piacenza visse sotto questa grande famiglia. Il broletto venne eretto nel 1281 per volontà di Alberto Scoto, potente signore ghibellino della città, che ne affidò la realizzazione agli architetti piacentini Pietro da Borghetto, Gherardo Campanaro, Pietro da Cagnano e Negro de’ Negri. Il Palazzo Pubblico, denominato dai piacentini “Gotico” nel corso del secolo XIX, è uno dei più significativi esempi italiani di palazzo comunale.

La parte inferiore presenta un profondo portico con alti ed ampi archi a sesto acuto; il rivestimento è in pietra bianca e marmo di Verona. Sopra di essa s'innesta la parte in cotto con una serie di grandi archi a tutto sesto entro cui si aprono finestre a trifora o quadrifora. Il lato sinistro è impreziosito da un grande rosone marmoreo. Al di sopra dell'intero edificio corre una elegante cornice ad archetti che s'intersecano e, a coronamento, una merlatura a coda di rondine, simbolo dei ghibellini. Al primo piano si trova un grande salone con architravi in legno, illuminato dai grandi finestroni e dal rosone, adibito alle riunioni dell'Anzianato.

Nel 1644 fu allestito in questo spazio, su progetto di Cristoforo Rangoni, un teatro in legno con colonnati per festeggiare la pace tra papa Urbano VIII e il duca Odoardo Farnese dopo la guerra di Castro; venne rappresentato con grande successo il dramma in musica “La finta pazza” del compositore emiliano Francesco Sacrati. Il palazzo subì diversi rimaneggiamenti tra il XVI e il XVII secolo, ma all'inzio del Novecento interventi di restauro lo riportarono alla sua struttura originaria, eliminarondo le modifiche che ne avevano alterato l'immagine. Tra i finestroni del primo piano entro una nicchia era collocata la statua di una Madonna col Bambino, ora conservata ai Musei Civici di Piacenza e sostituita da una copia. La statua proveniva dalla Chiesa di Santa Maria de' Bigulis, che sorgeva un tempo sull'area del Palazzo Gotico e che fu distrutta proprio per lasciare spazio al nostro edificio. Anch'essa testimonia la fervida attività della scultura piacentina nel Duecento e i suoi contatti con la cultura antelamica proveniente da Parma.

Oggi il Palazzo Gotico, oltre che immagine-simbolo della vivace vita piacentina, è sede espositiva di mostre ed eventi, ospitati nel salone del primo piano. A questo proposito da segnare in agenda l'imminente mostra “Guercino a Piacenza”, che si terrà proprio in questo spazio a partire dal 4 marzo e che si preannuncia come un evento imperdibile.

Pin It

Andrea Pellicani: Design, Arte e Sostenibilità

a cura di Francesca Bellola
Il design ha a che fare non solo con l'essere umano, ma con le sensazioni e le emozioni che rendono affascinante e seducente un progetto nella sua interezza. Le firme più autorevoli degli studi milanesi hanno conquistato il mondo grazie anche all'estetica, all'eleganza, alle forme assertive e alla giusta dose di passione ed alchimia nella scelta della qualità dei materiali. Andrea Pellicani, designer, progettista d'interni, nonché artista a tutto tondo si esprime pienamente in questo target innovativo e internazionale,

Leggi tutto...

Arturo Bosetti: la profondità della luce

a cura di Francesca Bellola
«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


Leggi tutto...

Puoi accedere su www.okarte.it con una tua password e dopo l'approvazione della registrazione puoi inserire nel sito articoli e foto. Cordiali saluti, Redazione OK ARTE

Ricordami

Questo sito rispetta la "Protezione dei dati personali GDPR - General Data Protection Regulation, Reg. UE 2016/679"

Chiese e dimore antiche

di Stefano Pariani
Ci siamo già occupati sulle pagine di questa rivista di chiese milanesi abbandonate o lasciate all'incuria dei tempi e si auspicava per [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani
La storia dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano è fortemente legata a quella della sua città e affonda le radici nel Cinquecento, [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

Visita Pavia in 5 minuti

La Certosa di Milano

BELLATORES TRAILER - Teatro Aleph