GTranslate

 

 
 
fontana 1di Stefano Pariani
Chi non si è mai fermato ad ammirare una piazza quando c'è una grande fontana a renderla scenografica? Le fontane danno al paesaggio urbanistico, con il continuo fluire dell'acqua, un senso di vitalità e movimento ininterrotto. Lo sapevano bene urbanisti e scultori seicenteschi, per i quali l'acqua delle fontane rappresentava un punto cardine dell'estetica barocca: il mutamento delle cose e l'instabilità della realtà, soggetta a continua trasformazione.

La chiesa s'innesta nel solco di passaggio dall'arte ottoniana a quella romanica, testimoniando del nuovo stile artistico tanto nell'architettura quanto nei suoi affreschi, tra i più significativi della pittura altomedievale dell'Italia settentrionale

 

Non molto lontano da Milano, nei pressi di Cantù, la chiesa di San Vincenzo a Galliano e l'adiacente Battistero di San Giovanni sorgono come silenziosi testimoni di un'epoca passata, quando fuori dalle città sorgevano le pievi per evangelizzare le campagne. Collocata sull'asse delle grandi vie di comunicazione tra la pianura padana e le regioni transalpine, la chiesa di Galliano s'innesta nel solco di passaggio dall'arte ottoniana a quella romanica, testimoniando i primi frutti del nuovo stile artistico tanto nell'architettura quanto nei suoi affreschi, tra i più significativi della pittura altomedievale dell'Italia settentrionale. La storia di questa chiesa affonda le radici in epoca paleocristiana, quando viene edificata nel V secolo una prima basilica ad aula unica, dedicata a San Vincenzo di Saragozza. Secoli dopo l'arcivescovo di Milano Ariberto d'Intimiano promuove un programma di rinnovamento architettonico che porta nel 1007 alla consacrazione della nuova chiesa. Esternamente presenta una semplice facciata a salienti in pietre a vista, priva della navata destra, andata persa, con un piccolo portale e lunetta a sesto acuto; l'abside è contraddistinta da alti archi poggianti su lesene che scendono fino a terra, creando sottili giochi di luce e ombra. All'interno gli affreschi che decorano la navata e il catino absidale sono rispettivamente riconducibili per stile a due maestranze diverse: i più interessanti sono quelli dell'ampia abside dove campeggia un grande Cristo in mandorla, curiosamente abbigliato con pantaloni e calzari, ai cui lati i profeti Geremia ed Ezechiele sono resi con movimenti dinamici e con sottolineature più scure lungo le pieghe delle vesti, che seguono il moto del corpo e danno volumetria alle figure. La zona inferiore ospita un breve ciclo di Storie di San Vincenzo, tra cui il martirio e la sepoltura del Santo, di efficace vivacità narrativa. Accanto alla chiesa troviamo le sinuose forme del coevo Battistero di San Giovanni, costituito da un vano centrale quadrato con absidi semicircolari su ogni lato, da un tiburio ottagonale e da un ampio pronao. Con la sua sapiente sintesi tra influssi bizantini e nordici e la tradizione pittorica locale, d'impronta realista e di forte senso plastico, il ciclo di Galliano da lì a qualche decennio sarebbe stato d'impulso per gli affreschi di Civate, altra fondamentale tappa della pittura romanica lombarda.

 

Stefano Pariani

Santa Maria Castellodi Stefano Pariani
Città avvolta dalla fitta nebbia nei mesi freddi e celebre per il cappello Borsalino, divenuto simbolo di eleganza nella storia del costume italiano, Alessandria lega in qualche modo il suo nome nell'immaginario collettivo a questi due elementi, che si aggiungono alla ben nota riservatezza dei suoi abitanti, laboriosi e legati alle tradizioni.
via Santa Maria di Castello, Alessandria mappa
 
 

adorazionedi Stefano Pariani
In periodi di festività come questo assume un particolare rilievo la sovrapporta raffigurante l'”Adorazione dei Magi” in via Orefici, in pieno centro storico, una zona dove già nel Duecento era testimoniata l'attività della corporazione dei fabbri orafi. Si tratta di un'opera dalla straordinaria vena narrativa e di preziosa cultura figurativa, realizzata attorno al 1460 probabilmente da Giovanni Gagini, membro di una prolifica famiglia di scultori d'origine lombarda.
Via Orefici - Genova mappa

Santa Maria alla Fontana e l'acqua di luce

in Piazza Santa Maria alla Fontana 11 Milano, Milano,

Recensito da Stafano Pariani

Sommario

Il santuario fu eretto nel 1507 e da subito cominciarono ad affluire molti pellegrini, tanto che venne realizzato un lungo sentiero alberato che portava da Porta Comacina al santuario, attraversando un luogo a quel tempo fuori dalle mura urbane, disabitato, fitto di boschi e sorgenti d'acqua.

Descrizione

Sono alcuni anni che il quartiere milanese dell'Isola si è riqualificato e tra le sue vie che hanno mantenuto l'aspetto genuino e popolare di un tempo, sono sorti negozi artigianali, curiose botteghe e locali alternativi, fuori dai soliti giri modaioli milanesi. Forse questo mix di vecchio e nuovo attira molta gente in questa zona di giorno e di sera, ma non tutti sanno che da queste parti c'è anche un altro movimento, quello dei fedeli che si recano, in una sorta di pellegrinaggio, alla chiesa di Santa Maria alla Fontana per bere un'acqua ritenuta benefica e guaritrice. Tutto ebbe origine all'inizio del Cinquecento, quando Milano era sotto il dominio francese e il governatore di Luigi XII, Charles d'Amboise, affetto da un santa maria alla fontanamalanno (forse la gotta), andò a pregare in un antico sacello medievale che sorgeva presso una depressone naturale del terreno con una fonte d'acqua, dove i milanesi erano soliti recarsi per chiedere le grazie alla Madonna, che lì era apparsa. Il governatore francese promise alla Vergine, in caso di guarigione, la costruzione di un degno santuario come ex voto e quando effettivamente guarì, mantenne la sua promessa. Il santuario fu eretto nel 1507 e da subito cominciarono ad affluire molti pellegrini, tanto che venne realizzato un lungo sentiero alberato che portava da Porta Comacina al santuario, attraversando un luogo a quel tempo fuori dalle mura urbane, disabitato, fitto di boschi e sorgenti d'acqua. Davanti al santuario si trovava un'ampia vasca in cui confluiva l'acqua della sorgente miracolosa e lì rimase fino all'Ottocento. Nel Seicento venne costruita anche una grande chiesa sovrastante, la cui facciata attuale è frutto di restauri novecenteschi; il piccolo santuario risulta così collocato esattamente dietro la chiesa e collegato ad essa tramite una ripida scala. L'architettura del santuario è costituita da una cappella quadrata coperta da una bassa volta e da un vano rettangolare, comunicanti tramite un doppio arco; sul nome del suo artefice sono state avanzate diverse ipotesi, tra cui Leonardo e Bramante, ma i documenti dell'epoca hanno assegnato la costruzione dell'edificio a Giovanni Antonio Amadeo, famoso per la cappella Colleoni a Bergamo, i lavori alla Certosa di Pavia e la direzione dei lavori nel Duomo di Milano. Lungo le pareti del santuario si trovano riquadri affrescati in discrete condizioni conservative; un primo gruppo di quattro affreschi (San Giovanni Battista, Visitazione, Natività, San Rocco) risale al 1520/25 e mostra affinità con la scuola di Bernardino Luini. Il linguaggio è semplice e popolare ed immerge i personaggi in un mite contesto paesaggistico, con qualche richiamo a Leonardo, specie nelle scene della Visitazione e della Natività. Alla seconda metà del Cinquecento risale invece un secondo gruppo di affreschi (Annunciazione, Natività, Visitazione, Fuga in Egitto) meno ispirati e rovinati dal tempo. fontanaMolto suggestiva la volta, suddivisa in dodici vele affrescate con le figure degli Apostoli, al centro della quale è un Dio Padre benedicente in legno e stucco dorato. Le tonalità leggere e tenui dei colori e il senso di circolarità conferiscono all'ambiente un aspetto arioso e luminoso, che ben si addice all'atmosfera “sospesa” che qui si respira. L'edificio comunica con l'esterno per mezzo di doppi e ampi archi posti lungo i suoi lati, che richiamano nello stile la cultura classicista e bramantesca in voga a Milano nel primo Cinquecento, mentre ai fianchi del Santuario sorgono due bei chiostri dalle snelle colonne, che si articolano anche davanti alla facciata, formando un armonioso ed elegante porticato. La fonte originaria venne chiusa nell'Ottocento a causa delle perdite di una vicina fabbrica di bitume e attualmente l'acqua che sgorga dagli undici rubinetti della lastra originaria posta sotto l'altare è quella della rete idrica comunale. fontanaTuttavia sono in molti a risentire ancora oggi dei suoi effetti benefici e ad avere guarigioni – pare che l'acqua in quell'area entri in contatto con le frequenze della luce – e sentire il delicato, continuo rumore del suo sgorgare rasserena, conducendo chi si trova in quello spazio in una dimensione “altra”. Stefano Pariani Il santuario fu eretto nel 1507 e da subito cominciarono ad affluire molti pellegrini, tanto che venne realizzato un lungo sentiero alberato che portava da Porta Comacina al santuario, attraversando un luogo a quel tempo fuori dalle mura urbane, disabitato, fitto di boschi e sorgenti d'acqua. Milano Vai alla visualizzazione normale – Nascondi colori – Powered by Google Drive – Segnala una violazione
votazione 4/ 5 (Excellent) Stafano Pariani
 

di Stefano Pariani
guastalla Nei giorni d'estate come questi, trovare una piccola oasi di riposo nel caos e nella calura cittadina pare quasi una benedizione. Milano, è cosa risaputa, spesso nasconde meraviglie all'interno di cortili o in angoli poco visibili ai più: rientrano in questa “categoria di nicchia” i giardini della Guastalla, affacciati su via Francesco Sforza, di fronte all'Università Statale e compresi tra l'Ospedale Maggiore e Palazzo Sormani.
 

di Stefano Pariani

ParianiCorreva l'anno 1487 quando, secondo le cronache cittadine, in una stretta via di Lodi l'immagine trecentesca di una Madonna col Bambino, raffigurata all'esterno di una taverna-bordello, cominciò a lacrimare. Il fatto misterioso e straordinario era per molti chiaro: in quell'edificio avvenivano ogni giorno duelli, litigi e risse tra ubriachi e prostitute ed era ora di dare una svolta a quel posto malfamato. Pare che la Madonna stessa abbia pronunciato queste parole: “Cessino ormai tante liti e lascivie, e casa così impura sia alla mia pudicizia consacrata”. Le autorità cittadine si prodigarono subito per costruirle un tempio e la denominazione “civico”, che ancora mantiene, si spiega in quanto furono proprio le autorità laiche e i cittadini a promuoverne la costruzione. In quel periodo l'arte lombarda stava vivendo gli anni più intensi del suo Rinascimento e il tempio di Lodi ne è uno dei più importanti esempi. Come architetto fu chiamato Giovanni Battagio, lodigiano e allievo del Bramante, attivo anche nel cantiere di Santa Maria presso San Satiro a Milano.

galleria fotografica

di Stefano ParianiPariani
Non di rado il termine “stupore” si associa ad un'opera d'arte. Stupore per un intenso ritratto, per la raffinatezza di un polittico, per la facciata di un edificio, per la magnificenza e la storia di un sito. Spesso capita di stupirsi entrando in una chiesa per la sua architettura, i suoi affreschi e i suoi arredi. A Piacenza c'è un motivo in più per stupirsi e questa volta non si tratta di un edificio in evidenza dal punto di vista turistico, come potrebbero essere il Duomo o Palazzo Gotico, punti saldi della città emiliana.
Si tratta della Chiesa di San Savino, che può addirittura passare inosservata, quasi nascosta dagli alberi antistanti e chiusa dietro la sua facciata settecentesca a tre ampli archi porticati, che la fa vagamente somigliare ad una elegante villa. Chi entra si aspetterebbe di trovare, di conseguenza, una ricca chiesa barocca con preziosi stucchi e decorazioni dorate e invece la sorpresa sta proprio nell'imbattersi in un antico e solenne edificio medievale. E non di scarso rilievo.

Le interviste del Direttore

Ugo Nespolo, «fuori dal coro”» innamorato di Milano

nespolo

 di Francesca Bellola

 Le riflessioni dell'artista dopo che Palazzo Reale gli ha dedicato una...


Leggi tutto...
Giovanni Allevi: «Quando facevo il cameriere alla Scala...»

allevi

di Francesca Bellola

Talentuoso e brillante, empatico e carismatico. Giovanni Allevi, uno dei...


Leggi tutto...
Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it

Francesca Bellola Francesca Bellola, giornalista e direttore editoriale del portale OkArte.it, di cui ha diretto...


Leggi tutto...
Michelangelo Pistoletto: «La mia Mela in Centrale opera aperta al mondo»

pistolettodi Francesca Bellola,

Recentemente la "Mela Reintegrata" è installata definitivamente nella...


Leggi tutto...
Il mondo come lo vorrei Il fotografo Giovanni Gastel tra esordi teatrali e poesia

gastel

di Francesca Bellola

«Da zio Luchino Visconti ho imparato il metodo»

Ha ritratto le donne più...


Leggi tutto...
Mario Lavezzi: un viaggio di musica e parole
lavezzidi Francesca Bellola

Definire la sua attività è riduttivo, è - infatti - compositore,...

Leggi tutto...

Puoi accedere su www.okarte.it con una tua password e dopo l'approvazione della registrazione puoi inserire nel sito articoli e foto. Cordiali saluti, Redazione OK ARTE

Ricordami

Questo sito rispetta la "Protezione dei dati personali GDPR - General Data Protection Regulation, Reg. UE 2016/679"

Carezza Violenta

Visita Pavia in 5 minuti

La Certosa di Milano

Chiese e dimore antiche

Villa Bernasconi a Cernobbio: vivere il Liberty

di Ugo Perugini
Non ci sono molti esempi di edifici Liberty [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto
Genova: l'incanto di un presepe in marmo del '400

di Stefano Pariani
In periodi di festività come questo [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto
Il fascino senza tempo dei Giardini della Guastalla

di Stefano Pariani  Nei giorni d'estate come questi, [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani Non di rado il termine “stupore” [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

Correva l'anno 1487 quando, secondo [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

Simbolo dell'epoca comunale e della [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

C'è una fervida creatività che [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

L'immagine del treno e della sua [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

La storia di Milano – le pagine [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto

di Stefano Pariani

galleria fotografica La chiamavano [ ... ]

Chiese e Palazzi storiciLeggi tutto