Lugano : MASI 16 SETTEMBRE 2018 – 6 GENNAIO 2019 http://events.masilugano.ch/Magritte/
Di Mariantonia Ronchetti
Il 20 novembre 1938 presso il Musée royal des Beaux Arts di Anversa, René Magritte tiene una delle sue rare conferenze conosciuta con il titolo Ligne de la vie. In un’ora di colloquio l’artista belga ripercorre le tappe della sua carriera e della sua esperienza surrealista. Attorno a questo nucleo si dipana la mostra allestita presso il MASI di Lugano. L’obiettivo di Magritte , come quello dei curatori Xavier Canonne e Julie Waseige è comprendere “L’Enigma dell’uomo”. Il percorso espositivo si dipana in otto sezioni: le opere presurrealiste (1920- 1924),prime opere surrealiste (1925-1930), parole ed immagini (1927-1930), les affinité élective (1933-1940), periodo Renoir (1943-1947),période vache (1948), affiche pubblicitarie e politiche, Il successo internazionale (1948- 1967). René Magritte nasce nel 1898 a Lessines, presso Charleroi in Belgio. Nel 1916 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bruxelles ed esordisce con opere di avanguardia futurista e cubista, ma la svolta è l’incontro nel 1924 , con un’opera metafisica di Giorgio De Chirico.

 

È da qui che prende le mosse la mostra di Lugano. Osservando l’una accanto all’altra Les Palisirs du poète di De Chirico e la Traversée Difficile di Magritte possiamo capire quali aspetti dell’arte dell’artista italiano abbiano affascinato il belga: De Chirico propone una nuova prospettiva attraverso la quale si può finalmente ascoltare il silenzio del mondo. La pittura metafisica si svela come un miracolo a Magritte che a partire dal 1925 comincia a produrre opere di stampo surrealista. Lo affascina, in modo particolare, il fatto che sia l’idea a prevalere sulla tecnica pittorica, ed è proprio in questo frangente che comincerà a indagare il mistero dell’uomo. Dourmier téméraire fu dipinto durante il soggiorno a Parigi , quando l’artista si avvicina al gruppo surrealista. A differenza dei colleghi parigini l’interpretazione di Magritte è del tutto personale. Come sempre predilige una rappresentazione narrativa e lineare nella quale ben si distinguono gli oggetti rappresentati, tutti associati al sonno, ma il mistero dell’interpretazione di ciò che viene rappresentato rimane enigmatico.

Sempre nella capitale francese , in una fase di grande ispirazione, Magritte realizza numerosissime opere tra cui le celebri “peinture –mots”, pitture –parole, che rappresentano un contributo fondamentale per l’arte del XX secolo. Le immagini si accompagnano a brevi frasi scritte con una grafia ordinata e precisa come se si trattasse di un abecedario. Lo spettatore è invitato a riflettere sul carattere convenzionale del linguaggio e, dopo aver osservato, ricomporre un’immagine mentale attraverso gli indizi che l’artista lascia sulla tela. La crisi del 1929 spinge Magritte a rientrare a Bruxelles dove si sostiene economicamente realizzando insegne e manifesti pubblicitari. Lo stile delle sue opere è più accurato e la sua tavolozza è più varia ancora una volta Magritte rappresenta le affinità di significato esistenti tra gli oggetti. Durante l’occupazione tedesca si sperimenta nella pennellata a macchia degli impressionisti, schiarendo la sua tavolozza: tale fase viene definita dallo stesso artista “Renoir” . Fin dal 1918 l’artista intensifica la sua attività di grafico anche per sostenere il bilancio familiare, la sua poetica e la sua ricerca emergono anche in questo tipo di produzione. Dal 1948 fino alla morte, Magritte si dedica alla pittura e il suo obiettivo è quello di evocare il mistero del mondo a partire da oggetti comuni. Per sottrarli alla banalità del quotidiano: li ingigantisce, li pietrifica o li fa vibrare nell’aria come se non esistesse gravità. Concilia armonicamente gli opposti in una stessa immagine.

La grande Guerre. All’inizio degli anni Sessanta Magritte riflette sul tema di ciò che definisce “visibile e nascosto” che pone al centro dell’esperienza quotidiana. Il dipinto raffigura il busto di un uomo il cui viso è nascosto da una grande mela. Il concetto è quello di mostrare qualcosa di visibile che nasconde sempre qualcosa che in realtà non lo è, qualcosa che rimane perennemente misterioso.

MASI Piazza Bernardino Luini, 6 Lugano.
Orari: da Martedì a Domenica dalle 10:00 alle 18:00
Giovedì fino alle 20:00.

E’ possibile ottenere lo sconto se si presenta alla cassa la tessera Abbonamento Musei Lombardia

Il MASI di Lugano rappresenta il punto di arrivo di una profonda revisione delle politiche culturali che ha portato all’unificazione del Museo Cantonale d’Arte e del Museo d’Arte di Lugano in una sola istituzione. Il museo ha due sedi: al LAC sono proposti diversi allestimenti volti ad approfondire l’arte del Novecento e contemporanea e le sue collezioni, a Palazzo Reali l’attività si concentra sulla storia dell’arte del territorio e sulla valorizzazione di nuclei specifici delle collezioni. 


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