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"CUBA, HO VISTO FIDEL CHE VESTIVA UNA TUTA AZZURRO ELETTRICO"

A LA MONTANINA (Via di Montebeni 5 - Fiesole prossima mostra nella seria ARTE ACCATENA SABATO 22 FEBBRAIO ORE 11 Inaugurazione della mostra di foto di LUCIA BALDINI "CUBA, HO VISTO FIDEL CHE VESTIVA UNA TUTA AZZURRO ELETTRICO" Presenta la mostra ANDREA RAUCH.

 Per chi vorrà trattenersi alle 13 si  scolano gli spaghetti

LUCIA BALDINI è una fotografa che racconta per immagini da molti anni, il suo sguardo ha toccato palcoscenici internazionali di teatro, danza e cinema con collaborazioni importanti quali con Carla Fracci, Carlo Mazzacurati e molti altri. Nel suo percorso di fotografa ha spesso raccontato la cultura di luoghi e di genti quali l’Argentina di Buenos Aires e un viaggio trasversale attraversando tutta Italia nella costruzione del suo ampio lavoro sul tango argentino, ma anche città come Budapest rappresentata scoprendo luoghi inesplorati e silenziosi. La sua modalità narrativa è spesso quella di calarsi nel racconto immaginandosi autista di una macchina che sa percorrere il tempo in maniera non convenzionale. Racconta un oggi che non è per forza contemporaneo ma che sa invece raccogliere in se tracce di un passato, delicatamente a volte e altre più netto, incastonato nelle pieghe del presente. Un oggi immaginato con gli occhi di chi ha vissuto un passato lontano ma ancora presente e capace di evocare a occhi e cuori più attenti all’ascolto.

Con questo pensiero in testa è partita per Cuba e ne ha attraversato una dimensione sospesa, tattile, quasi evanescente.

www.luciabaldini.it

Cuba, ho visto Fidel che vestiva una tuta azzurro elettrico

Una selezione d’immagini di una nutrita serie di foto che illustrano il suo viaggio nell'isola caraibica nel 2013, tre anni prima della morte di Fidel. Sono foto in bianco e nero che ci trasmettono una Cuba molto lontana dai canti e dalle danze della rivoluzione, in un tempo fermo e sospeso, in attesa di un inarrestabile cambiamento. Come giustamente ricorda la bella presentazione di Matteo Codignola: "Il suo cortometraggio muto sui locali vuoti, empori senza più merce, case abbandonate sembra infatti ambientato in un futuro enigmatico, dove l'incubo che chiamavamo socialismo reale si sta trasformando in un sogno irreale, e tuttora in attesa di interpretazione. Un sogno che il Lìder, ormai da molto tempo imprigionato, per paradosso, in un'improbabile tuta azzurro elettrico, di sicuro disapprova"

 

FIDEL OVVERO LA NOSTALGIA DEL FUTURO

di ANDREA RAUCH

Commentando, una volta, la mostra fotografica di Lucia Baldini "Danza e movimento" avevamo detto che proprio quelle due parole (danza e movimento, appunto) erano le prime che ci sarebbero venute in mente nell'osservare le foto. "… da quei 'movimenti' di danza, da quel tendere di muscoli, da quel torcere di corpi, si sprigiona, infatti, una 'luce' intensa e invasiva che definisce, certo, gli oggetti raffigurati ma che che si fissa anche, indelebile, negli occhi di chi guarda."

Nei bianconeri che formano la mostra di Lucia "Cuba, ho visto Fidel che vestiva una tuta azzurro elettrico", esposta oggi alla Montanina di Montebeni, la cifra è diversa e sono diverse anche le modulazioni della 'luce' e del 'movimento', che fissano l'azione in un universo non sappiamo quanto 'parallelo', ma certo 'altro'. Un universo dove il tempo appare sospeso e dove il sentimento che prevale e prende alla gola è una sorta di nostalgico spleen, non rivolto al passato ma, diremmo, proiettato deciso verso il futuro.

Non sappiamo se quella che Lucia Baldini registra sia la Cuba del Fidel 'con la tutta azzurra', quella delle danze e della gioia rivoluzionaria, o quella delle ombre che la macchina fotografica registra ed evidenzia. È certo che gli 'attori' si muovono a mezza luce, sbucano da architetture improbabili, da negozi spogli, dall'interno di auto 'americane' sgangherate e rattoppate, ma guardano dritti nell'obbiettivo e sembrano porre lo spettatore di fronte alle sue responsabilità accertate. Non sono quasi mai allegri, quei volti, ma quello che vi leggiamo è sicuramente rivolto alla futura memoria di un'Utopia possibile

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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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