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Georges Vantongerloo - Dalla scultura alla fotografia

htGeorges Vantongerloo - Dalla scultura alla fotografiatp://www.okarte.it
Chiusura 29/01/2017
Le fotografie delle opere di Vantongerloo esposte in collaborazione con la galleria Massimo Minini, indagano il rapporto tra la bidimensionalità della fotografia e i modi della scultura. Si tratta di 29 fotografie tra studi, servizi da tavola, maquettes di architetture di interni, esterni, dipinti, disegni e sculture.
Via San Sisto 4/A Milano mappa
Inaugurazione 12/01/2017
Il 12 gennaio 2017, alle ore 18.00 lo Studio Museo Francesco presenta la mostra dal titolo Georges Vantongerloo - Dalla scultura alla fotografia, un appuntamento che si inserisce all’interno del ciclo di esposizioni “Il lato della scultura” inaugurato dal Museo nel biennio 2015 – 2016.

Le fotografie delle opere di Vantongerloo esposte in collaborazione con la galleria Massimo Minini, indagano il rapporto tra la bidimensionalità della fotografia e i modi della scultura. Si tratta di 29 fotografie tra studi, servizi da tavola, maquettes di architetture di interni, esterni, dipinti, disegni e sculture: le prime realizzate nel 1917 - Construction de l’ovoide, in tre versioni e Construction dans la boule - rappresentano punti di vista diversi della stessa scultura; seguono diversi scatti di Construction des rapports des volumes del 1919 e Rapports des volumes. Del 1920 sono “Theière ou cafetière” e “Service à thé, opere realizzate in ceramica dallo stesso artista. Alcune foto propongono delle maquettes di architetture di interni come “Bureau” e “Bureau et fauteuil” del 1920 e “Table basse” del 1919: tutte immagini in cui l’artista a voluto dare una lettura architettonica a forme che partono dalla scultura. Infine, uno degli scatti più significativi, è il progetto per la costruzione di un ponte sulla Schelda di Anversa, questa immagine è stata rielaborata da Vantongerloo fotografando dei modelli frontalmente e creando un fotomontaggio tramite l’utilizzo del collage.

Tutte le fotografie sono scattate con modalità, luci e punti di vista diversi. Come sottolinea Angela Madesani nel catalogo della mostra: “Il punto di osservazione della scultura di Vantongerloo si trova in uno spazio nero e indefinito, una forma di rappresentazione simile a quella di El Lissitzki, di Malevič.”

BIOGRAFIA
Georges Vantongerloo artista belga nato nel 1886, studiò all'Accademia di Anversa; durante la prima guerra mondiale, internato in Olanda, conobbe Piet Mondrian e Theo van Doesburg, con i quali fondò il movimento De Stijl, il Neoplasticismo. Fu uno dei firmatari del primo manifesto e collaboratore della rivista d’arte ed architettura che accompagnò la nascita del movimento.
Vantongerloo produsse una serie di pitture e sculture secondo i principî neoplastici che, pur con l'introduzione dell'intero spettro cromatico e dell’utilizzo di proporzioni elastiche, continueranno a segnare le sue opere. La sua ricerca, basata sul rapporto tra matematica e scultura, influenzata dalla concezione razionale del mondo di Spinoza, ha come fine quello di approfondire il tema della spazialità, creando una sintesi tra architettura e scultura, con l’intento di superare i limiti delle tre dimensioni.
Stabilitosi a Parigi nel 1927, figurò nel 1930 alla Mostra “Cercle e Carré” e nel 1932 partecipò alla fondazione del gruppo Abstractio – Création. Si dedicò, oltre alla scultura, anche alla ricerca e alla produzione fotografica come mezzo di riflessione. Attraverso questa ricerca Vantongerloo ha compreso quanto fosse fondamentale la fotografia per il processo creativo di un artista moderno.

Apertura: mart-dom 10.00-18.00
INGRESSO GRATUITO
telefono 02 86453005
[email protected] www.facebook/museomessina
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Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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