GTranslate

 

Dall’astrazione alla materia la pittura di Giovanni Steduto

Inaugurazione: 3/15/14   Chiusura 4/19/14   Indirizzo Vicolo San Nicola, 6, Brescia

Dall’astrazione alla materia la pittura di Giovanni StedutoDescrizione:

A cura di Andrea Barretta
Allestimento di Riccardo Prevosti

Durante l’incontro ci sarà la presentazione della monografia d’arte a cura di Andrea Barretta sulla pittura di Giovanni Steduto.

(…) Dall’astrazione alla materia la pittura di Giovanni Steduto ha raggiunto il culmine di una parabola artistica che si fa quasi scultura in una concezione pittorica che emerge dal piano di fondo tra plastiche visioni alla scoperta delle tre dimensioni che diventano prospettive graffiate o strappate in sipari che prendono corpo su scene fondate sull’assoluta libertà e che coibentano tecniche miste su supporti che non sono solo tele ma pannelli trattati con il cemento, sabbie e altro. Tecniche miste in cui torna l’astrazione come mezzo loquace della cultura visiva, come destro ideale di rivivere gli attriti del secondo dopoguerra in uno scontro tra arte e vita in bilico nel tentativo - poi riuscito - di fissare un modus operandi di un’altra arte in un cammino che, ieri come oggi, attraversa strade impervie per fattori stilistici e per criteri che escludono oggettivi significati. Per questo la materia e il gesto sono importanti per Steduto, e se considerati in una lettura intesa come risultato finale di abilità compositive che si rapportano con lo stile e il linguaggio, avanzare verso il suo “fare” sarà più facile, guidati nella forma che allontana la soggettività, nell’universale di una grammatica visiva: linea e orizzonti, luci e ombre, volume e spazio, da cui non si può prescindere se si vuole entrare nelle sue opere.
(…) “Forza e impegno, insieme, il senso profondo di una pittura che al favore antepone la possibilità di interagire per giungere dentro di sé, nell’opportunità di trovare una funzione mnemonica là dove non si crede possa esserci, per riconoscerne l’intensità, per dare valore all’esistenza, oltre quei “luoghi da sospirar riposti e fidi”, come scriveva Petrarca. La forma, dunque, per Steduto non è solo un elemento che costituisce una caratteristica, ma accentuazione cromatica nell’atto del gesto in macchie di colore, nella scelta di condivisione tra materie diverse in cui svelare l’energia creativa. Con la pittura, infatti, provoca momenti di nostalgia, la speranza segreta per avere un riscontro, o almeno per cercarlo, e manifesta l’umiltà dell’irraggiungibile nel “quanta arte c’è già nella natura”, s’affanna a precisare. Così, le considerazioni pittoriche di Steduto si spogliano dei tanti presuntuosi io che riproducono la decadenza di certa arte, e consolida il concetto razionale ma culturale di chi s’apre all’ascolto ma soprattutto di chi vede e non guarda soltanto, di chi non fa altro che descrivere la “natura” nel mantenere un linguaggio che lo traghetta in un inizio, come per Baudelaire nel cercare l’istante nella bellezza creativa, dell’eterno che la modernità non riesce a dare perché “è il transitorio, il fuggitivo, il contingente, la metà dell’arte”. (…)
In questo Giovanni Steduto, pur ispirato dalla potenza cromatica dei fauves, tenta di svincolarsi dal sistema arte che diventa strumentale allorquando indirizza tra ordine e originalità, tra emozione e immediata apparenza che traspira di incompiuto, nel trasmettere frequenze che albergano nel peso materico e nella levità della luce che pone in rilievo in riferimento all’ulteriorità, come nella lucentezza di alcune impronte arrotondate. E le sue opere si lasciano abitare dalla luce, evocano creazioni riflesse nella sfida della vita, splendore dell’eterno in un linguaggio ermeneutico, in cui trovano - e trova - ragione e senso, significato e trascendenza, perché in questa carica esplicativa scollega il messaggio del colore che non compare, il nero che respinge la luce, e del colore nascosto, il bianco che usa come accento, e appreso come transito spirituale verso il rosso, sacro e profano, il viola dalla mescolanza con il blu. Trasparenze in miscele amalgamate e a volte imprevedibili, tensioni prospettiche pur nella loro integrità, (…)

Dal testo critico di Andrea Barretta

La mostra resterà aperta dal 15 marzo al 19 aprile 2014 con i seguenti orari: da giovedì a sabato 9,30 - 12,30 e 15,30 - 19,30

 

Pin It

Le interviste del Direttore

Luca Pignatelli: «Sempre di corsa, non sappiamo più cos'è l'attesa»
di Francesca Bellola

L'artista: nei miei dipinti c'è lo scorrere del tempo. In queste giornate...


Leggi tutto...
Carta: la vera magia, realizzare i sogni

L'illusionista conosciuto a livello internazionale: «Dopo Ghost sto lavorando agli effetti...


Leggi tutto...
Arnaldo Pomodoro: la mia vita fra Milano, bar Giamaica e Usa

pomodorodi Francesca Bellola

«Ho capito ben presto che la strada della pittura non mi era congeniale,...


Leggi tutto...
Ugo Nespolo, «fuori dal coro» innamorato di Milano

nespolo

 di Francesca Bellola

 Le riflessioni dell'artista dopo che Palazzo Reale gli ha dedicato una...


Leggi tutto...
Giovanni Allevi: «Quando facevo il cameriere alla Scala...»

allevi

di Francesca Bellola

Talentuoso e brillante, empatico e carismatico. Giovanni Allevi, uno dei...


Leggi tutto...
Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it

Francesca Bellola Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it, di cui ha diretto...


Leggi tutto...
Michelangelo Pistoletto: «La mia Mela in Centrale opera aperta al mondo»

pistolettodi Francesca Bellola,

Recentemente la "Mela Reintegrata" è installata definitivamente nella...


Leggi tutto...
Il mondo come lo vorrei Il fotografo Giovanni Gastel tra esordi teatrali e poesia

gastel

di Francesca Bellola

«Da zio Luchino Visconti ho imparato il metodo»

Ha ritratto le donne più...


Leggi tutto...
Mario Lavezzi: un viaggio di musica e parole
lavezzidi Francesca Bellola

Definire la sua attività è riduttivo, è - infatti - compositore,...

Leggi tutto...

Andrea Pellicani: Design, Arte e Sostenibilità

a cura di Francesca Bellola
Il design ha a che fare non solo con l'essere umano, ma con le sensazioni e le emozioni che rendono affascinante e seducente un progetto nella sua interezza. Le firme più autorevoli degli studi milanesi hanno conquistato il mondo grazie anche all'estetica, all'eleganza, alle forme assertive e alla giusta dose di passione ed alchimia nella scelta della qualità dei materiali. Andrea Pellicani, designer, progettista d'interni, nonché artista a tutto tondo si esprime pienamente in questo target innovativo e internazionale,

Leggi tutto...

Arturo Bosetti: la profondità della luce

a cura di Francesca Bellola
«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


Leggi tutto...

Puoi accedere su www.okarte.it con una tua password e dopo l'approvazione della registrazione puoi inserire nel sito articoli e foto. Cordiali saluti, Redazione OK ARTE

Ricordami

Questo sito rispetta la "Protezione dei dati personali GDPR - General Data Protection Regulation, Reg. UE 2016/679"

Chiese e dimore antiche

di Stefano Pariani
Ci siamo già occupati sulle pagine di questa rivista di chiese milanesi abbandonate o lasciate all'incuria dei tempi e si auspicava per [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani
La storia dell'Ospedale Fatebenefratelli di Milano è fortemente legata a quella della sua città e affonda le radici nel Cinquecento, [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

Visita Pavia in 5 minuti

La Certosa di Milano

BELLATORES TRAILER - Teatro Aleph