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Inaugurazione Museo Archeologico Cicolano

http://www.okarte.it
Chiusura 18/12/2016
Nasce un nuovo Museo per salvaguardare e valorizzare le notevoli presenze archeologiche nella valle del Salto, testimonianze del popolo degli Equicoli, appellativo con cui gli autori latini indicavano i discendenti dell’antico popolo degli Equi confinati sulle montagne di questo impervio territorio.
Borgorose (Rieti) mappaInaugurazione Museo Archeologico Cicolano
Inaugurazione 17/12/2016
Sabato 17 dicembre alle ore 16,30 verrà inaugurato a Corvaro di Borgorose (RI), nella valle del Salto, il Museo Archeologico Cicolano (MAC).

La realizzazione del nuovo museo è stata resa possibile grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione Lazio - Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili a seguito dell’Accordo di Programma Quadro (APQ1) siglato nel 2005 dal Governo e dalla Regione.

L’apertura di questa nuova sede museale, che verrà gestita dalla Comunità Montana Salto Cicolano in collaborazione con il Comune di Borgorose, segna un importante traguardo per l’intera comunità locale. Tale traguardo è stato raggiunto grazie alla precisa volontà delle Istituzioni preposte alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale e alla sinergia e alla collaborazione tra i vari Enti interessati: MiBACT - Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Frosinone, Latina e Rieti, Regione Lazio - Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili, Comunità Montana Salto Cicolano e Comune di Borgorose.

Il Cicolano, un tempo chiamato ager Aequiculanus, prende il nome dalla popolazione che anticamente lo abitava: gli Equicoli (Aequiculi), i guerrieri delle montagne. Con questo appellativo gli autori latini si riferivano ai superstiti dell’antico popolo degli Equi, che sconfitti definitivamente dai Romani nel 304 a.C., vennero relegati sulle alture di questo ristretto territorio impervio e montuoso. Virgilio nel VII libro dell’Eneide così descrive questo popolo “gli Equicoli sempre in armi, persino quando arano i loro campi si dedicano anche alla rapina, al saccheggio e alle cacce nei boschi”.

Considerata la lunga attesa e la forte aspettativa della società locale e degli addetti ai lavori, grande è la soddisfazione di aver completato un percorso estremamente laborioso che permette di individuare il MAC come una struttura museale moderna e in linea con gli standard museali. Il tanto voluto museo, infatti, vanta un’infrastruttura completamente rinnovata recuperata da un complesso scolastico dismesso. La nuova sede riqualificata è il frutto di un moderno progetto architettonico che impiega soluzione spaziali e aspetti museografici per un allestimento che consente una facile fruizione e che valorizza i numerosi e preziosi rinvenimenti.

È stato raggiunto un duplice obiettivo: l’apertura del museo e la collocazione nel luogo di origine dei materiali provenienti dai numerosi siti, scavati nel corso degli ultimi 30 anni anche in collaborazione con Università straniere, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio oggi Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti. Il percorso espositivo guida il visitatore nella valle del Salto, ricca di antiche testimonianze, raccontando il territorio sia dal punto di vista naturalistico e paesaggistico sia da quello storico e archeologico. Il visitatore potrà attraversare le numerose sale immaginando di passeggiare tra i diversi siti archeologici, ammirando la cultura materiale che questa antica popolazione ci lasciato.

Il complesso museale è organizzato su due piani in 10 sale espositive, con ambienti perimetrali che si dispongono intorno ad una sala centrale, a doppia altezza, con spazio espositivo in quota con affaccio diretto sottostante. Il piano terra è uno spazio composto da 9 sale e prevede un percorso che inizia con un’introduzione naturalistico-paesaggistica e storica del Cicolano. Via via i visitatori sono condotti nella quotidianità degli antichi abitanti di questa zona in un viaggio spazio-temporale, con particolare attenzione alle monumentali necropoli di età preromana che caratterizzano il paesaggio del territorio degli Equicoli.

Fulcro dell’allestimento è il grande ambiente centrale, dedicato al grandioso tumulo individuato nella piana di Corvaro di Borgorose, monumento eccezionale e unico nel suo genere in tutta Italia. L’imponente tumulo, circa 50 metri di diametro, si è impostato su di una precedente necropoli dell’età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.) e ha restituito 368 tombe di età preromana e romana evidenziando quindi diverse fasi cronologiche. Questa sala pone un forte accento sul contesto sociale e culturale della comunità che abitava, viveva e moriva nel territorio cicolano. La gran quantità di materiali rinvenuti e la ricchezza dei numerosi oggetti, che accompagnavano i defunti nel mondo dei morti, forniscono un quadro dettagliato della cultura e dei costumi di questo antico popolo. Nella sala adiacente a quella centrale sono esposti reperti provenienti da altre necropoli caratterizzate da tumuli funerari di minori dimensioni che costellano il paesaggio di questo territorio.

Una selezione di ex voto in terracotta rinvenuti nei santuari - che oltre ad essere luoghi di culto erano importanti centri di aggregazione sociale, come ad esempio il santuario di S. Angelo di Civitella (Pescorocchiano) o quello di S. Erasmo (Borgorose) - documenta l’occupazione di quest’area subito dopo la conquista romana.

L’età romana è attestata, tra l’altro, dai materiali provenienti dall’antico centro abitato di Nersae (Pescorocchiano), dai materiali rinvenuti in un complesso termale individuato nel municipio romano di Cliternia - l’odierna Capradosso (Petrella Salto) - e dai reperti venuti in luce nella villa rustica presso la chiesa di S. Martino a Torano (Borgorose), il cui scavo è ancora in corso da parte dell’ Università di Rochester (New York).

Al primo piano si trovano approfondimenti di ricerche specifiche effettuate, dagli esperti del CNR - Istituto per le tecnologie applicate ai Beni Culturali, sui tessuti e sui metalli degli oggetti di corredo provenienti dalle sepolture del tumulo di Corvaro. In questo settore del museo trova, inoltre, il suo spazio espositivo la ricostruzione dello scheletro di un esemplare di mulo, recuperato da una fossa di deposizione posta vicino a due sepolture, come chiaro simbolo di un legame affettivo tra l’animale e il suo padrone, date la grave patologia a carico della colonna vertebrale e l’età avanzata dello stesso.

Questo museo, dunque, rappresentando lo spaccato di vita dell’antico popolo guerriero che viveva nel Cicolano, i lontani antenati della gente che oggi vi abita, acquisisce per i cittadini un valore aggiunto nell’aspetto sociale e nel senso di appartenenza ad una comunità che ritrova le proprie origini grazie ai reperti finalmente esposti. Il nuovo museo oltre che contenitore di oggetti intende porsi anche come polo culturale attrattore e catalizzatore di tutte le istanze collegate alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione di tutta l’area cicolana.
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