di Clara Bartolini

SalaSi, imperdibile per una straniero la visita a Milano, ormai una delle mete più ambite in Italia. Sarà stata L'Expo, sarà il recupero di tanti luoghi come la restaurata Darsena con i suoi Navigli, sarà il Teatro alla Scala con i suoi rinnovati progetti anche per bambini e famiglie. Sarà la voglia di ritornare ad essere la capitale d'Europa in fatto d'arte, ma davvero da vedere e da ascoltare non mancano i grandi spettacoli e le grandi mostre.

 

L'ultima in programma, tra le tante, presso Gallerie d'Italia di Intesa San Paolo in piazza della Scala, la ricchissima mostra "Bellotto e Canaletto, lo stupore e la luce" che aprirà i battenti il 25 novembre. Ci eravamo abituati alle sorprese di Progetto Cultura, tanto sostenuto dal Presidente Emerito di Intesa Giovanni Bazoli (non dimentichiamo la grande mostra sui capolavori di Hayez)ma, questa nuova mostra, rivela il sempre maggiore impegno culturale che la banca ha messo in campo. La curatrice Bozena Anna Kowalczyk, davvero tra le più preparate su questi due geni della pittura vedutista del 700, è riuscita ad ottenere, con il massimo supporto economico di Intesa, opere provenienti da i più importanti musei del mondo e, un terzo delle opere, in particolare quelle provenienti dalla Royal Collection inglese, non sono mai state esposte in Italia prima d'ora.

I milanesi e i turisti avranno di che lustrarsi gli occhi. La mostra è stata coordinata da Gianfranco Brunelli e si avvale di opere provenienti dal Metropolitan di New York, Dal Paul Getty Museum di Los Angeles, dal Thyssen Bonemisza di Madrid, dall'Hermitage di San Pietroburgo, dalla National Gallery of Victoria di Melbourne, da Alte Meister di Dresda, dal Castello Reale di Varsavia oltre che dal Museo Correr di Venezia,dallo Sforzesco di Milano, dal Museo di Capodimonte a Napoli, senza citarli tutti.

I due pittori veneziani hanno davvero illuminato il “700 con le loro vedute. Come ci racconta la curatrice "Canaletto, grande innovatore, ha rotto con il passato apportando nei suoi quadri la prospettiva e la luce; il nipote Bellotto, non da meno, il realismo e la monumentalità". Dei due famosi veneziani si hanno molte informazioni, in particolare che il Bellotto ha vissuto sei mesi a Milano nel 1744 e ha realizzato opere per politici e grandi famiglie, desiderose di fregiarsi, nelle loro collezioni, di dipinti di un pittore già famoso fin da giovane. Milano ne va fiera. Delle opere parleremo nel dettaglio prossimamente, per ora possiamo confermare: davvero una mostra imperdibile.


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