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Dreams.

artisti costruttori di pace
Chiusura 15/03/2020
Inaugurazione mostra personale di Stefano Mancini
Via Achille Maiocchi 15 Milano mappa
Inaugurazione 20/02/2020
La galleria Maiocchi15 inaugura giovedì 20 febbraio, dalle ore 19 in via Maiocchi 15 a Milano, la mostra “dreams”, esposizione personale delle opere dell’artista Stefano Mancini. La mostra racconta il mondo interiore intriso di stupore e meraviglie dell’artista. Nelle opere coesistono ricordi d’infanzia, fiabe, racconti, un universo di sogni dai colori vivaci e sfumature intense, dove si muovono personaggi reali o immaginari. Uno stile particolare, paragonabile allo stupore che prova un bambino scoprendo mano a mano il mondo, meravigliandosi delle cose belle e dei sogni.
dreams è un teatro onirico dove gli attori recitano su un palcoscenico colorato fatto di scenografie giocose servendosi solo di un tratto veloce, dei colori, delle passamanerie e delle carte da gioco. Un inesauribile percorso che da’ vita ad un mondo dai mille colori, forme, occasioni, suoni e luci. Un caleidoscopio magico.
dreams è una raccolta dell'ultima produzione di Stefano Mancini, “particolari” che dal mondo della scena passano sul supporto pittorico per rappresentare a tutto tondo l’immaginario della sua pittura.
La serata di inaugurazione sarà accompagnata da un concerto di arpa e violino.

Stefano Mancini
Stefano Mancini nasce a Portoferraio (Isola d’Elba) nel 1970. Frequenta l’Istituto Statale d’arte di Tivoli e in seguito l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 93 si diploma con lode in scenografia. Qui segue i corsi di Nato Frascà, Giorgio Scalco e dello storico dell’arte Roberto Maria Siena. E’ scenografo e costumista teatrale, artista poliedrico impegnato anche nelle arti figurative e nell’arte applicata. Numerose le collaborazioni, con noti registi, per le realizzazioni di scene e costumi di svariati spettacoli teatrali. A partire dagli anni ’90 si dedica continuativamente alla pittura, sperimentando tecniche materico cromatiche con impreziosimenti di collage di carte e stoffe. Con il suo lavoro propone e affronta allegoricamente l’opera lirica, testi teatrali, favole e racconti rappresentati tutti con la chiave ironica e giocosa con cui legge e rielabora le sue idee e fantasie. I suoi lavori sono presenti in collezioni private in Italia e all’estero e recentemente il Corriere della Sera pubblica le sue opere. Immergersi in un’opera di Stefano Mancini è una “fantastica” peripezia dello spirito. E’ stato dimostrato, da decenni di studi, che molto del nostro nucleo psicologico si forma quando, ancora bimbi, ci confrontiamo con la dimensione della fiaba, la quale, entrando in consonanza con la psicologia infantile, accompagna nel creare una prima visione del mondo, strutturando e guidando l’individuo nel superamento delle paure ancestrali e dei più atavici conflitti interiori. Essa possiede una multiforme ricchezza, in quanto metafora di esperienze di vita e di modelli di comportamento. Costituisce uno dei primi strumenti che dischiudono al pensiero immaginativo, il quale apre uno spazio di riflessione che restituisce e rielabora gli aspetti simbolici con cui il bambino impara a relazionarsi con l’esterno. Medesimo valore hanno anche il mito, la tragedia, la commedia, che altro non sono che fiabe per adulti.
La rappresentazione satirica dell’immaginaria commedia umana vive nei suoi fiabeschi personaggi quale simbologia di un mondo gioioso e lieve, in cui, in un tripudio di colori brillanti e vivaci, trionfano l’amore, la leggerezza e la “joie de vivre”.
In tutte le opere emerge la passione per l’architettura e per il teatro. I personaggi di questo artista si muovono infatti tra magnifiche quinte teatrali, oppure nel contesto di città medievali e rinascimentali, sullo sfondo di splendidi monumenti architettonici. Il loro mondo, così come i loro costumi, è colorato, sgargiante. Sono re e regine, nobildonne e cavalieri, che popolano regni immaginari dove ancora paiono vigere i valori cortesi. E noi in questo magnifico scenario ci immergiamo volentieri, poiché, da qualche parte, nella nostra memoria e nella nostra fantasia, queste figure esistono davvero e abitano i nostri sogni, come paradigmi di quel mondo perfetto che tutti vorremmo vivere. Ma non ci resta che rimanere rapiti ad osservarli, re senza regni, regine senza principi, guerrieri senza vittorie. Ed è questo contrasto, l’eterno conflitto tra reale ed ideale, che ce li fa amare. Dalla realtà al sogno, il mondo raccontato da Mancini appare come un’isotopia che ripropone, pur nella loro ogni volta nuova figurazione, percorsi tematici che entrano in consonanza con lo spettatore. Tutti gli elementi figurativi che l’artista pone sul proscenio della propria rappresentazione concorrono a comunicare il passaggio dal mondo reale alla dimensione magica del sogno. La verosimiglianza del contesto, l’uso della prospettiva, questi dipinti che paiono inquadrature di un cortometraggio, l’inserto della parola, sono tutti elementi comunicativi che contribuiscono a creare un contesto di riferimento “condiviso” che ci rassicura e ci avvince, regalandoci ad un’eternità senza tempo in cui tutto è possibile.

Maiocchi15
Maiocchi15 propone una continua attività di ricerca nel campo dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione a “raccontare i nostri tempi attraverso vere opere d’arte in un mondo digitale in cui siamo sopraffatti da immagini senza filtro e senza progettualità”.
Coniugare gusto, ricercatezza e valore artistico - con un occhio “affordable” - è la mission della galleria Maiocchi15.

Info Utili
Periodo espositivo: dal 20 febbraio al 15 marzo 2020
Orario: dal lunedì al sabato (9.30 – 13 e 14.30 – 19.30)
Ingresso libero

Contatti Galleria

MAIOCCHI15
via Maiocchi 15, 20129 - Milano
tel. 02.23184910
[email protected]
 
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«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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