Ricordiamo che ha ottenuto due lauree honoris causa di Cantherbury, 8 prestigiosissimi premi letterari di livello nazionale, 15 pubblicazioni didattiche, da intenditore, esoteriche e raffinatissime, riconosciute universalmente nel mondo dell’editoria, Melinda Miceli è oggi una delle icone e dei pilastri su cui si basa la cultura siciliana dei nostri giorni. La donna Siciliana dell’anno per antonomasia nel campo della scrittura che ha saputo valorizzare anche gli aspetti più misteriosi e nascosti “di quella terra magica che strega chiunque la calpesti”come definisce Melinda la nostra Sicilia.

Articolo di: Davide C.M.Ortisi

Scrittrice poliedrica dalla personalità complessa, saggista, pubblicista, critico d’arte, documentarista, 2 lauree honoris causa di Cantherbury, 8 prestigiosissimi premi letterari di livello nazionale, 15 pubblicazioni didattiche, da intenditore, riconosciute universalmente nel mondo dell’editoria, Melinda Miceli è oggi una delle icone e dei pilastri su cui si basa la cultura siciliana dei nostri giorni.La donna Siciliana dell’anno per antonomasia che nel campo della scrittura che ha saputo valorizzare anche gli aspetti più misteriosi e nascosti “di quella terra magica che strega chiunque la calpesti”come definisce Melinda Miceli la nostra Sicilia.



Melinda Miceli Melinda Miceli, affermata giornalista, scrittrice e critico d'arte

Scrittrice poliedrica dalla personalità complessa, saggista, pubblicista, critico d’arte, documentarista, 2 lauree honoris causa di Cantherbury, 8 prestigiosissimi premi letterari di livello nazionale, 15 pubblicazioni didattiche, da intenditore, riconosciute universalmente nel mondo dell’editoria, Melinda Miceli è oggi una delle icone e dei pilastri su cui si basa la cultura siciliana dei nostri giorni.La donna Siciliana dell’anno per antonomasia che nel campo della scrittura che ha saputo valorizzare anche gli aspetti più misteriosi e nascosti “di quella terra magica che strega chiunque la calpesti”come definisce Melinda Miceli la nostra Sicilia.

Melinda Miceli nasce ad Augusta il 07.01.1974, vive a Siracusa. Dopo aver compiuto gli studi classici ed universitari inizia a viaggiare e a conoscere terre lontane, come l’Africa e l’Irlanda, luoghi che s’imprimeranno su tela in opere paesaggistiche. La sua poliedrica ispirazione, non trovando completezza nell’espressione pittorica, si tramuta poi in versi antropologici e d'amore.

BalfiUna carezza violenta è il mio romanzo autobiografico, scritto nel 2013, durante un periodo di calo lavorativo, che per circa un anno, mi costrinse a casa per tre giorni alla settimana per un anno, con la formula del contratto di solidarietà. In questo senso il disagio prese forma liquida e la rabbia mista all’ansia si catalizzò in parola scritta che si tramutò così in scrittura – terapia. Mi ero limitato fin lì alla scrittura di qualche piccolo racconto, comunque mai nulla di significativo. Nel frattempo restavo così legato alla poesia che mai ho abbandonato.

http://costruirecultura.altervista.org/una-carezza-violenta-il-mio-romanzo-autobiografico/

Melina Miceli"Ringrazio Alfonso Celentano per avermi voluto Direttore artistico del Festival di Sarno, Premio Nazionale Popolarita'. Il premio sara' un grande incubatore culturale nel quale confluiranno tutte le arti; scrittura, recitazione, poesia, pittura ed infine ma non ultima la solidarieta'. Un prezioso mosaico a testimonianza dell'impegno del Premio Ippogrifo d'oro contro ogni forma di bullismo e di violenza, per educare alla Cultura della liberta' e della conoscenza, declinate dalla grande creativita' di tutti gli artisti.
Trionfo dell'arte e dell'impegno sociale"

Chi è Melinda Miceli?
l'intervista / conversazione
di Alfonso Celentano

Melinda Miceli è uno spirito libero, un’intellettuale poliedrica e multitasking ma di stampo classico che reclama volentieri di essere catalogata fra le specie in via di estinzione per la sua coscienza lucida e critica sul suo tempo, interprete dell’universale, donna di pensiero e di grande coraggio che cerca da sempre di vedere al di la’ del sistema e degli schemi. La ricercatrice che scava nella memoria del passato e nel nostro percorso di civiltà che è ancora fermo da qualche parte nella notte dei tempi in attesa di essere disvelato per intero...

Melinda MiceliAll'interno di un' illustre rassegna d'arte contemporanea di OmniArtEventi di Catania, Centro Studi per l'arte contemporanea, tenutasi dal 10 al 14 dicembre 2018 presso la Villa delle Arti a Gravina di Catania, è stato presentato alla stampa il ritratto della pluripremiata Scrittrice e critico d'arte Siracusana Melinda Miceli. L'opera del maestro Pietro Alessandro Trovato è stata collocata accanto al suo autoritratto che ha fatto il giro dell'Italia e delle più alte mostre contemporanee.Nel 2017 la prima edizione “Biennale Internazionale d’Arte del Mediterraneo” gli ha conferito il premio “MeArt – migliore opera iperrealista”. Vincitore del premio arte Pentafoglio 2016 per la pittura, l'artista 2 anni fa ha esposto anche al Louvre di Parigi nel salone delle arti contemporanee riscuotendo grandi consensi ed è uno dei massimi esponenti dell'iperrealismo come ha sottolineato la stessa Miceli in un precedente articolo: " Luci, riflessi e trasparenze iperrealiste. La natura morta del pittore siciliano Pietro Alessandro Trovato rendendo visibile, con una precisione quasi matematica, l’entità fisica è vivissima e al contempo fortemente allegorica: ogni dipinto, specchio retorico della sua percezione esistenziale, si staglia sul confine di due iperurani figurativi: l’Iperrealismo e il Realismo...

Melinda MiceliAll'interno di un' illustre rassegna d'arte contemporanea di OmniArtEventi di Catania, Centro Studi per l'arte contemporanea, tenutasi dal 10 al 14 dicembre 2018 presso la Villa delle Arti a Gravina di Catania, è stato presentato alla stampa il ritratto della pluripremiata Scrittrice e critico d'arte Siracusana Melinda Miceli. L'opera del maestro Pietro Alessandro Trovato è stata collocata accanto al suo autoritratto che ha fatto il giro dell'Italia e delle più alte mostre contemporanee.Nel 2017 la prima edizione “Biennale Internazionale d’Arte del Mediterraneo” gli ha conferito il premio “MeArt – migliore opera iperrealista”. Vincitore del premio arte Pentafoglio 2016 per la pittura, l'artista 2 anni fa ha esposto anche al Louvre di Parigi nel salone delle arti contemporanee riscuotendo grandi consensi ed è uno dei massimi esponenti dell'iperrealismo come ha sottolineato la stessa Miceli in un precedente articolo: " Luci, riflessi e trasparenze iperrealiste. La natura morta del pittore siciliano Pietro Alessandro Trovato rendendo visibile, con una precisione quasi matematica, l’entità fisica è vivissima e al contempo fortemente allegorica: ogni dipinto, specchio retorico della sua percezione esistenziale, si staglia sul confine di due iperurani figurativi: l’Iperrealismo e il Realismo...

Melinda MiceliPrimadonna in Sicilia romanzo storico, filosofico premiatissimo introduce il lettore alla conoscenza del mondo iniziatico.

Primadonna in Sicilia, Stella d’Oriente è il titolo del premiatissimo romanzo della blasonata scrittrice siracusana Melinda Miceli, che ricordiamo oltre ai numerosi premi letterari e lauree honoris causa come quella conferitale dell’Università di Canterbury, è  Premio donna siciliana dall’anno 2015 per la scrittura e l’arte. Nel 2016 designata “Premio donna Siciliana speciale per la letteratura”, nel 2017 ancoprimadonna copertinar Premio donna come Critico letterario e artistico di opere anche esoteriche. Primadonna in Sicilia è il primo romanzo della letteratura italiana che narra un processo storico e personale introducendo il lettore alla conoscenza del mondo iniziatico. L'opera è pregevolissima e il romanzo è stato storicizzato da vari premi come il Premio cultura Sicilia 2017, il premio letteratura città di Acireale e l’Ippogrifo d’oro per la letteratura, premio diva dell’anno per la celebrità artistica e inserito in innumerevoli antologie. Scrive il Critico prof. Salvo Sequenzia semiologo...



SetUp Contemporary Art Fair annuncia la sua VII edizione dal 31 gennaio al 3 febbraio2019con un programma ricco di sorprese e novità, nella suggestiva sede di Palazzo Pallavicini a Bologna. Nata nel 2013, la Fiera indipendente dedicata all’arte contemporanea emergente, organizzata da Simona Gavioli, torna ad animare le giornate dell’art week bolognese, contraddistinguendosi per il suo spirito frizzante e innovativo. Dopo il grande successo e il forte apprezzamento da parte di visitatori, espositori e addetti ai lavori la nuova edizione si prepara a coinvolgere un pubblico sempre più ampio.

  Giovedì 29 novembre 2018, alle ore 19, il fotografo e artista visivo Federico Clavarino condurrà un incontro gratuito e aperto al pubblico presso Minimum, in via Giacalone 33, Palermo.

Durante il talk, Clavarino presenterà alcuni dei suoi più recenti progetti, creando un percorso ibrido che partirà da "Italia O Italia" (AkinaBooks, 2014), attraversando i confini ideologici dell'Europa con "The Castle" (Dalpine, 2016), fino ad arrivare al suo ultimo progetto "Hereafter", finalista al prestigioso Kassel Dummy Award 2018 e realizzato grazie anche al patrocinio de La Caixa Foundation FotoPres.

La galleria Tiziana Di Caro è felice di ospitare la seconda mostra personale nei suoi spazi di Betty Danon (Istanbul, TR, 1927 –

Milano, IT, 2002) intitolata Enigma di fondo, che inaugura mercoledì 24 novembre 2018, alle ore 19:00.

La mostra include una selezione di libri d'artista appartenenti a vari periodi della sua produzione e una serie di disegni realizzati nel

corso degli anni Settanta. Queste opere seguono cronologicamente quelle presentate nell'ambito di Geometrie anni Settanta: tra

logico e poetico, programmato e casuale, prima mostra dell'artista ospitata qui in galleria nel 2017.

In Geometrie anni Settanta: tra logico e poetico, programmato e casuale avevamo raccontato l'approccio che Betty Danon aveva

avuto con l'arte, attraverso collage e pitture (tonali) geometriche, che partivano dal cerchio e il quadrato. Questi, nel tempo si sono

sintetizzati e del cerchio non rimane che un punto, mentre del quadrato un lato, una linea. Punto e linea sono elementi di approdo,

ma anche di partenza, e l'attitudine all'astrazione si enfatizza fino a lasciare il posto ad immagini visibili, ma anche udibili, con la

trascrizione del suono attraverso le immagini.

L'espressione Enigma di fondo fa riferimento al processo del divenire, in dinamica interazione con l'imponderabile profondità

dell'essere, una polarizzazione della realtà su cui Danon ha sempre riflettuto e di cui parla nella sua dichiarazione di poetica del

1975.

La mostra si apre con Poesie nel quadrato, un libro d'artista del 1973 che contiene cinque poesie organizzate graficamente nello

spazio, appunto, di un quadrato. Danon abolisce gli spazi e le interlinee rendendo difficile la lettura dei versi, e manifestando la

chiara intenzione di confondere la scrittura e le immagini, il senso delle parole e l'aspetto delle stesse.

Verso la metà degli anni Settanta Betty Danon fissa su un nastro il suono determinato dallo scorrere della punta di una matita su

un foglio. Tracciando delle linee si aveva la possibilità di ascoltare il gesto dello scrivere. Questa azione divenne prima una

performance e poi un libro.

Super L.P., questo è il titolo, fu pubblicato nel 1975 e racchiude una poesia in sette versi: punto-linea/soffio punto-linea/respiro

punto-linea/spazio punto-linea/sospiro punto-linea/grido punto-linea/pausa punto-linea/silenzio. I versi non sono descritti solo

con le parole, ma anche con l'alternarsi di punti e linee. Con questa azione/libro e utilizzando contestualmente parola e segno,

Betty Danon racconta le tappe dell'esistenza umana, partendo dal primo soffio e terminando all'ultimo silenzio.

In mostra c'è un esemplare di Punto – linea, che Betty Danon considerava il suo libro più importante, perché, seppur in una

estrema sintesi grafica, racchiude l'aspetto più determinante della sua poetica. Pubblicato nel 1976 Punto – linea parte da una

“tautologia” che si vede in una pagina, dove tracciando una linea, l'artista scrive la parola “linea”. Questa traccia viene vista da

Mirella Bentivoglio, la quale se ne innamora suggerendole di continuare a lavorare in questa direzione in cui i significanti e i

significati si sovrappongono e sostituiscono. Il libro è la raccolta di alcune delle possibili composizioni in cui il punto e la linea si

manifestano.

Lo stesso tema viene trattato anche in I & I pubblicato nel 1978. “Foneticamente I & I (io e io in inglese) mette in discussione la

grammatica del soggetto, pone l'accento sullo sviluppo problematico dell'Io in crisi, nel suo complesso dialogare con l'”Altro io”,

decisamente determinante in quanto “Ombra”' (Betty Danon, 1978).

Nel corso degli anni Settanta la ricerca sul segno e sulla parola continua a generare analogie e lavori sempre più vicini al confine

tra l'astrazione e la rarefazione. Questo è il momento delle partiture asemantiche, opere di grande enfasi lirica in cui già si

riconosce il concetto che precede le “partiture astratte”. Betty Danon racconta che dalle esperienze dei collages e delle pitture

geometriche aveva conservato il punto e la linea, in qualità di elementi primari che sintetizzavano tutte le forme e, poeticamente,

anche l'universo intero. Ad un tratto trasforma la linea in rigo musicale e il punto in nota, iniziando a lavorare utilizzando come

base il pentagramma. Sovrappone la carta da lucido al foglio pentagrammato, per poi lavorare col pennino e l'inchiostro bianco

eseguendo interventi manuali; le sovrapposizioni davano l'impressione della profondità, creando delle ombre che sembrano al

contempo echi. Erano le Partiture Astratte con cui Betty Danon si è imposta sul panorama internazionale. Opere misteriose in cui

l'arte non solo si guarda, ma si ascolta. Le partiture astratte sono la sintesi di una fissità geometrica data dalle linee del

pentagramma e la fantasia lirica resa attraverso un'esperienza gestuale fatta di movimenti veloci, ma precisi e al contempo vivaci.

“Erano simulacri di scritture tracciate sul pentagramma, che si presentavano con una certa fluidità e apparente coerenza. Le

consideravo come una manifestazione di una dinamica interiore, spontanea e assolutamente inimitabile”. (Betty Danon)

Leonardo disegnato da Hollar” inaugura, il prossimo 15 dicembre, l’'attività espositiva della Fondazione Rossana & Carlo Pedretti nella nuova sede della Fondazione, nella villa Baronti-Pezzatini, storico edificio recentemente restaurato, nel cuore di Vinci, città natale di Leonardo.
L’esposizione, a cura di Annalisa Perissa Torrini, è il primo degli eventi realizzati dalla Fondazione Pedretti ed è dedicata a colui che più d’ogni altro studioso ha approfondito la conoscenza Leonardo da Vinci e la divulgazione della sua opera in Italia e nel mondo, Carlo Pedretti. A lui si deve l’idea, circa un decennio or sono, di valorizzare le trentuno incisioni di Wenceslaus Hollar (1607-1667), che acquistò negli anni cinquanta del Novecento, rare testimonianze dell’interesse per i disegni di Leonardo nel Seicento e importante veicolo di studio e diffusione dei disegni leonardiani di caricature e grottesche. Quelle in mostra, mai esposte prima d’ora, non sono incisioni qualunque ma spesso dei ‘primi stati’, ovvero opere tirate direttamente dall’artista. E’ la prima mostra dedicata alle incisioni di Hollar che si tiene in Italia.

La Galleria Salamon di Milano dal 23 novembre 2018 proporrà al pubblico una mostra a dir poco “preziosa” per la tipologia delle opere che espone e per la ricerca che la precede. Dedicata ai “fondi oro”, da sempre oggetto di un amore appassionato da parte dei collezionisti che ora sta registrando un autentico “ritorno di fiamma”. La mostra “Tabula Picta. Dipinti tra Tardogotico e Rinascimento”, aprirà presso la Galleria Salamon, in Palazzo Cicogna a Milano, il 23 novembre 2018 per concludersi il 1 febbraio 2019.

In mostra al Politecnico di Milano , Dipartimento di Meccanica.
Patrocinata del Municipio 9  Comune di Milano e da Ferrovie dello Stato Italiane, la mostra fa parte del ciclo di eventi di Cultura Meccanica, progetto pensato e voluto dal Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano che, guardando oltre alle missioni fondative dell’università - formazione e ricerca - ha deciso di declinare la “terza missione” anche con la promozione di azioni di valorizzazione culturale e di impiego sociale.

 

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