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A PROPOSITO DI TRE ARTISTI E UNA GALLERIA IN ORTIGIA (Siracusa)

Bartolinidi Clara Bartolini
Un gallerista artista, o meglio, un artista che ha deciso di aprire uno spazio espositivo, questo mi è parso di incontrare nella mia vacanza ad Ortigia. Alle pareti dei tre ambienti della sua bella galleria tre artisti. Raimondo Raimondi è il "gallerista che, con assemblaggi e collage in tecnica mista, propone volti e temi sociali, d'attualità o tratti dalla storia. Volti di donne, amate, desiderate, quasi come ossessioni, travolte dalla scrittura come fossero lettere d'amore. Colori e pennellate dense, a volte vagamente trasparenti, in grado di evocare la stratificazione di emozioni e sentimenti, in un vortice di segni che è il vortice nel quale è immersa la vita umana. Colori profondi, della terra, della carne, del sangue, del passato che ingiallisce ma rende preziosa ogni pagina, ogni immagine. Scrittura e volti si intrecciano e coinvolgono in un misterioso percorso creativo ed emozionale, quasi come in un'indagine nei ricordi, nella memoria.
Un artista che interroga il suo tempo, che si interroga, con una forza personale che da potenza alle sue opere e alle sue stesse fascinazioni. Opere che spingono a riflettere su che posto occupiamo nel mondo, e che tempi viviamo. Tutt'altra indagine quella realizzata nella stanza successiva dall'artista Veronica Diquattro. Vi si legge un'astrazione che cerca la sintesi, che scende in profondità e trova, dentro di sé più che fuori, le risposte necessarie per proseguire, per vivere nello spazio e nel tempo. La forza del femminile e maschile insieme emerge, in questa artista che mostra il coraggio di un'indagine dettagliata, senza risparmio di energie, espressa nella libera gestualità, nel rischio dell'effetto imprevisto, nella forza di scoprire di sé ciò che non sa ma vuole portare alla luce ed elaborare. I colori, come in un test di Luscher, mostrano le sfaccettature della sua personalità ricca di vibrazioni, e la sicura conoscenza dell'arte. Una tastiera vasta la sua, i suoi "fondi oro" pur essendo astrazioni, appaiono come citazioni di un grande passato dell'arte, certamente conosciuto e riverberante in lei. Una pittura analitica, vissuta in assoluta libertà d'espressione, con la forza di chi si esprime nella completezza e nella totalità della persona, da apprezzare assolutamente. Guardando queste opere intense, nasce il desiderio di guardarsi allo specchio per indagare e sciogliere il "caos" insito in ognuno di noi, rivelatore delle nostre tante possibilità realizzative. Perché è dal Caos che tutto inizia. Di tutt'altro impatto la terza sala, occupata dai dipinti dell'abilissimo sognatore Claudio Schifano. L'azzurro avvincente che è presente in tutte o quasi le sue opere, scioglie ogni tensione, e gli oggetti o elementi astratto-figurativi o viceversa, sembrano galleggiare come può accadere nello spazio interstellare oltre che in mare. Ologrammi, simboli, figure impreviste, paiono quasi realizzate dalla realtà virtuale e aiutano a sentirsi senza peso, alleggeriti dalle fatiche e i problemi quotidiani. Una serenità intrigante emerge da ogni tela e suggerisce, come fanno le porte aperte, di procedere verso nuovi orizzonti per entrare in quei mondi, per lasciarsi trasportare e per scoprire la leggerezza dell'essere. Opere per un certo relax, ma attenzione, con sorprese in agguato. Calibrate l'intraprendenza perché questa pittura è piena di stupore e imprevisti, ma vale la pena di entrare in ogni porta. Non ve ne pentirete. Dicevo all'inizio, un "gallerista artista" e due artisti, che incrociano il fioretto in un incontro a tre davvero singolare ed intrigante. Felice di essere stata al vernissage. A tutti i miei complimenti.

*giornalista e critico d'arte della rivista OK ARTE di Milano

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«Io non provo orgoglio per tutto ciò che come poeta ho prodotto [...] Sono invece orgoglioso del fatto che, nel mio secolo, sono stato l'unico che ha visto chiaro in questa difficile scienza del colore, e sono cosciente di essere superiore a molti saggi». Questa considerazione di Goethe, deriva dal suo saggio “La teoria dei colori” pubblicato nel 1910.

Arturo Bosetti, eclettico artista, con un passato di docente di Disegno e Storia dell'Arte, nonché restauratore, ha colto sin dagli inizi della sua carriera, l'importanza della luce dalla quale scaturiscono i colori.


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